Il Blog di Mimmo Guarino
delicious
google-bookmarks
preferiti
Mettilo fra i tuoi preferiti:
...dovrà pure esistere una vita prima della morte
emergency
libera
peacereporter
log_amnesty
cittadinanza-attiva
articolo21
gruppoabele
medicisenzafrontiere
greenpeace
caino
enpa
wwf
ecoradio
unicef
legambiente
antimafia2000
telefonoazzurro
unicef
casadelledonnne
disinformazione.it
addiopizzo
disabili
adiconsum
peacelink
riceverai tutte le novità
nella tua casella di posta
facebook
youtube

Archivio

Posts Tagged ‘spettacoli’

Un pazzariello tra i continenti

15 febbraio 2010 Mimmo Guarino 6 commenti
pazzariello-carnevale

Un pazzariello molto “speciale” quello che ho interpretato in occasione di “Carnevalando tra i continenti”, la manifestazione organizzata dall’assessorato alla cultura del comune di Villaricca in occasione della festa del carnevale. Un pazzariello che sale su un carro carnevalesco a forma di nave, che guida un corteo in maschera per le strade della città e che in dialetto napoletano decantata le meraviglie dell’evento esortando le persone per strada ad unirsi alla festa e che poi presenta gli spettacoli e le esibizioni nelle piazze.

Una manifestazione pienamente il linea con le classiche atmosfere del carnevale, una vera e propria esplosione di allegria e di buon umore, che ha visto la partecipazione entusiasta di tantissimi bambini, ognuno con il suo bel vestito di carnevale, ma che al tempo stesso è stata capace di farsi portatrice di importanti messaggi. Un modo originale per dire no al razzismo e per affermare con forza che la pace e l’integrazione tra tutti i popoli del mondo è possibile, soprattutto attraverso la conoscenza reciproca delle culture.

danza-dragone

Cinque piazze della città, per l’occasione, hanno “adottato” ognuna un continente ed ognuna di esse è diventata palcoscenico di bellissimi spettacoli in costume, con esibizioni caratteristiche della cultura, dell’arte e delle tradizioni di quel continente. Nella programmazione: tarantelle napoletane (Europa), balli latino americani (Americhe), danze tribali (Africa), coreografie orientali con arti marziali (Asia), suoni e ritmi della cultura maori (Oceania). Ognuna di queste cinque piazze-continente, nel corso della festa, è stata “attraccata” dal bellissimo carro a forma di nave che per tutto la durata dell’evento ha “navigato” per le vie del paese, immerso nel un lungo corteo che ha visto la presenza di centinaia di bambini in maschera festanti.

Il testo che ho messo in scena, Un pazzariello tra i continenti (scritto apposta per l’occasione), ha richiesto più di una settimana di intenso lavoro. Un testo che è stato il risultato di una ricerca spasmodica sui tratti più caratteristici dei cinque continenti del pianeta: arte, cultura, tradizione e soprattutto storia, con riferimento alla quale ho cercato di addolcire con l’ironia i tanti soprusi e ingiustizie che hanno caratterizzato tutti gli angoli della terra. Nella ricerca ho preso in considerazione anche aspetti come la morfologia, la fauna e la flora dei vari continenti. Tutto scritto in vernacolo napoletano e messo rigorosamente in rima per dare più ritmo e musicalità alle parole.

carnevale-carro4

Durante il corteo la cosa che più mi ha divertito è stata quella di improvvisare delle rime “al momento” e di indirizzarle dal carro alle persone ferme ai lati della strada, a chi usciva dai negozi, dalle officine, dai bar per guardare tra lo stupore e il divertimento il lungo corteo sfilare. A quelli che guardavano affacciati dai balconi delle loro case: “Scennite abbasce avimmo pigliate ‘o terno, oggi è asciuta ‘na jurnata ‘e pataterno”. A dei ragazzini che stavano da dietro i cancelli di una scuola che evidentemente (non so perché) non aveva partecipato al corteo: “Guagliù nun date retta ‘e lezione, venite appriesso ‘a chesta bella manifestazione” e così via. Un pazzariello alquanto irriverente.

Passeggiando per Natale, un ponte per Sarajevo

8 gennaio 2010 Mimmo Guarino 7 commenti
ponte-sarajevo-125

Prendere parte all’organizzazione di uno spettacolo, come quello che è stato “Passeggiando per Natale” di quest’anno, e allo stesso tempo parteciparvi come artista, per di più in due esibizioni distinte, non è stata per niente una cosa facile. Se i giorni della preparazione sono stati per me quantomai frenetici, quello che ha visto la sua messa in scena mi ha a dir poco stremato. Ma è proprio questo il bello delle imprese difficili, l’importante è che la fatica e l’impegno vengano sempre suffragate da un buon risultato e questo evento è stato sicuramente un successo!

Ad aprire la serata è stato il bravissimo Ciro Sannino che al piano ha suonato un suggestivo brano natalizio “Have yourself a Marry Little Christmas”. Subito dopo lo stesso Ciro ha accompagnato Marialuisa che con la sua splendida voce ha cantato What Wonderful World (una canzone che amo alla follia). Dopo i saluti iniziali dei due presentatori, ormai “storici” di Passeggiando per Natale, Emiliana e Massimiliano, la signora Gordàna Ler ha augurato buon anno a tutti i presenti con dei versi, a tema, del poeta Bosniaco Dušan Radović dando così “il la” alle esibizioni degli artisti.

Subito sul palco sono saliti gli ETNIA, bravissimi, che hanno cantato il loro originale brano “Napoletano atipico”, poi la proiezione di foto della città di Sarajevo; a commentarle, ovviamente, la signora Gordàna (Jolly della serata). Dopo Francesco Mennillo, che ha cantato la sua “Parole” è arrivata la prima delle mie due esibizioni teatrali con Ho ucciso mio fratello, il monologo incentrato sul tema della guerra che ho scritto apposta per l’occasione.

A chiusura della prima parte dello spettacolo il momento forse più toccante della serata, quello che abbiamo voluto dedicare alla nostra amica scomparsa lo scorso sette Dicembre, Maddalena; una persona straordinaria che mi ha insegnato tanto. Giovanna e Lucia hanno letto sul palco due suoi pensieri, presi direttamente dal suo blog (ancora oggi “cliccatissimo”).

La seconda parte è iniziata con l’esibizione del gruppo musicale jOxBacco che ha proposto un versione molto particolare di “Meraviglioso”. Poi un momento dedicato alla poesia con la signora Gordàna ed Antonio Calignano che, rispettivamente, hanno declamato una composizione di Jovan Jovanovic Smai (poeta bosniaco di fine 800 ancora oggi conosciutissimo soprattutto tra i più piccoli in quanto autore di filastrocche per bambini) e Guaglione, del grandissimo poeta napoletano (nonché attore, compositore e commediografo) Raffaele Viviani.

ponte-sarajevo-179

Risate e buon umore con la scenetta comica che ho messo in scena ed interpretato con Massimiliano. Scena che ho tratto direttamente da una commedia del grande Antonio Petito, uno dei maggiori interpreti della commedia napoletana e, senza dubbio, il più grande tra gli interpreti della maschera di pulcinella.

Applauditissime le esibizioni musicali che hanno chiuso lo spettacolo: un trittico di canzoni celebri napoletane suonate al piano da Ciro, una raffinatissima canzone natalizia interpretata magistralmente dal baritono Antonio Santaniello e due pezzi del coro polifonico di Villaricca. Grande emozione in sala poi quando tutti i bambini bosniaci che hanno assisitio allo spettacolo sono saliti sul palco per ritirare la loro pergamena ricordo; su ognuna delle quali abbiamo stampato, in Italiano e in Bosniaco, la poesia (letta da Silvana Russo) Bambino, di Alda Merini.

ponte-sarajevo-216

Poi il finale con i ringraziamenti e tutti, ma proprio tutti, che sono saliti sul palco per raccogliere i meritati applausi del pubblico: artisti, organizzatori, associazioni varie, Croce Rossa Italiana e personalità locali.

Costruiamo un ponte per Sarajevo

3 gennaio 2010 Mimmo Guarino 3 commenti
scaletta-spettacolo

Fervono i preparativi e come sempre succede in questi momenti il tempo a disposizione sembra essere impietosamente scarso. La scaletta subisce continue variazioni, alla velocità della luce. Il telefono squilla in continuazione, le email fioccano a raffica da tutte le parti. Sandro ha tre cellulari ma riesce lo stesso a non rispondere o a non essere raggiungibile su nessuno dei tre. Poi ci sono i comunicati stampa degli artisti da leggere, il service per i suoni e le luci, la delibera del comune, le prove della presentazione, delle esibizioni, le locandine e gli inviti da stampare e poi tutto il resto ed altro ancora (per fortuna che in tutto questo c’è Emiliana con il suo proverbiale ottimismo).

Tutto questo per la nuova edizione di “Passeggiando per Natale”, spettacolo che andrà in scena il prossimo 5 Gennaio alla tendo-struttura di Villaricca. Quest’anno il titolo dello spettacolo sarà “Passeggiando per Natale, un ponte per Sarajevo”. Sarà una manifestazione artistico-culturale per la promozione della pace, della conoscenza e dell’integrazione tra i popoli.

Abbiamo pensato di costruire un ideale ponte, fatto di musica, arti figurative, poesia e teatro. Un ponte per unire la nostra cultura e la nostra arte con quella di Sarajevo. Per l’occasione allo spettacolo assisterà proprio un gruppo di bambini di Sarajevo, ognuno accompagnato dalla famiglia italiana che lo ha preso temporaneamente in adozione. A loro, a fine spettacolo, consegneremo delle pergamene in ricordo dell’evento.

Oltre alla organizzazione dello spettacolo reciterò anche. Interpreterò un monologo che ho scritto appositamente per l’evento e che s’intitola “Ho ucciso mio fratello”. Un testo inteso che da voce ad un ex soldato, alla sua presa di coscienza sulla follia della guerra. Un soldato senza nome né luogo né tempo.

Poi ci sarà anche una sorpresa, con un piccolo sketch comico preso da una commedia del grande commediografo ed attore napoletano Antonio Petito. Sarò a far coppia con il mio amico Massimiliano.

Passeggiando per Natale

23 ottobre 2009 Mimmo Guarino Nessun commento
teatro-natalizio

Giorni di duro lavoro sono stati quelli che hanno preceduto la messa in scena di “Passeggiando per Natale”, lo spettacolo teatrale che ho ideato e organizzato in occasione delle festività natalizie dell’anno scorso nell’ambito delle manifestazioni culturali proposte da
Spazio ACE (Arte Cultura Eventi): le prove, la scaletta, i suoni, le luci, i biglietti, la gestione della sala. Un lavoro però ben ripagato, concretizzatosi nella realizzazione di uno spettacolo nuovo, originale nella sua strutturazione e coraggiosamente forte in alcuni dei suoi contenuti. Pensato come un ideale e fantasioso percorso virtuale attraverso varie tappe artistiche nell’altrettanto immaginaria “Città di Natale” lo spettacolo ha lanciato messaggi forti su temi di rilevanza sociale di grande attualità.

E così, in Piazza del teatro, io e Massimiliano, abbiamo dato vita a una rappresentazione teatrale di grande coinvolgimento emotivo, forte, che ha sorpreso i più, un testo non certamente in linea con l’atmosfera di leggerezza tipica delle feste natalizie. Pur non rinunciando ad un pizzico di ironia la storia ha infatti toccato temi scottanti e di grande attualità come la disoccupazione, la libertà e la democrazia.

In Via del bel canto Marialuisa ha poi cantato alcune delle più belle canzoni natalizie, tra cui anche un canto tipico Brasiliano e “Quanno Nascette Ninno”, versione napoletana di ”Tu scendi dalle stelle” .

Nel Vicoletto delle fiabe Camilla, che ha letto “La favola dei giocattoli dismessi” alla piccola nipotina Viola e a tutti i bimbi (grandi e piccoli) presenti in sala; uno spunto di riflessione sugli sprechi della società dei consumi.

In Piazza della musica il maestro Pasquale Napolitano, che si è esibito al pianoforte, accompagnato dalla sua band, dando vita ad un piccolo concerto di Natale. E poi il bravissimo Giuseppe Liccardo con la sua chitarra classica con la quale ha deliziato la platea suonando alcuni brani classici.

Infine, in Piazza dei monologhi con il sottoscritto, che ha interpretato ”Discorso all’umanità” tratto dal film “Il grande dittatore” di C. Chaplin. Un messaggio di amore e solidarietà. Un inno alla speranza, ma anche una denuncia ai soprusi ed alle ingiustizie degli uomini: “…tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci, sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro ..”.

Spazio poi alla solidarietà con l’associazione ONLUS “Tante mani per… uno sviluppo solidale” impegnata in progetti di sviluppo e promozione umana nei territori più poveri del mondo.

Tutti sul palco infine, stonati e non, per cantare il celebre brano “Oh happy day”, con tutto il pubblico a battere ritmicamente le mani. Alcuni cantavano, altri cercavano di cantare, altri ancora ridevano vedendo questi ultimi che cercavano di cantare. Un momento esilarante (a tratti comico), per chiudere in allegria una bellissima serata.

Patriot Act, il grande occhio che tutto vede

22 luglio 2009 Mimmo Guarino 6 commenti
mimmo-guarino

Tempo fa, navigando in internet alla ricerca di qualche copione di teatro contemporaneo interessante, ho avuto la grande fortuna di imbattermi in Patriot Act: A Reality Show, di C. Duncombe (traduzione in Italiano di Leonardo Franchini). Un testo tutto incentrato sulla famigerata USA PATRIOT Act, la legge federale antiterrorismo varata negli Stati Uniti subito dopo gli attentati dell’11 settembre alle torri gemelle di New York.

Faccio un breve, quanto doveroso, preambolo su questa legge, che tra l’altro, a otto anni dagli attentati, è ancora in vigore. Una legge che tutte le organizzazioni in difesa dei diritti dell’uomo ritengono sia un veleno mortale per la libertà e la democrazia. Nata con l’ obbiettivo di combattere il terrorismo per ridurre la probabilità di rischio di nuovi attentati, ha infatti introdotto diverse restrizioni ai diritti fondamentali dei cittadini, come la privacy e la libertà di espressione.

La legge, ad esempio, consente all’ FBI di arrestare ed imprigionare chiunque sia solo minimamente sospetto di avere qualcosa a che fare con il terrorismo; senza il bisogno di avere a suo carico alcuna prova. Durante gli interrogatori e la detenzione gli arrestati perdono ogni diritto civile, praticamente smettono di essere degli esseri umani per diventare degli oggetti. Si stima che dal 2001 siano state arrestate più di 5.000 persone (quasi tutti stranieri). Nella stragrande maggioranza dei casi questi uomini sono rimasti in prigione solo per qualche giorno, o per qualche settimana [Bush contro i diritti civili].

La Usa Patriot Act introduce inoltre le cosiddette National Security Letter, con l’invio delle quali l’FBI costringe provider, compagnie telefoniche, motori di ricerca, librerie, cybercafé ed altre entità di natura pubblica o privata a rivelare ai suoi agenti tutti i dati riservati degli utenti di cui siano in possesso. Strumento questo che consente un tracciamento completo della vita di ogni individuo attraverso la consultazione di dati quali: la posta elettronica, visite a siti web, prenotazioni di viaggio, vendite, acquisti, cartelle cliniche, iscrizioni a scuole, ecc. L’attuazione, insomma, di quel grande occhio che tutto vede, descritto in maniera profetica nel romanzo 1984 di George Orewell. L’ incubo di una società dove ciascun individuo è tenuto costantemente sotto controllo dalle autorità.

Ho trovato subito geniale il testo di Duncombe, sia per l’originalità della trama che per i risvolti sociali e psicologici che emergono dai dialoghi. I colpi di scena sono sorprendenti ed il percorso degli stati emotivi che percorre l’attore (unico in scena) sono quanto mai coinvolgenti.

La storia è quella di un uomo che viene chiamato a partecipare alle selezioni per la partecipazione ad un programma televisivo, un Reality Show, intitolato Il patriota Americano. Il programma deve incoronare l’uomo, o la donna, più patriota d’America. L’uomo sfoggia inizialmente una certa sicurezza, rispondendo alle domande che gli vengono poste dagli intervistatori con frasi fatte e luoghi comuni tipici della più classica retorica conservatrice. Durante l’ intervista vengono trattati temi come gli attentati dell’ 11 settembre e le conseguenti guerre in Iraq e in Afghanistan, la democrazia, la questione del controllo totale delle informazioni da parte del governo. L’uomo si schiera completamente a favore delle misure prese dal governo.

teatro-patriot_act

Come spesso accade, però, le cose non sono come sembrano, la realtà è ben diversa da quella che inizialmente appare. L’intervista diventa presto sempre più incalzante e l’uomo, che credeva d’essere di fronte ad un gioco, capisce di trovarsi al centro qualcosa di ben più serio. L’uomo vacilla e alla fine le sue opinioni non sono più tanto solide come all’inizio.

Mi sono messo subito al lavoro per un adattamento del testo e la sua messa in scena in teatro. Una breve parte iniziale ad inscenare la presentazione del reality, poi un unico attore sul palco con cinque voci fuori campo, gli intervistatori, le cui ombre sono state proiettate su uno schermo gigante. Lo spettacolo è andato in scena, con un discreto successo, sabato 4 luglio 2009, in occasione della seconda edizione di A World of Peace, la rassegna delle arti in nome della pace di tre giorni svoltasi a Villaricca. Emozionante l’applauso finale del pubblico.
Oggi sembra che tutto quello che è rappresentazione artistica recitata, dal cinema alla TV al teatro contemporaneo, debba essere necessariamente disimpegnato, futile, e debba servire solo far ridere la gente. Io non la penso affatto così.

teatro_contemporaneo

Un doveroso, ma soprattutto affettuoso, pensiero ai miei compagni di viaggio, che con me hanno creduto a questo folle progetto. Un grazie ad Antonio, Ciro, Concetta, Salvatore e Sandro (le voci cinque fuori campo degli intervistatori), e un grazie a Maria Rosaria, che ha interpretato il ruolo alla presentatrice del Reality.