Etica e vita portate a teatro

Parti di ricambio
Parti di ricambio è un testo teatrale eccezionale, quando lo lessi per la prima volta ne rimasi subito entusiasta, affascinato. Realizzai all’istante che avrei dovuto a tutti i costi metterlo in scena. Una storia intensa, profonda, intima, che affronta con grande maestria il tema della vita, che si interroga sul suo vero significato, sul suo valore. Al centro della vicenda una coppia di genitori, il loro bambino gravemente ammalato, la prospettiva di un trapianto ed una organizzazione che gestisce a livello mondiale le donazioni di organi.
Il testo è di Leonardo Franchini, quello stesso che aveva tradotto in Italiano “Patriot Act” di C. Duncombe, che ho poi messo in scena lo scorso anno nella seconda edizione A World of Peace. Franchini è giornalista e scrittore, ma soprattutto è un grande drammaturgo. Ha lavorato per la RAI ed ha vinto diversi premi a livello nazionale e internazionale; le sue opere sono state tradotte in Inglese, Tedesco e perfino in Russo. Recentemente ho avuto anche il piacere e l’onore di conoscerlo personalmente.
La trama dello spettacolo
Protagonisti di “Parti di ricambio” sono i coniugi Albignani, Marta ed Angelo. I due hanno sempre pensato che le loro vite potessero essere perfette, che potessero procedere senza intoppi, senza imprevisti. Hanno sempre programmano ogni cosa, messo tutto al proprio posto. Hanno programmato anche la nascita di un eventuale figlio. Non volendo rinunciare a nessuna delle tante possibilità e piaceri che la vita poteva offrire loro hanno a suo tempo stabilito di attendere ed avere un bambino soltanto in età matura.
Tutto è sempre andato secondo il loro piano prestabilito. Tutto fino alla nascita del piccolo, che purtroppo si ammala subito gravemente. Anche per loro si impone quella regola secondo la quale non è la vita a piegarsi agli umani desideri, ma il viceversa. Il progetto di una vita perfetta che i due avevano costruito crolla in un solo istante, come un enorme castello di sabbia. I sensi di colpa e le angosce prendono subito il sopravvento; il dubbio è che la grave malattia del bambino sia in relazione proprio alla loro età non più giovanissima.
Dopo l’ennesimo consulto negativo, disperati, su indicazione di un medico olandese di fama internazionale, tentano l’ultima carta: quella di un trapianto. Entrano in contatto con una organizzazione che si occupa di donazioni di organi la quale prospetta loro l’ immediata possibilità di un intervento. In realtà, però, le cose non stanno esattamente come sembrano e gli Albigniani saranno presto messi di fronte ad una difficilissima scelta.
Le prove
Un testo, questo, che durante le prove ha messo me e gli attori faccia a faccia con inquietanti interrogativi di carattere etico, che ha dato luogo ad accesi dibattiti su quale fosse la chiave di lettura più giusta da dare all’opera. Ci sono anche stati dei cambi nel cast. Alla fine, come era giusto che fosse, ho dato (nel rispetto del testo) la mia personale impronta al lavoro, quella che rispecchia le mie personali convinzioni sul tema del diritto alla vita.






















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