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...dovrà pure esistere una vita prima della morte !

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Posts Tagged ‘ignoranza’

Scuola e società

19 agosto 2009 Mimmo Guarino 5 commenti
scuola
La scuola più che insegnare a fare dovrebbe insegnare ad essere.

Lettera aperta a Fabio Cannavaro

23 maggio 2009 Mimmo Guarino 5 commenti
Fabio Cannavaro

Egregio signor Cannavaro Fabio, le scrivo queste poche righe in merito alle sue recenti dichiarazioni sullo scrittore napoletano (suo concittadino) Roberto Saviano. Pare che lei abbia definito Gomorra, il libro Saviano, come opera nociva per l’Italia. Come qualcosa che appiccicherebbe al nostro paese l’ennesima etichetta negativa. Sembra anche che lei si sarebbe lamentato del fatto che a Madrid, dove adesso lavora, un suo collega compagno di gioco le avrebbe dato del mafioso solo perché Italiano.

Cosa dire delle sue affermazioni ? Da napoletano confesso di essere sinceramente imbarazzato! Si. Perché non potendo e non volendo pensare che non le stia a cuore la sorte della nostra amata città, sono costretto a confidare che (nella sua infinita ingenuità) lei pensi che non parlando di un problema questo si risolva da solo. Mi dispiace deluderla però, perché non è cosi che funzionano le cose. Non nel mondo reale almeno. Al contrario, anzi. Dovrebbe sapere che il primo passo verso la risoluzione di un problema è sempre la comprensione del problema stesso.

roberto-saviano

Su via, signor Cannavaro Fabio, non è certo lo scrittore Saviano a nuocere alla nostra immagine ma i personaggi di cui parla nel libro; e se all’estero associano la mafia all’Italia non è perché ci sono scrittori che ne parlano, ma perché la mafia, come la camora,  esistono  davvero. Lo capisce anche un bambino questo.

Non le chiedo certo di vergognarsi per quello che ha detto, perché probabilmente anche volesse non ci riuscirebbe. Quello che le chiedo, invece, e di non credere che io c’è l’abbia con lei. Lo so bene che la colpa non è sua. Lei ha viaggiato tanto, è abituato a parlare ai microfoni di mezzo mondo di falli, di rigori, di assist, di fuori gioco. Il fatto è che ad un certo punto si è solo trovato d’avanti al microfono sbagliato. Nel momento giusto. Oh, pardon volevo dire “sbagliato”. Tutto qui.

E poi, in fondo, che lei abbia detto queste cose poco importa. Il problema è invece un altro signor Cannavaro Fabio. Il problema è che troppi Italiani la pensano proprio come lei; pare che siano addirittura maggioranza nel paese ! Lo sa che anche altri noti personaggio hanno preso, più o meno velatamente, le distanze da Saviano? Proprio come lei signor Cannavaro Fabio. Non si senta solo quindi. Tanto per farle un esempio, il direttore di un noto TG nazionale ha sottolineato il fatto che lo scrittore sta si rischiando la vita ma che in fondo ci ha anche guadagnato un sacco di soldi.

Cosa dire allora dei soldi che guadagna lei tirando quattro calci ad una palla di cuoio ? Perché, dopo tutto, è questo quello che lei nella vita ha imparato a fare: tirare calci ad una palla. Menomale, chissà cosa avrebbe fatto altrimenti !

Le ripeto, non ce l’ho con lei. Ritornando poi all’increscioso episodio di Madrid, deve credermi, a me personalmente è dispiaciuto molto che quel suo amico le abbia dato del mafioso. Sono sicuro che sarà stata una situazione imbarazzante per lei. Mi consenta allora di darle un consiglio: impari bene lo spagnolo, sempre che non l’abbia già fatto, e se ne rimanga li dov’è: in Spagna. Si mimetizzi bene.

Da suo grande ammiratore, quale mi ritengo di essere, sigor Fabio Cannavaro mi sento di dirle una cosa: non torni più a Napoli, o almeno non lo faccia per un po’, diciamo per un ventennio. Sa com’è, con le cose che le escono dalla bocca, e con l’aria che tira in questo periodo in Italia rischia che la candidano a sindaco alle prossime elezioni comunali. Magari poi viene anche eletto e mi creda, da amico, è un augurio che non mi sentirei proprio di farle.

Passato presente

21 maggio 2009 Mimmo Guarino 11 commenti
catene-della-storia
Chi pensa che eventi significativi del passato, anche molto lontani nel tempo, non influiscano sul presente dovrebbe seriamente ripensare a come ha speso il suo tempo tra i banchi di scuola durante le lezioni di storia. Il passato non passa mai del tutto, è sempre presente nel presente. La verità è che le generazioni che si susseguono nel corso dei millenni sono legate tra loro in maniera indissolubile, come le maglie di una lunga catena.

Ignoranza mentale

29 aprile 2009 Mimmo Guarino 5 commenti
malattia-mentale

Mi trovavo nella metropolitana, nella collinare per la precisione, quella che collega il quartiere di Secondigliano al centro storico della città. Destinazione la centralissima Piazza Dante, ultima fermata della tratta.

Di fronte a me un ragazzo, sui trent’anni, posizionato in prossimità di una delle porte di uscita. Se ne stava da solo, a testa bassa. Faceva strani movimenti con la testa, con le braccia, tic nervosi a ripetizione e poi parlava da solo. Non dava fastidio a nessuno, ma a chiunque sarebbero bastati pochi secondi di attenzione per cogliere in quei comportamenti chiari ed evidenti segni di disturbi psichici.

Pena e rabbia dentro di me per una vita chiaramente segnata. Una vita destinata alla solitudine ed alla emarginazione. Credo che la  malattia mentale sia la cosa di più terribile che possa colpire un essere umano.

Dietro di me, seduti, una giovane coppia di fidanzatini e una signora sui cinquanta anni. Ridevano i tre. Sottovoce. Quando mi sono girato e li ho osservati ho capito che stavano ridendo del ragazzo. Lo guardavano di sbieco, avidi di cogliere in lui nuovi e divertenti atteggiamenti da commentare.

Quando il ragazzo, che comunque non si è certo accorto delle loro attenzioni, è sceso, i tre hanno cominciato a commentare liberamente.

Era evidente che si sentivano importanti in quel momento. Gratificati. Divertiti. Soddisfatti della loro manifesta superiorità. Parlavano del ragazzo con quel classico atteggiamento del “Guarda che tipi ci sono in giro”. Un miscuglio di cattiveria e ignoranza li animava nella conversazione.

mertopolitana-chiaiano

Da parte mia solo uno sguardo di disgusto, soprattutto (data l’età all’anagrafe) nei confronti della signora. Sarei voluto intervenire. Avrei voluto fare una “chiavica” (che in napoletano vuol dire schifezza) quei tre. Non l’ho fatto. Forse sto imparando a vivere. Col tempo sto capendo che lottare contro l’ignoranza è una battaglia persa in partenza, come combattere contro i mulini a vento.  

Prendere atto del fatto che persone adulte hanno un livello mentale che raggiunge si e no gli otto nove anni è molto triste. Ancora oggi, a ben pensarci, non so bene se avrei dovuto provare più pena per quel ragazzo affetto da malattia mentale o per quei tre cosiddetti normali “sani di mente”.

Gesù Cristo sul barcone

22 aprile 2009 Mimmo Guarino 2 commenti

matrimonio

Tempo fa mi trovai a far visita a certi miei parenti, per il matrimonio di una mia cugina. La cerimonia nunziale fu l’argomento principale della conversazione nella quale mi trovai subito catapultato. Tra le altre, ricordo bene, si faceva spreco di elogi per il giovane parroco (coetaneo ed amico dello sposo) che aveva tenuto il corso prematrimoniale e che avrebbe anche celebrato il matrimonio. Da sottofondo a queste ed altre parole faceva l’audio dell’immancabile televisione.

Ad un certo punto, il telegiornale catturò l’attenzione dei presenti, con la notizia di un massiccio sbarco di clandestini sulle coste Italiane.

Terminato il servizio, il futuro sposo (che di li a poco si sarebbe dovuto inginocchiare d’avanti a Dio) prese la parola dettando a tutti i presenti la sua personale ricetta per risolvere quel increscioso quanto fastidioso problema. Fosse stato per lui avrebbe usato i cannoni per affondare quelle navi.

Accidenti” pensai “menomale che da poco hai seguito un corso di catechismo …”.

Comunque lasciai correre, non dissi nulla e la conversazione continuò a scorrere sui suoi tristi binari.



Soluzioni impossibili
Il problema degli sbarchi clandestini in Italia è ancora qui, che attende una soluzione. Le cose non sono cambiate in questi pochi anni, sono peggiorate anzi. L’Italia, si sa, è uno dei paesi più esposti a questo fenomeno. Vuoi per la sua posizione geografica, vuoi per la sua morfologia.


sbarchi_clandestini-immigrazioneCosa fare per arginare il problema dell’immigrazione clandestina ? Respingerli ? Questo equivarrebbe ovviamente a condannarli a morte. Infatti quando questi barconi della miseria, o “carrette del mare” (termine tanto di moda), giungono sulle nostre coste, le condizioni dei passeggeri sono sempre a dir poco disperate, pietose. Uomini, donne e bambini stipati come bestie, disidratati, malnutriti e in condizioni igieniche disastrose. Alcuni di loro non arrivano nemmeno a destinazione, muoiono durante il viaggio e come sacchi di spazzatura vengono buttati in mare.

Alcuni propongono di soccorrerli sulle navi stesse, rifocillarli, curarli, rifornirli di carburante e rispedirli nel paese di provenienza. Ma quale provenienza mi chiedo? Dove ? In quale paese ? I conducenti si mimetizzano tra i passeggeri, scappano, si nascondono. E anche quando se ne conosce la provenienza, essendo queste imbarcazioni clandestine, sono per definizione senza nazionalità, e quindi non rimpatriabili.

Anche prendere accordi con i paesi di provenienza, per bloccare gli sbarchi clandestini in partenza, sembra un utopia; non riusciamo noi a sconfiggere le nostre mafie, come pretendere che paesi del “terzo mondo”, con livelli di corruzione ancora più alti del nostro (forse !?), riescano ad arginare fenomeni “malavitosi” di tale portata. E sia ben chiaro che sto parlando del problema sbarchi non di quello della immigrazione.

cannoniContro il negri usiamo
pure i cannoni

Affondarli a cannonate, allora. Di sicuro questa sarebbe la soluzione più efficace, almeno dal punto di vista economico. E sono sicurissimo che molti Italiani, proprio come quel mio parente, non ci penserebbero su due volte nel risolvere il problema in questo modo. Lo sento nel tono delle conversazioni che ascolto. Lo vedo negli sguardi della gente. Lo respiro nell’aria.

Valori senza valore
Ho l’impressione che l’unica preoccupazione sia quella di conoscere il numero delle persone sbarcate. Aggiornare le statistiche dei presenti in Italia. Tenere sotto controllo il livello di contaminazione del paese. Alla faccia dei tanto decantati valori cristiani.

gesù_cristoE già, perché queste persone sono proprio quelle che si dicono essere, più di ogni altro, gelose di questi valori. Valori Cristiani che però si guardano bene da mettere in pratica, ma che utilizzano solo come paravento, per sentirsi “parte di una squadra”, “di una tribù” e creare stupide contrapposizioni tra civiltà.

Ma di quali valori parlano ? Esiste forse un valore più alto della vita umana ? E quale valore danno allora a quelle vite su quei barconi ? O forse che la vita di un Africano, di un Albanese o di un Romeno valga meno di quella di un Italiano ? O che per questi pseudo-cristiani falsi e ipocriti l’anima abbia un colore o una nazionalità ? Non mi sembra che sia scritto nel vangelo.

Quello che è certo è che se Gesù Cristo fosse qui, vivo, sarebbe su uno di quei barconi, non certo su una poltrona a guardare la TV.


frecce_tricolori Piccole menti che non crescono
Il ragionamento che fanno questi piccoli uomini è quello di pensare che il problema non li riguardi affatto. Si nascondono dietro parole come “nazione”, “paese”; non riuscendo a capire che su ogni una di quelle carrette del mare c’è il fallimento dell’umanità intera. E non si può neanche parlare di razzismo, perché qui si tratta  di ignoranza.

Un ragionamento egoistico oltre ché irrealistico. Egoistico, in quanto volto unicamente a mantenere uno squallido “stato di cose” che assicura loro una immeritata quanto illecita ricchezza materiale. Irrealistico, perché non tiene conto dell’ovvio fatto che non ci saranno mai ne confini, ne barriere, ne controlli efficaci al punto di poter contro battere l’istinto di sopravvivenza di persone che ogni giorno muoiono di fame e miseria.