Lettera aperta a Fabio Cannavaro

Egregio signor Cannavaro Fabio, le scrivo queste poche righe in merito alle sue recenti dichiarazioni sullo scrittore napoletano (suo concittadino) Roberto Saviano. Pare che lei abbia definito Gomorra, il libro Saviano, come opera nociva per l’Italia. Come qualcosa che appiccicherebbe al nostro paese l’ennesima etichetta negativa. Sembra anche che lei si sarebbe lamentato del fatto che a Madrid, dove adesso lavora, un suo collega compagno di gioco le avrebbe dato del mafioso solo perché Italiano.
Cosa dire delle sue affermazioni ? Da napoletano confesso di essere sinceramente imbarazzato! Si. Perché non potendo e non volendo pensare che non le stia a cuore la sorte della nostra amata città, sono costretto a confidare che (nella sua infinita ingenuità) lei pensi che non parlando di un problema questo si risolva da solo. Mi dispiace deluderla però, perché non è cosi che funzionano le cose. Non nel mondo reale almeno. Al contrario, anzi. Dovrebbe sapere che il primo passo verso la risoluzione di un problema è sempre la comprensione del problema stesso.

Su via, signor Cannavaro Fabio, non è certo lo scrittore Saviano a nuocere alla nostra immagine ma i personaggi di cui parla nel libro; e se all’estero associano la mafia all’Italia non è perché ci sono scrittori che ne parlano, ma perché la mafia, come la camora, esistono davvero. Lo capisce anche un bambino questo.
Non le chiedo certo di vergognarsi per quello che ha detto, perché probabilmente anche volesse non ci riuscirebbe. Quello che le chiedo, invece, e di non credere che io c’è l’abbia con lei. Lo so bene che la colpa non è sua. Lei ha viaggiato tanto, è abituato a parlare ai microfoni di mezzo mondo di falli, di rigori, di assist, di fuori gioco. Il fatto è che ad un certo punto si è solo trovato d’avanti al microfono sbagliato. Nel momento giusto. Oh, pardon volevo dire “sbagliato”. Tutto qui.
E poi, infondo, che lei abbia detto queste cose poco importa. Il problema è invece un altro signor Cannavaro Fabio. Il problema è che troppi Italiani la pensano proprio come lei; pare che siano addirittura maggioranza nel paese ! Lo sa che anche altri noti personaggio hanno preso, più o meno velatamente, le distanze da Saviano? Proprio come lei signor Cannavaro Fabio. Non si senta solo quindi. Tanto per farle un esempio, il direttore di un noto TG nazionale ha sottolineato il fatto che lo scrittore sta si rischiando la vita ma che infondo ci ha anche guadagnato un sacco di soldi.
Cosa dire allora dei soldi che guadagna lei tirando quattro calci ad una palla di cuoio ? Perché, dopo tutto, è questo quello che lei nella vita ha imparato a fare: tirare calci ad una palla. Menomale, chissà cosa avrebbe fatto altrimenti !
Le ripeto, non c’è l’ho con lei. Ritornando poi all’increscioso episodio di Madrid, deve credermi, a me personalmente è dispiaciuto molto che quel suo amico le abbia dato del mafioso. Sono sicuro che sarà stata una situazione imbarazzante per lei. Mi consenta allora di darle un consiglio: impari bene lo spagnolo, sempre che non l’abbia già fatto, e se ne rimanga li dov’è: in Spagna. Si mimetizzi bene.
Da suo grande ammiratore, quale mi ritengo di essere, sigor Fabio Cannavaro mi sento di dirle una cosa: non torni più a Napoli, o almeno non lo faccia per un po’, diciamo per un ventennio. Sa com’è, con le cose che le escono dalla bocca, e con l’aria che tira in questo periodo in Italia rischia che la candidano a sindaco alle prossime elezioni comunali. Magari poi viene anche eletto e mi creda, da amico, è un augurio che non mi sentirei proprio di farle.




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