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Posts Tagged ‘ignoranza’

Malleus Maleficarum, il martello delle donne

27 ottobre 2010 Mimmo Guarino 17 commenti

Il disprezzo sessuofobico per la donna

Il profondo disprezzo e l’odio feroce riversato sulla la donna dall’universo maschile è un fatto incontrovertibile che affonda le sue radici nella storia più antica dell’umanità; per rendersene conto basta leggere quei preziosi documenti storici che sono i testi sacri delle varie religioni, scritti sempre per mano di profeti uomini per ispirazione di un Dio maschile. A ben pensarci solo nell’ultimissimo scorcio di storia la donna non è stata più considerata come un essere di seconda categoria ed è stata ammessa a pieno titolo a far parte dell’umanità (parola la cui stessa radice tradisce l’originario significato) e comunque ciò è avvenuto solo in alcune parti del mondo.

burqa

Nei paesi di matrice islamica, ad esempio, dove non c’è una separazione tra stato e chiesa, la donna è ancora considerata un essere inferiore. Contro di essa sono in uso pratiche barbare come la lapidazione per adulterio, la mutilazione degli organi genitali (infibulazione), il ripudio, l’obbligo di portare il velo o il burqa. Pratiche ed usi che agli occhi degli occidentali contemporanei risultano, giustamente, tanto inaccettabili quanto inquietanti.

Paradossalmente però è stato proprio nel continente europeo (in special modo nelle regioni del nord), e non più tardi di ieri l’altro, che l’uomo ha raggiunto il massimo livello di crudeltà nei confronti della donna; ed è bene ricordarlo, affinché nessuno possa cadere nell’errore di pensare che le radici culturali e religiose dell’Europa cristiana siano moralmente superiori a quelle di altre regioni del mondo. Per circa quattrocento anni infatti, dal 1300 al 1700 (ed oltre), nel vecchio continente centinaia di migliaia di donne (ma c’è chi parla di addirittura di milioni) non furono lapidate ma bensì prima torturate barbaramente e poi bruciate vive.

Il Malleus Maleficarum

malleus-maleficarum

Nessun documento, più del Malleus Maleficarum, è capace di rendere l’idea della carneficina di donne che ci fu in Europa, tra la fine del medio evo e l’inizio dell’età moderna, con la caccia alle streghe. Essa fu mossa soprattutto da una ossessiva paura dell’uomo: quella che le donne potessero concedersi carnalmente al diavolo. Il Malleus Maleficarum, ovvero il martello delle streghe, fu il manuale operativo per combattere questa paura.

Il libro, pubblicato nel 1489 in Germania, fu scritto da due domenicani tedeschi, tali Jacob Sprenger e Heinrich Kramer, su incarico diretto del Papa Innocenzo VII che nella sua bolla Summis Desiderantes Affectibus (1484), preoccupatissimo del proliferare di streghe e stregoni in Germania, si diceva deciso a sferrare un duro attacco a satana.

papa-innocenzo-viii

Per scrivere il libro i due domenicani, accreditati dallo stesso Pontefice come grandi professori di teologia, attinsero direttamente dalla stessa bolla papale, da credenze pregresse già codificate in manuali sulla stregoneria, e soprattutto da una serie di testimonianze, rese in forma anonima, che i due raccolsero nel corso di alcuni processi. In pratica il Malleus Maleficarum fu una sorta di riordino della materia, oggi si direbbe un “testo unico”, con tanto di “implicita” approvazione dell’allora presidente della repubblica, il Papa. Il Malleus Maleficarum consentì agli inquisitori di staccare completamente e definitivamente la spina dai loro cervelli poiché in esso trovarono da un lato l’avallo della massima autorità religiosa e dall’altro spiegato passo passo cosa fare in ogni circostanza. Gli effetti furono devastanti, inizio infatti un periodo nel quale la caccia alle streghe divenne psicosi collettiva. La follia dilagò e i roghi da singoli si trasformarono in roghi di massa. L’Europa fu avvolta da una macabra nube di cenere.

Il manuale della Chiesa per la caccia alle streghe

Nel Malleus Maleficarum viene spiegato innanzitutto che la donna, a causa della sua inferiorità, è più incline rispetto all’uomo ad essere ingannata da satana; cosa che giustifica il fatto che ci siano più streghe che stregoni. Per questo i due autori, che il Papa considerava suoi figli diletti e campioni nella lotta alle streghe, ringraziano Dio per averli fatti nascere uomini. Morbosamente ricca di particolari è la descrizione dei rapporti sessuali che le streghe intrattengono con satana, assurda e ridicola quella dei loro poteri; cose del tipo come trasformarsi in una mosca o un in topo o volare sul manico di una scopa e sulle quali credo non valga proprio la pena dilungarsi. Rivelatrici sono invece le descrizioni dei malefici che esse sono capaci di compiere: provocare malattie, aborti, carestie, alluvioni, ecc.. Alla strega, ed al suo amante, il diavolo, vengono addebitati cioè tutti i mali del mondo. Ancor più emblematica, in chiave sessuofobica, è l’accusa di provocare l’infertilità maschile.

Per il processo gli autori assicurano che i pettegolezzi pubblici sono sufficienti a condurre una persona al processo, che sono valide anche testimonianze anonime degli accusatori, che è l’imputata che deve dimostrare la sua innocenza e non il contrario e che una difesa troppo accanita dell’avvocato difensore è prova del fatto che anch’egli è stregato.

tortura-corda

I due professori di teologia consigliano, prima di iniziare le torture, di denudare la donna completamente e raderla da testa a piedi poiché sono i peli che tutelano la strega dal dolore e non ci si lasci ingannare se durante i supplizi ella cerca conforto nella preghiera poiché è proprio così che diabolicamente si protegge. Le torture devono essere portate con cautela, senza uccidere e senza spargere sangue. Si comincia con lo schiacciamento dei pollici tra due tavolette, si legano poi le mani della strega dietro la schiena con una corda e la si appende al soffitto con dei pesi legati alle caviglie, infine la si costringe con ogni mezzo a restare sveglia per ore e ore. Fondamentale per provare la colpevolezza dell’imputata è trovare il punto del diavolo. Il punto (o marchio) del diavolo è un particolare punto sul corpo della strega insensibile al dolore. Può trovarsi ovunque, anche nelle orecchie o nella vagina. Per scovarlo bisogna infilzare ripetutamente la strega con un grosso ago. Le torture possono protrarsi ogni volta anche per più di 40 ore consecutive.

In realtà gli interrogatori miravano esclusivamente all’ottenimento della confessione e se l’imputata si ostinava a negare era solo perché dalla sua aveva la protezione del diavolo.

Martello delle streghe ? No, martello delle donne !

Il Malleus Maleficarum resta una macabra testimonianza per i posteri degli orrori che gli uomini sono capaci di commettere quando la ragione lascia il posto alla credenza, del livello di umana idiozia raggiungibile quando i cervelli spenti si abbandonano alla suggestione e alla paura. Un concentrato di sadismo, perfidia e ignoranza. Un miscuglio di sessismo, sessuofobia è ottusità.

Per più di duecento anni il Malleus Maleficarum fu il “libretto di istruzioni” per accusare, torturare e bruciare vive centinaia di migliaia di donne innocenti. Donne che come colpa più grave ebbero quella di essere nate tali e come aggravanti quelle di appartenere ai ceti più bassi della società, peggio ancora se vedove, o di praticare il mestiere della levatrice, dell’erbaiola o quello della prostituta. Martello delle streghe, quindi, fu solo nel nome e nelle convinzioni della società di quell’epoca. Nei fatti, invece, fu martello delle donne. Perché, checché ne dica ancora oggi la Chiesa, le streghe non esistono e non sono mai esistite.

Ignoranza

26 novembre 2009 Mimmo Guarino 4 commenti
scimmia
Fra tutte le malattie che affliggono l’uomo è l’ignoranza la più diabolica di tutte: più se ne è colpiti gravemente meno ci si accorge di esserne affetti.
Categorie:Brevi riflessioni Tag:

Una legge elettorale a misura di analfabeta

9 novembre 2009 Mimmo Guarino 8 commenti
bandiera-italiana

Supponiamo che un soggetto A invii un messaggio M ad un soggetto B con il chiaro intento di arrecargli un’ offesa. E supponiamo anche che questo soggetto B ricevente non si accorga delle intenzioni offensive del soggetto A, e interpreti invece il messaggio M come un complimento, o un saluto o altro. E’ evidente che, stando così le cose, non si potrà certo parlare di offesa compiuta, ma solo di un tentativo andato a vuoto.

Questo è pressappoco quello che è stato il concepimento e l’approvazione della attuale legge elettorale, un tentativo di offesa andato a vuoto. Un tentativo di offesa che la classe politica italiana ha fatto al suo elettorato e che è andato miseramente a vuoto.

Che la legge fu fatta con questa intenzione lo si capisce, tra l’altro, anche dalle dichiarazioni dello stesso autore (l’allora ministro Leghista Calderoli), che la definì “una vera porcata”. Peccato però che gli Italiani non se ne siano manco accorti.

calderoli

Varata nel Ottobre del 2005, fu molto discussa dai nostri cari signori politici. Le discussioni e le critiche riguardarono però solo il meccanismo dell’attribuzione dei seggi in parlamento, e cioè le soglie di sbarramento per i partiti, premi di maggioranza, ecc. Si accapigliarono insomma per mesi solo sulle modalità di spartizione delle poltrone. Una legge, si disse, fatta in nome della stabilità politica, per sbarrare il passo alla frammentazione portata dai piccoli partiti. Il teatrino fu molto triste: ogni esponente di partito argomentava con motivazioni palesemente e pateticamente di parte. Quelli dei partiti grandi, direttamente o indirettamente fautori della legge stessa, peroravano la causa di una maggiore stabilità politica, ed erano quindi a favore della nuova legge elettorale. Quelli dei partiti piccoli, invece, portavano avanti la causa della rappresentanza democratica, ed erano quindi contro la legge.

Questo trambusto distolse però l’attenzione da un altro punto fondamentale della nuova legge elettorale, un punto non certo meno importante, ma che probabilmente stava bene a tutta la classe politica, da destra a sinistra. Poco o niente si disse, infatti, sul nuovo meccanismo di votazione che avrebbe previsto la sola preferenza del simbolo di partito. Niente più nomi sulla scheda elettorale quindi, con l’ignaro elettore che avrebbe in questo modo perso per sempre il diritto sacrosanto di scegliersi direttamente il candidato. Solo simboli, quasi a voler evitare al elettore l’incombenza di leggere e/o scrivere per esteso il nome ed il cognome del candidato: una semplificazione fatta su misura per un popolo di analfabeti o giù di li.

eleizoni-africa

Non so perché a questo proposito mi viene in mente l’Africa. In alcuni paesi del continente nero, dove il tasso di analfabetismo è molto alto, sulle schede non viene riportato il nome del candidato né viene richiesto di scriverlo. Anche li bisogna apporre semplicemente una croce, un segno. In quei paesi però sulle schede ci mettono le foto dei candidati così che l’elettore, analfabeta, il segno lo mette direttamente sulla faccia del politico che vuole scegliere. Un sistema quantomeno che privilegia la trasparenza. La faccia, infatti, rivela molto del carattere di un uomo. Qualcuno, non ricordo chi, ha detto che: “prima dei quarant’anni, ognuno ha la faccia che gli hanno dato i suoi genitori, dopo, ognuno ha la faccia che si merita“.

mafioso

In Italia invece non solo non mettono le facce dei candidati sulle schede, ma addirittura non mettono nemmeno i nomi.  In un certo senso il ragionamento che hanno fatto i politici è stato un po’ quello di dire: “voi elettori scegliete pure il colore, la figura, il simboletto che al resto pensiamo noi“. Perché adesso con questa legge elettorale, con questo sistema di voto,  i partiti possono candidare nelle proprie liste chiunque senza farsi nessun problema di sorta. Anche un mafioso, un camorrista, un pregiudicato o un indagato di qualsiasi genere.

Non che questo non avvenisse anche prima, certo. Ma almeno, con il vecchio sistema, c’era più trasparenza e l’elettore si assumeva in parte la responsabilità morale della sua scelta. Con la nuova legge invece l’elettore non saprà nemmeno il nome di chi manda sui banchi del parlamento con il suo voto.

Però nessuno ne parla. Gli Italiani non se ne lamentano. La maggior parte della gente crede che questi siano problemi secondari.  Ma non è così. Questa legge elettorale è un vero e proprio colpo al cuore del nostro già morente sistema democratico. Bene. Molto bene. Andiamo avanti così. Aspettiamo adesso il prossimo, quello finale:  il voto elettronico. Magari organizzato in concomitanza con le nomination del grande fratello.

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La società dei bestiumani

26 settembre 2009 Mimmo Guarino 4 commenti
bestiumani
Il più grande crimine che gli uomini possono compiere nei confronti dell’umanità intera è quello di mortificare il pensiero e la comunicazione. L’atto del pensare, e la comunicazione di esso, sono infatti le sue più nobili attività, le facoltà che più lo contraddistinguono rispetto a tutti gli altri esseri viventi della terra: le bestie che hanno invece come unico orizzonte quello di riempirsi lo stomaco e accoppiarsi.

Cos’è stato ?

23 agosto 2009 Mimmo Guarino 2 commenti
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Saremmo già a buon punto se tutti noi avessimo ben chiara la differenza di significato che c’è tra le parole “stato” e “istituzioni”.