Volti senza faccia

Volti senza faccia
Volti senza faccia

La faccia, la parte del corpo umano. Quella che per le sue caratteristiche di complessità più di ogni altra contraddistingue l’uomo in mezzo a tutti gli altri uomini. E’ il suo segno di riconoscimento, la faccia. E’ la firma del suo corpo.

Ma non tutti hanno la loro faccia, o meglio, non tutti riescono a conservarla. Molti, presto o tardi, la perdono e si riducono ad avere solo un volto . I volti, quando sono senza faccia, sono tutti uguali, come quelli tirati dal bisturi del chirurgo. I volti senza faccia sono prevedibili, monotoni, senza vita. Come quelli di queste persone nel giorno del lutto cittadino proclamato a Marano di Napoli per l’apertura della discarica. Volti che guardano inebetiti i manifestanti sfilare. Volti che restano fermi sui marciapiedi ai lati del corteo. Volti di corpi affacciati ai balconi.

La loro espressione è fissa, impassibile. Mi fa impressione osservare come siano tutti uguali tra loro. Sembrano come impossessati da una non-coscienza collettiva che li irrigidisce nel corpo, nella postura. Non so se stiano capendo cosa sita veramente succedendo. Se li fisso negli occhi mantengono lo sguardo nel vuoto, mi oltrepassano.

Restano impassibili i volti senza faccia, anche di fronte alle piccole provocazioni verbali dei manifestanti che cantano cori di sfottò rivolti anche contro di loro.Non rispondono agli inviti, agli sproni della folla. Non manifestano né assenso né dissenso. E’ come se fossero morti. Morti in piedi. Solo il fumo delle loro sigarette accese testimonia il fatto che c’è ancora vita nei loro corpi.

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