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...dovrà pure esistere una vita prima della morte !

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Posts Tagged ‘teatro napoletano’

Foto album: Un pazzariello tra i continenti

Un pazzariello tra i continenti
Data:13 Febbraio 2010
Luogo: Villaricca
Durata: 7:08 min

Passeggiando per Natale, un ponte per Sarajevo

8 gennaio 2010 Mimmo Guarino 7 commenti
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Prendere parte all’organizzazione di uno spettacolo, come quello che è stato “Passeggiando per Natale” di quest’anno, e allo stesso tempo parteciparvi come artista, per di più in due esibizioni distinte, non è stata per niente una cosa facile. Se i giorni della preparazione sono stati per me quantomai frenetici, quello che ha visto la sua messa in scena mi ha a dir poco stremato. Ma è proprio questo il bello delle imprese difficili, l’importante è che la fatica e l’impegno vengano sempre suffragate da un buon risultato e questo evento è stato sicuramente un successo!

Ad aprire la serata è stato il bravissimo Ciro Sannino che al piano ha suonato un suggestivo brano natalizio “Have yourself a Marry Little Christmas”. Subito dopo lo stesso Ciro ha accompagnato Marialuisa che con la sua splendida voce ha cantato What Wonderful World (una canzone che amo alla follia). Dopo i saluti iniziali dei due presentatori, ormai “storici” di Passeggiando per Natale, Emiliana e Massimiliano, la signora Gordàna Ler ha augurato buon anno a tutti i presenti con dei versi, a tema, del poeta Bosniaco Dušan Radović dando così “il la” alle esibizioni degli artisti.

Subito sul palco sono saliti gli ETNIA, bravissimi, che hanno cantato il loro originale brano “Napoletano atipico”, poi la proiezione di foto della città di Sarajevo; a commentarle, ovviamente, la signora Gordàna (Jolly della serata). Dopo Francesco Mennillo, che ha cantato la sua “Parole” è arrivata la prima delle mie due esibizioni teatrali con Ho ucciso mio fratello, il monologo incentrato sul tema della guerra che ho scritto apposta per l’occasione.

A chiusura della prima parte dello spettacolo il momento forse più toccante della serata, quello che abbiamo voluto dedicare alla nostra amica scomparsa lo scorso sette Dicembre, Maddalena; una persona straordinaria che mi ha insegnato tanto. Giovanna e Lucia hanno letto sul palco due suoi pensieri, presi direttamente dal suo blog (ancora oggi “cliccatissimo”).

La seconda parte è iniziata con l’esibizione del gruppo musicale jOxBacco che ha proposto un versione molto particolare di “Meraviglioso”. Poi un momento dedicato alla poesia con la signora Gordàna ed Antonio Calignano che, rispettivamente, hanno declamato una composizione di Jovan Jovanovic Smai (poeta bosniaco di fine 800 ancora oggi conosciutissimo soprattutto tra i più piccoli in quanto autore di filastrocche per bambini) e Guaglione, del grandissimo poeta napoletano (nonché attore, compositore e commediografo) Raffaele Viviani.

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Risate e buon umore con la scenetta comica che ho messo in scena ed interpretato con Massimiliano. Scena che ho tratto direttamente da una commedia del grande Antonio Petito, uno dei maggiori interpreti della commedia napoletana e, senza dubbio, il più grande tra gli interpreti della maschera di pulcinella.

Applauditissime le esibizioni musicali che hanno chiuso lo spettacolo: un trittico di canzoni celebri napoletane suonate al piano da Ciro, una raffinatissima canzone natalizia interpretata magistralmente dal baritono Antonio Santaniello e due pezzi del coro polifonico di Villaricca. Grande emozione in sala poi quando tutti i bambini bosniaci che hanno assisitio allo spettacolo sono saliti sul palco per ritirare la loro pergamena ricordo; su ognuna delle quali abbiamo stampato, in Italiano e in Bosniaco, la poesia (letta da Silvana Russo) Bambino, di Alda Merini.

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Poi il finale con i ringraziamenti e tutti, ma proprio tutti, che sono saliti sul palco per raccogliere i meritati applausi del pubblico: artisti, organizzatori, associazioni varie, Croce Rossa Italiana e personalità locali.

Costruiamo un ponte per Sarajevo

3 gennaio 2010 Mimmo Guarino 3 commenti
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Fervono i preparativi e come sempre succede in questi momenti il tempo a disposizione sembra essere impietosamente scarso. La scaletta subisce continue variazioni, alla velocità della luce. Il telefono squilla in continuazione, le email fioccano a raffica da tutte le parti. Sandro ha tre cellulari ma riesce lo stesso a non rispondere o a non essere raggiungibile su nessuno dei tre. Poi ci sono i comunicati stampa degli artisti da leggere, il service per i suoni e le luci, la delibera del comune, le prove della presentazione, delle esibizioni, le locandine e gli inviti da stampare e poi tutto il resto ed altro ancora (per fortuna che in tutto questo c’è Emiliana con il suo proverbiale ottimismo).

Tutto questo per la nuova edizione di “Passeggiando per Natale”, spettacolo che andrà in scena il prossimo 5 Gennaio alla tendo-struttura di Villaricca. Quest’anno il titolo dello spettacolo sarà “Passeggiando per Natale, un ponte per Sarajevo”. Sarà una manifestazione artistico-culturale per la promozione della pace, della conoscenza e dell’integrazione tra i popoli.

Abbiamo pensato di costruire un ideale ponte, fatto di musica, arti figurative, poesia e teatro. Un ponte per unire la nostra cultura e la nostra arte con quella di Sarajevo. Per l’occasione allo spettacolo assisterà proprio un gruppo di bambini di Sarajevo, ognuno accompagnato dalla famiglia italiana che lo ha preso temporaneamente in adozione. A loro, a fine spettacolo, consegneremo delle pergamene in ricordo dell’evento.

Oltre alla organizzazione dello spettacolo reciterò anche. Interpreterò un monologo che ho scritto appositamente per l’evento e che s’intitola “Ho ucciso mio fratello”. Un testo inteso che da voce ad un ex soldato, alla sua presa di coscienza sulla follia della guerra. Un soldato senza nome né luogo né tempo.

Poi ci sarà anche una sorpresa, con un piccolo sketch comico preso da una commedia del grande commediografo ed attore napoletano Antonio Petito. Sarò a far coppia con il mio amico Massimiliano.

In scena con il teatro di Viviani

10 giugno 2009 Mimmo Guarino 8 commenti
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A morte ‘e Carnevale, di Raffaele Viviani, è stata una delle mie prime commedie come attore. Viviani è senza ombra di dubbio uno dei pilastri fondanti del teatro Napoletano e questa è sicuramente una delle sue commedie più riuscite. Un testo difficile, sia sul piano della recitazione che su quello del messaggio emotivo e sociale che trasmette.

Protagonisti della storia sono Pasquale Capuozzi, detto Carnevale per il suo modo strampalato di vestire, lo squattrinato nipote Rafele e una giovane donna, ‘Ntunetta, che in seguito alla morte della moglie di Carnevale è rimasta in casa di questo diventandone quasi una seconda moglie. Carnevale è un uomo malato, vecchio, lercio, sgradevole nell’aspetto e nei modi, ma è sopratutto un uomo solo. Vive di usura prestando soldi con interessi del 300%, ed è dunque detestato da tutti nel quartiere, compresi la giovane amante ed il nipote, sempre in cerca di un prestito. In seguito ad un malore, però, il vecchio usuraio diventa improvvisamente oggetto di attenzioni e cure amorevoli da parte dei due giovani, che annusando odore di eredità, si fanno in quattro per guadagnare consensi agli occhi del morituro. Alla morte di Carnevale, i due, in attesa della apertura del testamento, decidono addirittura di sposarsi e di condividere così il lascito del vecchio. Per i due però la sorpresa è amara, Carnevale infatti, pentitosi delle sue malefatte in vita, lascia quasi tutto il suo patrimonio all’istituto delle opere pie. Nonostante questo però, Rafele e ‘Ntunetta decidono lo stesso di sposarsi. Sarà però l’improvviso arrivo del custode del camposanto che, con una incredibile rivelazione, sconvolgerà ancora una volta i loro piani.

Una esperienza per me emozionante e gratificante. Ricordo infatti che, a causa forfait all’ultimo momento di un attore, dovetti interpretare due ruoli: il mio personaggio, Don Federico ‘O Tranviere, e quello di un impresario di pompe funebri; tra ‘altro in una delle scene più divertenti di tutta la commedia che vedeva l’arrivo dei becchini a casa di Carnevale prima ancora che questo fosse morto.