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Posts Tagged ‘omosessualità’

Napoli Pride 2010

28 giugno 2010 Mimmo Guarino 15 commenti
Alla luce del sole (Napoli Pride 2010)
Data: 26 Giugno 2010
Luogo: Napoli
Durata: 4:50 min

Lettera aperta al Cardinale Tarcisio Bertone

1 maggio 2010 Mimmo Guarino 14 commenti

Dal Cile con furore

cardinale-bertone

Eccellentissimo Cardinale nonché segretario di Sato Varticano Tarcisio Bertone, scrivo queste righe per esprimere la mia opinione in merito alle dichiarazioni su pedofilia ed omosessualità che lei ha rilasciato durante la sua recente visita in Cile nelle zone colpite dal terremoto dello scorso 27 Febbraio 2010.

Pare che lei, tra incontri vari con comunità cattoliche, visite a Santuari, donazioni di immagini sacre e celebrazioni liturgiche, abbia anche trovato il tempo, dai microfoni di una radio locale, per annunciare al mondo intero i risultati di alcuni studi scientifici sulle relazioni esistenti tra pedofilia, castità ed omosessualità. Studi che, per quanto le “avrebbero detto” (parole sue), escluderebbero l’esistenza di un collegamento tra gli atti di pedofilia dei preti e il loro celibato mentre dimostrerebbero l’esistenza di un rapporto di causa ed effetto tra omosessualità e pedofilia.

Il mio amico Peppino e la filosofia del “me lo hanno detto”

E’ curioso Cardinale Bertone ma l’approccio che lei ha utilizzato per avvalorare l’esistenza di questo collegamento tra omosessuali e pedofili, cioè quello di dire semplicemente “me lo hanno detto”, mi ha fatto di colpo tornare indietro nel tempo con la mente. Sa chi mi ha fatto ricordare ? Un mio amico di adolescenza: Peppino. Lo ricordo con affetto Peppino ed anche con un po’ di nostalgia visto il tempo che è passato. Un ragazzo simpatico, soprattutto per quella mania che aveva di voler sempre dare una risposta ad ogni cosa, per quella sua fissa di voler dare sempre l’idea di sapere tutto su tutto. Di qualsiasi cosa si parlasse, anche della più complicata, Peppino si atteggiava sempre ad esperto del campo.

padre-lombardi

Tirava fuori delle teorie che erano totalmente strampalate, senza capo ne coda. Le inventava al momento. A volte le sparava talmente grosse che per noi compagni era quasi impossibile non ridergli in faccia; un atteggiamento, il suo, dovuto probabilmente ad una scarsa autostima e ad una profonda insicurezza in se stesso. Solo chi non lo conosceva poteva prenderlo sul serio. Il fatto è, Cardinale Bertone, che a chi gli chiedeva come facesse a sapere tutte quelle cose lui rispondeva proprio con la stessa frase che lei ha utilizzato dal Cile: “me lo hanno detto”.

Peppino o non Peppino sono sicuro che lei, Cardinale Bertone, si sia reso conto della gravità delle affermazioni che ha rilasciato, soprattutto dopo il coro indignato di proteste che si è levato da tutto il mondo ed il repentino dietro front della Chiesa stessa che, per bocca di padre Federico Lombardi (portavoce della Santa Sede), si è subito affrettata a dire che non sono di sua competenza affermazioni di carattere medico e che lei, Cardinale Bertone, si riferiva solo alla problematica degli abusi all’interno della Chiesa e non nella popolazione mondiale.

Pedofilia ed omosessualità al bar dello sport

Dicamo la verità, lei ha sconfinato ! E’ entrato in un campo non di sua competenza: la scienza. Ha parlato di risultati scientifici ma lo ha fatto come un qualsiasi tizio che con gli amici al bar, fra un bicchiere di birra, una fumata di sigaretta ed una partita a carte, commenta l’ultima notizia curiosa sentita alla televisione o come anche avrebbe sicuramente fatto il mio amico Peppino.

bar-simpson

Capisco Cardinale Bertone, non le sarà sembrato vero sentire proprio quello che con le sue orecchie voleva sentirsi dire, quello di cui lei è probabilmente fermamente convinto: che omosessuali e pedofili hanno una comune radice di perversione. Le confesso che dopo aver letto le sue dichiarazioni il mio pensiero è subito andato a loro: agli omosessuali; in particolare agli omosessuali credenti, doppiamente fustigati dalle sue parole infamanti. Ho pensato al dolore, alla rabbia e allo sgomento di tutte queste persone meschinamente bollate come criminali o potenziali tali dalle sue affermazioni; perché la pedofilia è un atto criminoso, un terribile atto criminoso. Certo, non le sarà sembrato vero avere una notizia del genere e spinto da quella millenaria avversione che tutte le Chiese monoteistiche hanno nei riguardi dei gay non ha resistito e subito è corso a sbandieralo ai quattro venti.

La Scienza

galileo-galilei

Cardinale Bertone, mi spiace deluderla ma non è così semplice. Mi creda, non funziona così. Quando si parla di risultati scientifici non basta dire “me lo hanno detto” al contrario bisogna considerare tanti fattori: gli autori, chi sono, quali sono i loro titoli e cosa hanno fatto, il prestigio della rivista scientifica che ha pubblicato il lavoro e soprattutto i riscontri che la comunità scientifica ha fatto su quel lavoro. Una pubblicazione scientifica, veda, non è soltanto l’enunciazione di un risultato finale ma è anche e soprattutto la descrizione minuziosa del procedimento che lo studioso ha seguito per arrivare a quel determinato risultato, delle condizioni al contorno, delle approssimazioni fatte ed è anche la documentazione (con tanto di bibliografia) dei risultati di partenza: uno studio scientifico, per essere considerato tale, deve fornire tutti gli strumenti necessari per consentire di riprodurre l’esperimento in esame in modo da poterne verificarne la correttezza. E’ così che funziona la scienza. Le parole d’ordine sono dubbio, esperimento e riproducibilità. E’ il metodo sperimentale, inventato dal genio di Galileo Galilei; un uomo che qualche secolo fa ha dato non poche gatte da pelare a suoi illustri predecessori.

Sarebbe troppo facile altrimenti, chiunque potrebbe pubblicare la prima sciocchezza che gli passa per la mente e spacciarla per risultato scientifico.

Cardinale Bertone, da suo grande ammiratore quale mi ritengo di essere mi permetto di darle un consiglio: ad ognuno il proprio lavoro. Lei si occupi solo di cose come la transustanziazione, l’immacolata concezione, il peccato originale e la redenzione. La scienza è altra cosa, la lasci a chi l’ha studiata.

Un disperato bisogno di sentirsi normali

30 marzo 2010 Mimmo Guarino 11 commenti
Il bisogno di sentirsi normali è tutto sommato il bisogno di sentirsi accettati dagli altri, di sentirsi a proprio agio tra i propri simili, è il bisogno di appartenere ad una maggioranza che ci faccia sentire protetti. Vestirsi di normalità ripara dal freddo della paura di ritrovarsi soli. Avere consapevolezza che la maggioranza delle persone che ci circondano ci considera come loro, normali, ci fa sentire bene. Appartenere alla categoria dei normali ci rassicura perché essa è la più numerosa e quindi la più forte, inconsciamente ci dice che stiamo procedendo bene, che la nostra condotta è quella giusta e che non avremo problemi, che non avremo intoppi sul nostro cammino. E’ da questa insicurezza che nasce in noi la paura e l’avversione per chi assume comportamenti diversi da quelli del nostro gruppo, è questa mancanza di autostima che ci porta a vederlo come una minaccia.
pizza

Lo strano episodio del cameriere inquisito

Era da tempo che io ed il mio amico Mariano progettavamo quella serata in pizzeria, ma a causa dei rispettivi impegni di lavoro avevamo sempre rimandato. Quella serata, tra l’altro, fu caratterizzata anche da un curioso episodio. Ad un certo punto, complice anche la tarda ora e la poca presenza di clienti in sala, il cameriere del locale cominciò ad inveire ad alta voce contro il televisore che in quel momento stava mandando in onda le immagini di un noto personaggio politico italiano, ex magistrato del pool di mani pulite. Disinteressandosi completamente di noi due che al tavolo aspettavamo solo di poter ordinare due pizze e tra l’imbarazzo dei pochi presenti in sala, inscenò una specie di breve comizio su alcune sue disavventure avute durante tangentopoli; una mancanza di professionalità, una maleducazione ed una cafonaggine che mi hanno ovviamente spinto a non rimettere più piede in quel ristorante.

matrimoni-gay

Matrimoni gay

Non ricordo come fu ma ad un certo punto della nostra chiacchierata andammo a finire sul tema del riconoscimento dei matrimoni gay. Dopo le obiezioni di carattere biblico della coppia primordiale formata da Adamo ed Eva (Mariano è molto religioso) e l’immancabile esempio del bambino che nulla avendo di meglio da fare di guardare due gay baciarsi per strada rischia di diventare anche lui gay da grande, mi prospetto uno scenario apocalittico nel quale la razza umana si sarebbe estinta se tutti avessero seguito tendenze omosessuali.

Gli feci allora notare che l’omosessualità era una predisposizione biologica più che una scelta dettata da esperienze di vita, che riconoscere i matrimoni omosessuali non voleva certo dire vietare agli eterosessuali di sposarsi né tanto meno di riprodursi e che quella dell’estinzione umana, per scarso tasso di riproduzione, era la più infondata delle paure visto lo spaventoso aumento demografico della popolazione mondiale in atto. Gli feci anche osservare che per essere coerente col suo ragionamento si sarebbe dovuto sentire ugualmente minacciato anche da tutte quelle altre categorie di persone che pur essendo eterosessuali non danno alcun contributo alla riproduzione della specie umana: i single e le coppie che decidono di non avere figli, gli uomini e le donne sterili, i preti e le suore che scelgono la via del celibato e della castità.

lager

Tutto in una frase

A questo punto Mariano gettò giù la maschera; inconsapevolmente credo. Lo fece con una frase alla quale nemmeno io in quel momento diedi molto peso, una frase che tradiva in pieno tutte quelle che erano le sue paure più nascoste. Disse: “.. sarei anche disposto ad accettare la cosa del riconoscimento dei matrimoni gay ma non vorrei che poi loro diventassero la normalità e noi l’eccezione …” .


E’ così, tutti quelli che minacciano le certezze della maggioranza cosiddetta normale vanno tenuti sotto controllo, vanno resi innocui, bene etichettati, tenuti rinchiusi dentro lo spazio dell’eccezione, dentro lo spazio dei diversi. Uno spazio che deve essere limitato, ben circoscritto con solidi steccati ed il più possibile lontano dalla vista.