Il Blog di Mimmo Guarino
Mettilo fra i tuoi preferiti:
banner
Banner:
...dovrà pure esistere una vita prima della morte !

Archivio

Posts Tagged ‘Razzismo’

Giornata della memoria nelle scuole

16 ottobre 2009 Mimmo Guarino Nessun commento
giornata-memoria

Una delle più grandi grandi responsabilità che una generazione ha nei confronti di quella successiva è quella di trasmettere a quest’ultima la memoria del passato. Soprattutto di metterla in guardia su quei gravi errori commessi nel passato che tante sofferenze hanno portato all’umanità, in modo tale che questi errori non abbiano più a ripetersi.

Di certo in questa direzione vanno manifestazioni come quella organizzata a Villaricca in occasione della giornata della memoria, una manifestazione che ha visto coinvolti tutti gli alunni delle scuole medie. Una iniziativa per ricordare le vittime della shoah e per far conoscere ai più giovani gli orrori di quella tragica pagina di storia.

Di grande sensibilità il gesto simbolico di piantare nei giardini della Villa Comunale un roseto e una lapide in ricordo dell’eccidio nazista di Bullenhuser Damm: l’edificio alla periferia di Amburgo, dove, il 20 aprile 1945, furono barbaramente uccisi 20 bambini ebrei provenienti dagli angoli più disparati del vecchio continente. Ancora più bella poi, oltre che molto intelligente, l’idea dell’adozione del roseto; di darlo cioè in custodia, ogni anno, ad una classe di ragazzi delle scuole medie.

Nella grande sala della scuola media Italo Calvino è stata poi allestita una piccola mostra con oggetti dell’epoca: divise, armi, maschere antigas e strumentazioni varie di guerra. Ma anche foto, quaderni e giornali di quel periodo. Sono stati proiettati filmati, documentari e testimonianze di sopravvissuti ai campi di concentramento, poi canti tradizionali in lingua ebraica e un breve dibattito che ha visto l’intervento del sindaco, dell’assessore alla cultura, del preside e alcuni professori. Palese l’imbarazzo di uno di questi ultimi quando ha dovuto spiegare ai ragazzi presenti in sala che oggi gli ebrei, che tanto male hanno subito in passato, stanno a loro volta portando morte, dolore e terrore ad altri uomini.
Contenuti forti, insomma, soprattutto se rapportati all’età media degli spettatori. I ragazzi, comunque, hanno mostrato grande intelligenza e maturità, ed hanno seguito con molto interesse la manifestazione.

grande-dittatore-monologo

C’è stato poi il mio monologo: “Il discorso all’umanità” tratto dal film “Il grande dittatore” di C. Chaplin. Una presa di posizione forte contro tutte le dittature. Un appello per l’unione di tutti i popoli. Un grido per la liberazione degli individui da ogni forma di sudditanza e sfruttamento, un grido di incitamento e speranza per un mondo migliore. Dal punto di vista artistico è stata una prova non facile per me, forse una delle più difficili sul palco di un teatro. All’inizio temevo che il testo non fosse adatto a ragazzi di quella età, ma dopo un breve momento iniziale di smarrimento ho visto che i giovanotti sono stati rapiti dal discorso ed hanno seguito in un rispettoso silenzio tutto proclama; alla fine si sono lasciati andare in un caloroso applauso.

Ovviamente per loro è ancora presto. Certamente non sono ancora in grado di comprendere a fondo le motivazioni che portano gli uomini a massacrare i propri simili. E men che mai posso capire, alla loro età, che le dittature non sono solo quelle che si impongono con le armi e la violenza fisica. Un giorno lo capiranno. Forse. Almeno lo spero.

Comunque sia, è stata una bella iniziativa. Una manifestazione che ha certamente arricchito culturalmente i ragazzi, che ha trasmesso loro qualcosa di buono, di positivo. Alla faccia di tutti i “grandi fratelli” e di tutte quelle altre trasmissioni malsane che purtroppo ogni giorno i giovani (ma anche gli adulti) sono costretti a guardare in televisione.

Alla fine dello spettacolo i professori hanno gentilmente offerto ai presenti dei dolci. Come al solito, quando si tratta di dolci, non mi sono tirato in dietro. Sono stato scostumatissimo come sempre e ne ho mangiato tantissimi.

Atei credenti e credenti Atei

9 settembre 2009 Mimmo Guarino 7 commenti
atei-credenti
Ci sono credenti inconsapevoli che ingenuamente si definiscono atei ed atei convinti che in malafede si spacciano per credenti.

Atti umanitari o dovuti ?

22 giugno 2009 Mimmo Guarino 31 commenti
regimi-dittatoriali-africani
Per un paese occidentale, l’accoglienza di un clandestino Africano nel proprio territorio, sia esso come rifugiato politico o non, è un atto di pura umanità o il pagamento di una piccola parte di un enorme conto in sospeso da se4coli ? In altri termini: le dittature sanguinarie che affamano ed insanguinano il continente nero, sono da inquadrarsi come un processo spontaneo ed autonomo di quei popoli o come delle mostruosità create ad arte dai nostri governi ?

Schiavi moderni

2 giugno 2009 Mimmo Guarino 16 commenti
schiavitu
E’ alquanto difficile ammetterlo, ma la verità è che non vi sono grosse differenze tra lo sfruttamento della schiavitù che praticavano gli antichi (Greci, Romani, …) e quella praticata oggi dall’occidente moderno nei confronti dei paesi del terzo mondo; se non per il fatto che quest’ultima è stata opportunamente mascherata dalla ipocrisia dei nostri governanti.

1.091 Aerei Boeing per massacrare un milione di Ruandesi

28 maggio 2009 Mimmo Guarino 12 commenti
11-settembe-2001

Tutti noi abbiamo marchiato a fuoco nella nostra mente il ricordo dell’attentato alle torri gemelle a New York avvenuto l’11 settembre 2001. Mai più dimenticheremo quelle immagini: l’impatto degli aerei contro le torri, i fazzoletti agitati dai disperati alle finestre, quegli stessi che poco dopo avvolti dal fumo delle fiamme si lasciavano cadere nel vuoto, il crollo degli edifici e tutto il resto.

Se però l’11 Settembre 2001 è entrato a pieno titolo nel novero delle date famose, il 6 Aprile 1994 è rimasta invece una data anonima; come tante altre. Molto meno vivido è infatti in noi il ricordo del genocidio avvenuto in Ruanda nel 1994, appena 7 anni prima del summenzionato attentato. I più lo avranno completamente rimosso. A pochi altri, leggendo queste righe, sarà tornato alla mente solo qualche immagine sfocata, qualche parola sentita alla televisione; nulla di più.

Genocidio-Ruanda

Nel 1994 in Ruanda si è però consumata una delle pagine più nere della storia dell’umanità. Le stime parlano di un numero di morti che oscilla tra gli 800.000 e il milione. Un milione di uomini di etnia Tutsi ammazzati a colpi di macete e bastoni chiodati per mano della minoranza Hutu. Una tragedia immane consumatasi, per giunta, sotto gli occhi indifferenti e colpevoli dell’occidente.

Non voglio fare la conta delle vittime per stabilire quale sia tra i due l’evento più tragico. Il pensiero di chi scrive è che anche l’assassino di un singolo uomo rappresenti una tragedia per l’umanità intera. Solo per dare l’idea della enorme portata del genocidio avvenuto nel paese Africano e per mostrare quindi quanto sia fallace la cognizione che abbiamo della realtà e quanto essa sia influenzata dai mezzi di comunicazione, proverò a fare qualche piccolo (e semplicistico) confronto sui numeri che hanno caratterizzato i due avvenimenti.

Dunque, l’attentato del 11 settembre provocò un numero di vittime pari a 2.749 (numero accertato ufficialmente dal governo USA). Tenendo conto del numero delle vittime in Ruanda è come se in quel paese ci fossero stati 364 attentati equivalenti quello di New York, con il coinvolgimento di 1.091 aerei Boeing (assieme avrebbero oscurato una buona fetta di cielo) ed il crollo di 2.182 grattacieli ( caduti contemporaneamente avrebbero provocato un onda d’urto spaventosa ed una nube di polvere apocalittica).

Campo-di-calcio

Se si considera poi che il tutto il massacro fu portato a termine in circa 100 giorni, dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994, viene fuori che in quei giorni fu, mediamente, assassinato un uomo ogni 10,8 secondi. Volendo predisporre poi uno spazio per la sepoltura di un milione di persone, destinando ad ogni una di essa una superficie di 2 metri quadri, si calcola che ci vuole per esso una superficie equivalente a quella occupata da ben 293 campi di calcio.
Numeri pazzeschi.

Tralascio in questa sede le gravi responsabilità dell’occidente, che prima creò le condizioni per la carneficina e poi si disinteressò completamente della cosa. Ricordo solo che l’ONU, a causa anche del veto imposto dagli Stati Uniti, ignorò completamente le tempestive richieste di intervento per fermare il massacro e che il genocidio fu riconosciuto ufficialmente solo alcuni mesi dopo i fatti.

Mi preme invece evidenziare una cosa: tutti noi abbiamo già da tempo dimenticato, o peggio ancora, non abbiamo mai capito cosa successe realmente in quelle lontane terre Africane. Durante il massacro le televisioni e i giornali spensero le nostre menti facendo semplicemente passare la cosa come “evento tribale”, come “un affare interno”. Affermazioni che non hanno alcun senso umano davanti alle cifre della tragedia. Affermazioni che invece trovano piena giustificazione in una logica di interventismo guidata esclusivamente da interessi economici.

La verità è che, come per i prodotti proposti dalla pubblicità, anche per tutto il resto, ci hanno abituati ad attribuire più o meno importanza ad una cosa in proporzione allo spazio che a quella cosa viene dedicato nella televisione.

La realtà che percepiamo è quella filtrata e passata dai mezzi di informazione, di conseguenza anche i ricordi che abbiamo sono solo quelli che i media vogliono che conserviamo.