Il Blog di Mimmo Guarino
Mettilo fra i tuoi preferiti:
banner
Banner:
...dovrà pure esistere una vita prima della morte !

Archivio

Posts Tagged ‘multinazionali’

La terra degli gnu

22 ottobre 2009 Mimmo Guarino 14 commenti
gnu

Tempo fa, guardando un documentario sulla savana africana, vidi una scena che successivamente mi avrebbe fatto molto riflettere. Oggetto del documentario uno degli erbivori più popolari di queste zone, lo gnu: uno strano animale e metà strada tra un bue, un’antilope e un cavallo. Questi animali amano molto stare in compagnia e si organizzano perciò in grandi branchi, che poi si cimentano in lunghi spostamenti, a volte vere migrazioni, alla ricerca di erba tenera nata dopo le piogge. Nel mese di Maggio circa 1,5 milioni di esemplari si spostano dalle pianure alle foreste, per poi tornare alle pianure nel mese di Novembre quando le piogge estive le avranno rese di nuovo verdi.

leone

Nel documentario, la telecamera del reporter inquadrava proprio uno di questi grandi branchi di gnu, con le bestie intente a bere vicini alla riva di un fiume, quando tutto ad un tratto arrivò un leone. Il leone è da sempre considerato il più acerrimo nemico dello gnu e presumibilmente quell’esemplare dovette guadare quell’enorme massa di carne più o meno come un bambino guarda estasiato le delizie che gli si presentano davanti agli occhi entrando in una pasticceria. Il leone si avvicinò indisturbato ad una parte del branco, scelse la sua preda e senza esitare gli si avventò contro. In quel preciso istante, in quel punto, si aprì come una come voragine, uno squarcio in quel indistinto mare nero fatto di carne, con tutti gli altri componenti del gruppo che si allontanavano dall’epicentro dell’aggressione, per scappare lontano e lasciare così la vittima sola di fronte al suo amaro destino. Dopo pochi minuti il malcapitato gnu era già morto esamine al suolo, mentre il leone banchettava felicemente nelle sue carni ancora calde. A pochi metri di distanza tutto era poi tornato alla normalità, con gli gnu che si erano riavvicinati al fiume ed avevano ricominciato ad abbeverarsi.

A ben guardarlo uno gnu non si può dire certo un “fringuello”, può misurare infatti fino a 2 m di lunghezza per un’altezza che può arrivare di 1,40 m e con un peso che può sfiorare i 300 Kg, insomma è una “bella bestia”, e quando si batte con un leone, anche se poi ha la peggio, mostra sempre prova di grande forza e coraggio e non di rado, con le sue grandi ed appuntite corna, riesce ad infliggere all’avversario notevoli ferite. E’ quindi evidente che se sviluppasse una seppur minima forma di difesa cooperativa, diciamo con un rapporto di uno a cinque, riuscirebbe a mettere sotto qualsiasi leone tentasse di attaccarlo. Al suo attuale stadio di evoluzione comportamentale, però, l’istinto lo spinge a scappare, un po’ come se gli suggerisse “fino a quando non tocca a te, tira a campare”. Per questo un singolo leone può fare il bello e cattivo tempo in un immenso branco di centinaia e centinaia di bestioni.

manifestazione

La scena del leone che banchetta indisturbato nell’enorme branco di gnu mi ha dato degli spunti di riflessione su quelli che molto spesso sono i comportamenti che noi esseri umani adottiamo in circostanze similari. Non è difficile constatare, infatti, che non siamo tanto diversi dagli gnu quando mostriamo poca o nessuna solidarietà nei confronti di quelle persone, o di quelle categorie di persone, che sono state colpite da palesi ingiustizie. Proprio come gli gnu siamo sempre pronti a scappare, siamo sempre pronti a voltare le spalle alla vittima di turno: al commerciante che si ribella al pizzo della mafia, agli omosessuali o ai neri picchiati per strada o ai disabili che trovano mille ostacoli nelle barriere architettoniche. Un padre si incatena davanti a Montecitorio perché non può pagare le costosissime cure per il figlio malato, ma noi lo lasciamo tristemente solo. C’è una manifestazione di metalmeccanici che protestano contro il mancato rinnovo del contratto, ma in quella manifestazione ci sono solo metalmeccanici. C’è una manifestazione di insegnanti che protestano contro i tagli alla scuola, ma in quella manifestazione ci sono solo insegnanti. Viene deciso di costruire un inceneritore in pieno centro abitato e a protestare sono solo gli abitanti delle zone circostanti. Chiaro è che con questo tipo di esempi potrei andare avanti per molto.

Anche noi, come gli gnu, fino a quando non veniamo (o pensiamo di essere) colpiti in modo diretto, in prima persona, continuiamo a bere, e lo facciamo nel fiume dell’indifferenza e dell’apatia. Per questo motivo i “leoni del potere”, e cioè i politici, quelli stanno dietro alle mafie, le banche, le assicurazioni, le multinazionali, pur essendo numericamente esigui, hanno da sempre la meglio sull’enorme massa di quelli che potrei definire “GnUmani”; perché ogni volta questi devono combattere solo con una piccola parte della società. Quando invece siamo noi ad essere colpiti, proprio come lo gnu che viene assalito dal leone, mostriamo tutta la nostra forza e tenacia e ci indigniamo anche per l’indifferenza e la scarsa solidarietà di chi ci sta a attorno.

Senza scomodare alti ideali come “l’amore universale” o altre cose del genere, basterebbe fare due semplici ragionamenti pratici per capire che la solidarietà è l’unica strada percorribile , due ragionamenti sotto certi aspetti anche un po’ egoistici, cioè di pura convenienza personale,: “se oggi è toccato a lui, domani potrebbe toccare a me” e poi “se mi batto contro un’ingiustizia, anche se non mi tocca (o penso che non mi tocchi) direttamente, sto combattendo per migliorare il mondo, mondo nel quale ci sono anche io e domani ci saranno i miei figli”.

malattie-bambini

Mi chiedo cosa mai potrebbero fare questi leoni, e come sarebbe diversa qualità della nostra vita, se i metalmeccanici si battessero anche per gli insegnanti e gli insegnanti anche per i metalmeccanici, se gli eterosessuali mostrassero solidarietà per gli omosessuali e gli omosessuali per i disabili, se i disabili si battessero anche per i neri, i Napoletani anche per i Bergamaschi e i Bergamaschi anche per i Napoletani, se ci battessimo tutti per il negoziante taglieggiato e se ci incatenassimo tutti davanti Montecitorio per solidarietà alle ragioni di quel padre disperato.

La crisi economica mondiale e le fiabe della disinformazione

5 agosto 2009 Mimmo Guarino 10 commenti
giochi-spiaggia

Quel giorno, e sono ormai passati molti anni, ero in spiaggia con la mia famiglia. Stupita d’avanti ad una massa d’acqua tanto grande, mia sorella, con la curiosità di una bambina di tre anni, chiese a mio padre da dove avesse origine il mare. La risposta, originale e fantasiosa, fu: “…in fondo, all’orizzonte, ci sono tante fontane, ed è da quelle fontane che esce l’acqua che forma il mare”. La spiegazione soddisfò pienamente la curiosità di mia sorella. Ancora oggi quell’episodio suscita in me ilarità e tenerezza.

A ben pensarci però, spesse volte, noi tutti siamo un po’ come quella bambina. Anche se non abbiamo più tre anni, ci comportiamo proprio come tanti bambini e si sa che per acquietare un bimbo basta dargli qualche caramella o qualche giocattolo.

borsa

Mi viene in mente ad esempio lo spinoso problema della crisi economica mondiale. Il mondo intero ne è coinvolto e stando a quello che ci dicono pare che la faccenda sia molto seria. Tutti i TG e i giornali non fanno altro che parlarcene. Ci snocciolano cifre, andamenti e previsioni; quella tale borsa è salita, quell’altra è scesa. Numeri, numeri, solo e soltanto numeri. Non ci dicono però mai chiaramente i “chi” e i “come”. Non ci dicono i nomi e i cognomi di quei geni della politica che hanno permesso questo stato di cose. Non ci dicono i nomi degli strego-scienziati che hanno propagandato sballate teorie socioeconomiche. Non ci dicono i nomi degli speculatori che si sono arricchiti. Ne tanto meno ci dicono se questi soggetti hanno agito in combutta in una sorta di associazione mondiale delinquo-legalizzata. No, tutte queste cose ai bambini non vanno assolutamente dette; potrebbero turbarsi. La disinformazione diventa un atto d’amore. Certo che se avessimo queste informazioni potremmo, come minimo, pretendere da questi individui di farsi da parte. Forse potremmo anche cercare di cambiare rotta e condividere misure atte ad impedire il riproporsi di situazioni del genere. Dopotutto il vero compito dell’informazione è proprio quello di aiutare la gente a capire le cose per migliorare la vita della collettività.

sismografo-terremoto

Stando invece a quanto dicono i giornali e le televisioni pare che non ci sia proprio niente da capire, sembra che “il tutto” sia solo un fatto fisiologico, normale, quasi si trattasse di un evento naturale; come un terremoto, ad esempio. Se viene un terremoto non è che ti chiedi perché sia venuto e di chi sia la colpa.

La cosa più grave però non è tanto il fatto della disinformazione in se. La cosa più grave è che noi non ce ne indigniamo, non ci ribelliamo ad essa. La cosa più grave è che non pretendiamo di capire come funziona il mondo. La cosa più grave è che ci accontentiamo di spiegazioni vaghe, generiche, evasive e senza senso. Spiegazioni fiabesche, come quella che mio padre dette alla mia sorellina quel giorno in spiaggia. Accettiamo per buono tutto: quello che ci viene e anche tutto quello che non ci viene detto. Specialmente poi se quello che ci viene raccontato ci rassicura. Specialmente se ci dicono che il brutto tra poco sarà alle spalle e che il bello è di nuovo alle porte. Specialmente se ci sentiamo dire che i nostri governati stanno lavorando per noi studiando e applicando le giuste contromisure per arginare il problema.

obama

A questo proposito la fiaba che viene propinata è sempre la stessa: “Per uscire dalla crisi bisogna aiutare finanziariamente le banche e le grosse imprese”. Che in altre parole, o se volete in linguaggio non fiabesco, vuol dire che miliardi di soldi pubblici finiscono nelle tasche di pochi potenti, laddove invece potrebbero essere utilizzati per il benessere di tutti: per gli ospedali, per le pensioni, per le scuole pubbliche, ..ecc. Nella fiaba però nulla viene detto circa le possibili convenienze dirette o indirette di questi politici, delle loro più o meno celate amicizie con quel banchiere o quell’industriale.

Anzi, per come vengono confezionati i servizi in televisione e gli articoli sui giornali, sembra addirittura quasi che questi ce li rimettano di tasca loro quei soldi. Quando un capo di governo annuncia che stanzierà una certa cifra per aiutare una grande azienda o una banca, pare che lo faccia mettendo le mani al suo di portafogli. Come il neo Presidente degli USA Obama, che per far uscire l’America dalla crisi economica mondiale ha finanziato con soldi pubblici le grandi case automobilistiche americane (come la General Motors). Case automobilistiche, è bene ricordare, che assieme alle multinazionali del petrolio, della chimica, della farmaceutica e dell’agro alimentare, sono quelle che hanno nelle mani il pianeta intero.

Favole sono tutto quello di cui abbiamo bisogno per andare avanti, spiegazioni come quella delle fontane che generano il mare ci stanno più che bene. La disinformazione regna incontrastata ed il mondo intero si trasforma in un grande asilo nido.

Le morti sulla strada e la rivincita di Fantozzi

16 maggio 2009 Mimmo Guarino 14 commenti
Vittime della strada

Si fa un gran parlare, giustamente, delle morti che ogni anno ci sono sulle strade. Solo in Italia nel 2008 le vittime per incidenti stradali sono state 4.576. Negli ultimi dieci anni la cifra raggiunge quasi gli 80 mila (pari gli abitanti di Varese), ai quali vanno aggiunti circa 250 mila feriti. Ovviamente la gran parte di queste morti sono dovute all’alta velocità.

Se, come è naturale che sia, molti chiedono leggi più severe e controlli più ferrei sono invece in pochi (e questo è strano) quelli che si lamentano del fatto che le automobili commercializzate raggiungono velocità di gran lunga superiori a quelle consentite dai limiti imposti dalle leggi nazionali. Limiti massimi che nella comunità europea (tanto per restare a casa) vanno mediamente dai 110 ai 130 Km/h.

Contachilometri

Che le macchine siano più sicure rispetto al passato è indubbio, e questo grazie alla introduzione di sistemi di sicurezza quali: airbag, frenata computerizzata, telai rinforzati, ecc. Nessuna casa automobilistica, però, ha mai minimamente pensato di limitare la velocità delle proprie vetture a quella consentita dalla legge. Cosa che di sicuro farebbe diminuire drasticamente il numero di incidenti.

Come mai questa reticenza da parte delle case automobilistiche? Che senso ha da parte loro produrre automobili che raggiungono i 250 Km/h e più se poi per legge si possono raggiungerne si e no i 130 Km/h ? Quasi che volessero istigare a delinquere poveri automobilisti. Sembrerebbe proprio un non senso.

Ferrari

Il senso invece c’è eccome ed è, come al solito, di carattere economico. Il problema si pone soprattutto per quelle costose macchine di grossa cilindrata, quelle che, tanto per intenderci, in autostrada ce le vediamo sfrecciare di fianco e che a stento riusciamo a vedere.

Pensiamo ad esempio ad una Mercedes o ad una BMW, per non parlare poi dell’orgoglio nazionale: la Ferrari. Ci pensate a una Mercedes che raggiunge come massima velocità 130 Km/h ? Ve la immaginate una Ferrari, rosso fiammante, che in autostrada non riesce a superare una Fiat Punto !? Sarebbe la rivincita di Fantozzi. Semplicemente ridicolo.

Fantozzi

Limitare la velocità di queste vetture sarebbe come privarle della loro essenza, come castrarle, come privarle della loro virilità e con essa un po anche quella dei loro guidatori. Quanti sarebbero ancora disposti a spendere cifre esagerate per macchine cosi ? Molti meno credo. Ecco allora che quegli 80 mila morti in dieci anni diventano poca cosa di fronte ai ben più importanti profitti delle case automobilistiche. Tanto più che alla televisione non se ne parla e nessuno quindi se ne lamenta.

E’ proprio vero, i governi sono tutti alla mercedes delle multinazionali.
Pardòn, volevo dire, alla “mercè” delle multinazionali.