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Posts Tagged ‘Razzismo’

Il Razzismo dei terroni

7 luglio 2010 Mimmo Guarino 22 commenti

Strani silenzi

Tempo fa andai a Milano per partecipare ad una manifestazione contro il razzismo. Visto che ero lì ne approfittai per fare visita a dei miei parenti, napoletani, che da tempo vivono proprio nella città Meneghina. L’accoglienza che mi riservarono fu veramente calorosa. Nonostante in questi anni ci siamo visti solo in poche occasioni abbiamo comunque conservato uno splendido rapporto. A cena parlammo di tante cose: della felice memoria dei nonni, di quando i miei cugini erano bambini (adesso sono dei baldi giovanotti), delle bellezze della nostra Napoli: il lungomare, le chiese, i vicoli, etc… Non ricordo bene poi come fu ma ad un certo punto della serata cominciammo a discutere di lavoro e della “crisi economica”. E mi dissero che anche lì da loro la situazione si era fatta critica: tre di quei baldi giovanotti erano senza un lavoro da mesi. Una situazione che non si era mai verificata prima.

6febbraio2010

Stranamente però, quella sera, nessuno di loro mi chiese nulla circa il motivo principale di quella mia visita a Milano: la manifestazione contro il razzismo. Non che volessi un premio ma mi sembrò strano che non fossero neanche un po’ curiosi di quell’evento che, in fondo, si era tenuto proprio a “casa loro”. Sapevo che non avevano mai preso parte ad una manifestazione e che probabilmente mai lo avrebbero fatto e che mai avrebbero nemmeno saputo di quell’ evento se non fosse stato per il mio arrivo. Però avevo fatto centinaia chilometri in treno per prenderne parte e questo mi sembrava già sufficiente per stimolare in loro qualche curiosità. Nessuno invece, almeno in apparenza, diede importanza alla cosa.

Il razzismo della paura

In realtà i fatti non stavano proprio così. Me ne resi conto il giorno dopo quando una delle mie zie mi disse, con tono sprezzante, che quelli (gli stranieri) avrebbero fatto bene a tornarsene tutti nei loro paesi di origine; altro che manifestazione contro il razzismo. Perché, mi disse, i tempi non erano più quelli di una volta, il lavoro era scarso e quel poco rimasto era giusto e legittimo riservarlo solo agli Italiani. Anzi, se c’era quella maledetta crisi era anche per causa loro.

napoletaniamilano

Il mio dispiacere per quelle parole fu grande, ovviamente; non tanto per la posizione razzista in se quanto per il fatto che mi veniva portata da una persona che alle spalle aveva proprio quel tipo di storia. Una storia di terroni, per dirla in breve. Quella stessa storia comune a tanti altri Italiani del sud che per migliorare le proprie condizioni di vita hanno dovuto lasciare città natale, affetti e radici; come del resto pure gli extracomunitari. Il mio dispiacere per quelle parole fu grande perché capii che venivano dalla disperazione, dalla paura di perdere quel poco faticosamente conquistato.

Più vado avanti e più mi convinco, in fondo, che le argomentazioni degli uomini non sono quasi mai frutto di un vero ragionamento basato su dei principi ma solo un paravento usato per nascondere le proprie paure ed i propri egoismi; un modo per portare l’acqua sempre al solito mulino, il proprio.

Perché certo può anche darsi che quel ragionamento fosse corretto, che quella mia zia avesse ragione nel trovare giusto e legittimo cacciare tutti gli stranieri dall’Italia per salvare il posto di lavoro agli Italiani. Ma ho qualche dubbio nel credere che quella stessa mia zia avrebbe trovato altrettanto giusto e legittimo, per salvare il posto di lavoro ai Milanesi, cacciare anche tutti i Napoletani da Milano.

Congelatori a presa rapida per gli stranieri in Italia

8 febbraio 2010 Mimmo Guarino 7 commenti
congelatori-stranieri

Qualche anno fa mi è capitato di “far coppia” con un mio ex datore di lavoro per di giro di visite presso dei clienti. Un uomo abbastanza avanti con l’età, per giunta con diversi acciacchi fisici, però con una forza di volontà ed un attaccamento alla vita (ma forse dovrei dire al lavoro e al denaro) veramente sbalorditivi.

A parte quelle sue battutine sulla sfera sessuale, immancabili alla vista di qualche bella ragazza per strada e che dette da un uomo di più di settant’anni suonano ancora più imbarazzanti e sgradevoli, la cosa che maggiormente mi infastidiva di quella persona era la sua capacità di cambiare continuamente “maschera” a seconda del contesto: tanto autoritario e rigido con i suoi sottoposi quanto affabile ed adulatorio con i clienti. Ce l’aveva poi a morte con gli architetti ed odiava isole pedonali e i marciapiedi, che considerava solo un odioso ostacolo per la circolazione. In macchina si parlava spesso. Tra i suoi argomenti preferiti le donne al volante (considerate un vero pericolo per la collettività), l’incompetenza e la scarsa attitudine al lavoro dei suoi dipendenti, le tasse troppo alte e la taccagneria dei clienti.

Il suo preferito era però quello delle colf (o badanti che dir si voglia). Vivendo da solo con la moglie, anziana e ammalata, un certo tipo di assistenza domestica era per lui di fondamentale importanza. Si lamentava spesso del fatto che era estremamente difficile trovarne di italiane, soprattutto a tempo pieno. In tanti anni aveva avuto tante donne a servizio nella sua casa, quasi tutte straniere.

semaforo

Un giorno, ricordo, proprio mentre vaneggiava su questo argomento, ci fermammo con la macchina ad un semaforo. Un extracomunitario attraversò. Non era ne un lavavetri ne un venditore ambulante abusivo. Era anche ben vestito ma il fatto che fosse uno extracomunitario lo si capiva facilmente sia del colore della pelle che dai tratti somatici. Alla vista di quell’uomo il mio “compagno di viaggio”, visibilmente irritato, ebbe subito a lamentarsi della eccessiva presenza di immigrati stranieri in Italia e di tutte le conseguenze negative che da essa ne derivavano e che ne sarebbero derivate in un prossimo futuro.

Quella scena mi è rimasta impressa a fuoco nella mente, forse è stata la massima esibizione di incoerenza di un essere umano alla quale abbia mai assistito dal vivo. Proprio lui diceva quelle parole, proprio lui che solo pochi secondi prima parlava delle tante donne straniere avute a servizio come domestiche, proprio lui appartenente a quella classe ricca della società che maggiormente chiede mano d’opera agli immigrati.

lavoratori-stranieri

E’ probabile che quel pedone fosse anche lui a servizio da qualche riccone della zona, come maggiordomo o giardiniere o altro. Forse la moglie lavorava anche lei come badante. Al mio amico però dava fastidio il vederlo, in un certo qual modo, integrato nel panorama cittadino come una persona normale. Questo è il razzismo.


Per lui, come per molti Italiani, gli stranieri hanno diritto di esistere solo in quanto lavoratori, specialmente se sottopagati e nascosti, ma non certo come persone. Vengono tollerati solo nelle cucine, nei cantieri e nei campi perché così fa comodo.

Tanto vale allora tenerli congelati tutti questi stranieri in Italia e scongelarli solo per le ore di lavoro, in modo da evitare a loro le sofferenze di una vita ai margini e a tanti il fastidio della loro presenza fisica.

Giornata della memoria nelle scuole

16 ottobre 2009 Mimmo Guarino Nessun commento
giornata-memoria

Una delle più grandi grandi responsabilità che una generazione ha nei confronti di quella successiva è quella di trasmettere a quest’ultima la memoria del passato. Soprattutto di metterla in guardia su quei gravi errori commessi nel passato che tante sofferenze hanno portato all’umanità, in modo tale che questi errori non abbiano più a ripetersi.

Di certo in questa direzione vanno manifestazioni come quella organizzata a Villaricca in occasione della giornata della memoria, una manifestazione che ha visto coinvolti tutti gli alunni delle scuole medie. Una iniziativa per ricordare le vittime della shoah e per far conoscere ai più giovani gli orrori di quella tragica pagina di storia.

Di grande sensibilità il gesto simbolico di piantare nei giardini della Villa Comunale un roseto e una lapide in ricordo dell’eccidio nazista di Bullenhuser Damm: l’edificio alla periferia di Amburgo, dove, il 20 aprile 1945, furono barbaramente uccisi 20 bambini ebrei provenienti dagli angoli più disparati del vecchio continente. Ancora più bella poi, oltre che molto intelligente, l’idea dell’adozione del roseto; di darlo cioè in custodia, ogni anno, ad una classe di ragazzi delle scuole medie.

Nella grande sala della scuola media Italo Calvino è stata poi allestita una piccola mostra con oggetti dell’epoca: divise, armi, maschere antigas e strumentazioni varie di guerra. Ma anche foto, quaderni e giornali di quel periodo. Sono stati proiettati filmati, documentari e testimonianze di sopravvissuti ai campi di concentramento, poi canti tradizionali in lingua ebraica e un breve dibattito che ha visto l’intervento del sindaco, dell’assessore alla cultura, del preside e alcuni professori. Palese l’imbarazzo di uno di questi ultimi quando ha dovuto spiegare ai ragazzi presenti in sala che oggi gli ebrei, che tanto male hanno subito in passato, stanno a loro volta portando morte, dolore e terrore ad altri uomini.
Contenuti forti, insomma, soprattutto se rapportati all’età media degli spettatori. I ragazzi, comunque, hanno mostrato grande intelligenza e maturità, ed hanno seguito con molto interesse la manifestazione.

grande-dittatore-monologo

C’è stato poi il mio monologo: “Il discorso all’umanità” tratto dal film “Il grande dittatore” di C. Chaplin. Una presa di posizione forte contro tutte le dittature. Un appello per l’unione di tutti i popoli. Un grido per la liberazione degli individui da ogni forma di sudditanza e sfruttamento, un grido di incitamento e speranza per un mondo migliore. Dal punto di vista artistico è stata una prova non facile per me, forse una delle più difficili sul palco di un teatro. All’inizio temevo che il testo non fosse adatto a ragazzi di quella età, ma dopo un breve momento iniziale di smarrimento ho visto che i giovanotti sono stati rapiti dal discorso ed hanno seguito in un rispettoso silenzio tutto proclama; alla fine si sono lasciati andare in un caloroso applauso.

Ovviamente per loro è ancora presto. Certamente non sono ancora in grado di comprendere a fondo le motivazioni che portano gli uomini a massacrare i propri simili. E men che mai posso capire, alla loro età, che le dittature non sono solo quelle che si impongono con le armi e la violenza fisica. Un giorno lo capiranno. Forse. Almeno lo spero.

Comunque sia, è stata una bella iniziativa. Una manifestazione che ha certamente arricchito culturalmente i ragazzi, che ha trasmesso loro qualcosa di buono, di positivo. Alla faccia di tutti i “grandi fratelli” e di tutte quelle altre trasmissioni malsane che purtroppo ogni giorno i giovani (ma anche gli adulti) sono costretti a guardare in televisione.

Alla fine dello spettacolo i professori hanno gentilmente offerto ai presenti dei dolci. Come al solito, quando si tratta di dolci, non mi sono tirato in dietro. Sono stato scostumatissimo come sempre e ne ho mangiato tantissimi.

Atei credenti e credenti Atei

9 settembre 2009 Mimmo Guarino 6 commenti
atei-credenti

Ci sono credenti inconsapevoli che ingenuamente si definiscono atei, ed atei convinti che in malafede si spacciano per credenti.

Atti umanitari o dovuti ?

22 giugno 2009 Mimmo Guarino 31 commenti
accoglienza clandestini

Per un paese occidentale, l’accoglienza di un clandestino Africano nel proprio territorio, sia esso come rifugiato politico o non, è un atto di pura umanità o il pagamento di una piccola parte di un enorme conto in sospeso da anni ? In altri termini, le dittature sanguinarie che affamano ed insanguinano il continente nero, sono da inquadrarsi in un processo spontaneo ed autonomo di quei popoli o come delle mostruosità create ad arte dai nostri governi ?