Il Blog di Mimmo Guarino
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...dovrà pure esistere una vita prima della morte !

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Vite senza importanza, su un ponteggio in allestimento

21 giugno 2009 Mimmo Guarino 8 commenti
operai-senza-l-casco-e-cintura

Sono appena arrivato sul luogo dell’appuntamento quando la mia attenzione viene catturata da un ponteggio in fase di costruzione. Proprio li, davanti a me, a pochi metri di distanza dal marciapiede dove mi trovo. Gli operai, alla sommità del ponteggio, stanno montando i tubi che vengono sollevati dal basso da un altro operaio con una piccola carrucola ed una fune di canapa. Il ponteggio, come detto, è in fase di costruzione e quindi è privo di ogni protezione anticaduta.

A testa alzata comincio ad osservarli con sempre più insistenza, prima dal punto dove mi trovo in quel momento, poi dall’altro lato della strada dove mi sposto per vedere meglio. Entrambi sono senza casco e senza cintura di sicurezza. Hanno si indossato l’imbragatura della cintura ma non l’hanno fissata da nessuna parte, a mo di gilet quindi, perfettamente inutile. Tutto questo in pieno centro (che più centro non si può) di Napoli. Scatto velocemente una foto.

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Rimango ancora li guardare a testa all’insù quando uno di loro si accorge della mia presenza. Si susseguono una serie di “occhiate” reciproche. Io faccio finta di niente, poi gli sguardi si incrociano di nuovo, ci fissiamo per qualche secondo, anche se siamo a distanza considerevole. Dopo poco vedo l’uomo agganciare (finalmente) il cordino della sua cintura ad un tubo del ponteggio. Subito dopo scende al piano sottostante, prende un casco e lo indossa. Dopo poco anche il suo collega fa lo stesso. Scatto fugace un’altra foto.

Chiaramente, i due operai, pur avendo ricevuto in dotazione sia casco che cintura, non avevano indossato ne l’uno ne l’altro. Solo quando si sono accorti di essere osservati, sapendo di essere in difetto, hanno fatto il loro dovere. Suppongo che, se uno di loro fosse caduto da quel ponteggio sfracellandosi al suolo, nessuno si sarebbe soffermato sulle responsabilità della stessa vittima. Tutti avrebbero puntato il dito contro il solo datore di lavoro (che comunque è bene ricordare ha sempre l’obbligo della vigilanza).

Purtroppo ancora oggi manca una vera cultura della “sicurezza lavoro”, sia ai datori di lavoro, sia (e forse ancora di più) ai lavoratori stessi. Lavoratori che troppo spesso, confidando nella loro esperienza ed abilità, omettono di prendere le necessarie misure di sicurezza.

Mi chiedo da dove nasca tanta superficialità e scelleratezza. Personalmente credo che l’eventualità di perdere la cosa più preziosa che si possiede, e cioè la propria vita, dovrebbe di per se essere un deterrente sufficiente a scoraggiare tali malsani comportamenti. Penso quindi che un tale sprezzo per il pericolo possa essere giustificato solo da uno scarso rispetto ed attaccamento alla propria vita. Viviamo in una società dove le uniche cose che contano sono i soldi ed il potere e in un tale tipo di società, le vite degli operai, che non possiedono ne l’uno ne l’altro, sono, per forza di cose, vite senza importanza.

Vite da operai. Vite senza speranza; se non quella del “gratta e vinci”. Vite corrotte dalle umiliazioni. Abituate a sentirsi dare del “Tu” da tutti. Ad essere guardate dall’alto in basso. Abituate ad essere comandate. Vite consumate dalla fatica e logorate dalla monotonia, drogate dal fumo delle sigarette e dall’alcol dei bicchierini bevuti, la sera, al bar con gli amici.

Sarà una utopia, ma a me piace pensare che un giorno i “diritti fondamentali dell’uomo”, oggi riconosciuti solo più o meno formalmente, saranno portati a pieno compimento, in tutto il mondo, e che gli uomini avranno finalmente tutti gli stessi diritti e pari dignità. Quel giorno tutti avranno piena consapevolezza dell’importanza dalla loro vita.

Passato presente

21 maggio 2009 Mimmo Guarino 11 commenti
catene-della-storia
Chi pensa che eventi significativi del passato, anche molto lontani nel tempo, non influiscano sul presente dovrebbe seriamente ripensare a come ha speso il suo tempo tra i banchi di scuola durante le lezioni di storia. Il passato non passa mai del tutto, è sempre presente nel presente. La verità è che le generazioni che si susseguono nel corso dei millenni sono legate tra loro in maniera indissolubile, come le maglie di una lunga catena.

Tecnologia, tempo e felicità

14 maggio 2009 Mimmo Guarino 18 commenti
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I treni viaggiano sempre più veloci, i computer diventano sempre più potenti e i macchinari sempre più sofisticati. Tuttavia il tempo che ogni uno di noi ha per dedicare a se stesso, alla propria crescita individuale, ai propri rapporti affettivi e sociali, rimane miseramente scarso. Mi chiedo: come sarebbe il mondo se tutti questi progressi tecnologici, invece di essere utilizzati per aumentare sempre più la produttività, venissero utilizzati per aumentare la felicità degli uomini ?

Ignoranza mentale

29 aprile 2009 Mimmo Guarino 5 commenti
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Mi trovavo nella metropolitana, nella collinare per la precisione, quella che collega il quartiere di Secondigliano al centro storico della città. Destinazione la centralissima Piazza Dante, ultima fermata della tratta.

Di fronte a me un ragazzo, sui trent’anni, posizionato in prossimità di una delle porte di uscita. Se ne stava da solo, a testa bassa. Faceva strani movimenti con la testa, con le braccia, tic nervosi a ripetizione e poi parlava da solo. Non dava fastidio a nessuno, ma a chiunque sarebbero bastati pochi secondi di attenzione per cogliere in quei comportamenti chiari ed evidenti segni di disturbi psichici.

Pena e rabbia dentro di me per una vita chiaramente segnata. Una vita destinata alla solitudine ed alla emarginazione. Credo che la  malattia mentale sia la cosa di più terribile che possa colpire un essere umano.

Dietro di me, seduti, una giovane coppia di fidanzatini e una signora sui cinquanta anni. Ridevano i tre. Sottovoce. Quando mi sono girato e li ho osservati ho capito che stavano ridendo del ragazzo. Lo guardavano di sbieco, avidi di cogliere in lui nuovi e divertenti atteggiamenti da commentare.

Quando il ragazzo, che comunque non si è certo accorto delle loro attenzioni, è sceso, i tre hanno cominciato a commentare liberamente.

Era evidente che si sentivano importanti in quel momento. Gratificati. Divertiti. Soddisfatti della loro manifesta superiorità. Parlavano del ragazzo con quel classico atteggiamento del “Guarda che tipi ci sono in giro”. Un miscuglio di cattiveria e ignoranza li animava nella conversazione.

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Da parte mia solo uno sguardo di disgusto, soprattutto (data l’età all’anagrafe) nei confronti della signora. Sarei voluto intervenire. Avrei voluto fare una “chiavica” (che in napoletano vuol dire schifezza) quei tre. Non l’ho fatto. Forse sto imparando a vivere. Col tempo sto capendo che lottare contro l’ignoranza è una battaglia persa in partenza, come combattere contro i mulini a vento.  

Prendere atto del fatto che persone adulte hanno un livello mentale che raggiunge si e no gli otto nove anni è molto triste. Ancora oggi, a ben pensarci, non so bene se avrei dovuto provare più pena per quel ragazzo affetto da malattia mentale o per quei tre cosiddetti normali “sani di mente”.

Certezze e cerchi di fuoco

28 aprile 2009 Mimmo Guarino 3 commenti
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Ci vuole più coraggio per mettere in discussione le proprie certezze che per buttarsi in un cerchio di fuoco.