Un pazzariello tra i continenti

Un pazzariello molto “speciale” quello che ho interpretato in occasione di “Carnevalando tra i continenti”, la manifestazione organizzata dall’assessorato alla cultura del comune di Villaricca in occasione della festa del carnevale. Un pazzariello che sale su un carro carnevalesco a forma di nave, che guida un corteo in maschera per le strade della città e che in dialetto napoletano decantata le meraviglie dell’evento esortando le persone per strada ad unirsi alla festa e che poi presenta gli spettacoli e le esibizioni nelle piazze.
Una manifestazione pienamente il linea con le classiche atmosfere del carnevale, una vera e propria esplosione di allegria e di buon umore, che ha visto la partecipazione entusiasta di tantissimi bambini, ognuno con il suo bel vestito di carnevale, ma che al tempo stesso è stata capace di farsi portatrice di importanti messaggi. Un modo originale per dire no al razzismo e per affermare con forza che la pace e l’integrazione tra tutti i popoli del mondo è possibile, soprattutto attraverso la conoscenza reciproca delle culture.

Cinque piazze della città, per l’occasione, hanno “adottato” ognuna un continente ed ognuna di esse è diventata palcoscenico di bellissimi spettacoli in costume, con esibizioni caratteristiche della cultura, dell’arte e delle tradizioni di quel continente. Nella programmazione: tarantelle napoletane (Europa), balli latino americani (Americhe), danze tribali (Africa), coreografie orientali con arti marziali (Asia), suoni e ritmi della cultura maori (Oceania). Ognuna di queste cinque piazze-continente, nel corso della festa, è stata “attraccata” dal bellissimo carro a forma di nave che per tutto la durata dell’evento ha “navigato” per le vie del paese, immerso nel un lungo corteo che ha visto la presenza di centinaia di bambini in maschera festanti.
Il testo che ho messo in scena, Un pazzariello tra i continenti (scritto apposta per l’occasione), ha richiesto più di una settimana di intenso lavoro. Un testo che è stato il risultato di una ricerca spasmodica sui tratti più caratteristici dei cinque continenti del pianeta: arte, cultura, tradizione e soprattutto storia, con riferimento alla quale ho cercato di addolcire con l’ironia i tanti soprusi e ingiustizie che hanno caratterizzato tutti gli angoli della terra. Nella ricerca ho preso in considerazione anche aspetti come la morfologia, la fauna e la flora dei vari continenti. Tutto scritto in vernacolo napoletano e messo rigorosamente in rima per dare più ritmo e musicalità alle parole.

Durante il corteo la cosa che più mi ha divertito è stata quella di improvvisare delle rime “al momento” e di indirizzarle dal carro alle persone ferme ai lati della strada, a chi usciva dai negozi, dalle officine, dai bar per guardare tra lo stupore e il divertimento il lungo corteo sfilare. A quelli che guardavano affacciati dai balconi delle loro case: “Scennite abbasce avimmo pigliate ‘o terno, oggi è asciuta ‘na jurnata ‘e pataterno”. A dei ragazzini che stavano da dietro i cancelli di una scuola che evidentemente (non so perché) non aveva partecipato al corteo: “Guagliù nun date retta ‘e lezione, venite appriesso ‘a chesta bella manifestazione” e così via. Un pazzariello alquanto irriverente.


















