Alcuni lo chiamano lavoro

Un mondo del lavoro ipertecnologico il nostro, in continua evoluzione per dare risposte sempre più esaudienti rapide alle domande del mercato.
Venditori d’assalto, cacciatori di teste e procacciatori d’affari. Tecniche sopraffine di marcketing. Ricerca delle competenze distintive e del customer satisfaction. Public relation e public affaire. Pianificazioni a lungo, medio e breve termine.
Bonus annuali e provvigioni sui contratti. Corsi di alta formazione, corsi a distanza, corsi e corsi e ricorsi. Briefing aziendali. Incontri al vertice, incontri alla base e incontri ai lati. Tavole rotonde e tavole quadrate. TAV, frecce rosse, frecciate e fragnacce. Aerei super comodoveloci per colazione in Cina, pranzo in Russia e cena in Giappone. Connessioni globali a banda larga e super larga.
E poi teleconferenze planetarie, con pausa caffè virtuale incorporata e mini auricocellulari incorporati nei padiglioni auricolari. Audit aziendali. Mission. Sistemi di qualità. E-business, E-mail, E-learnig, E-book, E-mobast. Macchine aziendali e navigatori satellitari. Project manager. Valutazione dei rischi e gestione delle risrse. Computer portatili e porte USB. Computer tascabili, tasche computerizzate.
Gli unici lavoratori però che vedo ancora sorridere sul loro posto di lavoro sono i lavavetri-fazzolettinidistributori Africani che incontro ai semafori.












