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Posts Tagged ‘etica’

Etica e vita portate a teatro

16 aprile 2010 Mimmo Guarino 9 commenti
partidiricambio

Parti di ricambio

Parti di ricambio è un testo teatrale eccezionale, quando lo lessi per la prima volta ne rimasi subito entusiasta, affascinato. Realizzai all’istante che avrei dovuto a tutti i costi metterlo in scena. Una storia intensa, profonda, intima, che affronta con grande maestria il tema della vita, che si interroga sul suo vero significato, sul suo valore. Al centro della vicenda una coppia di genitori, il loro bambino gravemente ammalato, la prospettiva di un trapianto ed una organizzazione che gestisce a livello mondiale le donazioni di organi.

Il testo è di Leonardo Franchini, quello stesso che aveva tradotto in Italiano “Patriot Act” di C. Duncombe, che ho poi messo in scena lo scorso anno nella seconda edizione A World of Peace. Franchini è giornalista e scrittore, ma soprattutto è un grande drammaturgo. Ha lavorato per la RAI ed ha vinto diversi premi a livello nazionale e internazionale; le sue opere sono state tradotte in Inglese, Tedesco e perfino in Russo. Recentemente ho avuto anche il piacere e l’onore di conoscerlo personalmente.

La trama dello spettacolo

Protagonisti di “Parti di ricambio” sono i coniugi Albignani, Marta ed Angelo. I due hanno sempre pensato che le loro vite potessero essere perfette, che potessero procedere senza intoppi, senza imprevisti. Hanno sempre programmano ogni cosa, messo tutto al proprio posto. Hanno programmato anche la nascita di un eventuale figlio. Non volendo rinunciare a nessuna delle tante possibilità e piaceri che la vita poteva offrire loro hanno a suo tempo stabilito di attendere ed avere un bambino soltanto in età matura.

Tutto è sempre andato secondo il loro piano prestabilito. Tutto fino alla nascita del piccolo, che purtroppo si ammala subito gravemente. Anche per loro si impone quella regola secondo la quale non è la vita a piegarsi agli umani desideri, ma il viceversa. Il progetto di una vita perfetta che i due avevano costruito crolla in un solo istante, come un enorme castello di sabbia. I sensi di colpa e le angosce prendono subito il sopravvento; il dubbio è che la grave malattia del bambino sia in relazione proprio alla loro età non più giovanissima.

Dopo l’ennesimo consulto negativo, disperati, su indicazione di un medico olandese di fama internazionale, tentano l’ultima carta: quella di un trapianto. Entrano in contatto con una organizzazione che si occupa di donazioni di organi la quale prospetta loro l’ immediata possibilità di un intervento. In realtà, però, le cose non stanno esattamente come sembrano e gli Albigniani saranno presto messi di fronte ad una difficilissima scelta.

Le prove

Un testo, questo, che durante le prove ha messo me e gli attori faccia a faccia con inquietanti interrogativi di carattere etico, che ha dato luogo ad accesi dibattiti su quale fosse la chiave di lettura più giusta da dare all’opera. Ci sono anche stati dei cambi nel cast. Alla fine, come era giusto che fosse, ho dato (nel rispetto del testo) la mia personale impronta al lavoro, quella che rispecchia le mie personali convinzioni sul tema del diritto alla vita.

La libertà

28 settembre 2009 Mimmo Guarino 6 commenti
aquila-libera

La libertà si realizza nella scelta. La libertà è scelta. Ma una qualsiasi scelta si basa sempre sulla conoscenza. Se scegli senza conoscere in realtà non hai veramente scelto, hai tirato ad indovinare, e allora non hai concretizzato la tua libertà, non sei realmente libero. Essere liberi è difficile perché è difficile conoscere e comprendere le cose su cui si viene chiamati a scegliere. La conoscenza e la comprensione sono cose che costano fatica, sangue e sudore e sono difficilissime da ottenere.

La società dei bestiumani

26 settembre 2009 Mimmo Guarino 4 commenti
bestiumani

Il più grande crimine che gli uomini possono compiere nei confronti dell’umanità intera è quello di mortificare il pensiero e la comunicazione. L’atto del pensare, e la comunicazione di esso, sono infatti le sue più nobili attività, le facoltà che più lo contraddistinguono rispetto a tutti gli altri esseri viventi della terra, le bestie, che hanno invece come unici orizzonti quelli di riempirsi lo stomaco e riprodursi.

Teatro ed etica

29 giugno 2009 Mimmo Guarino 6 commenti
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Il teatro ha spesso il compito di amplificare situazioni di malessere e di disagio della società, di portarle sotto i riflettori, di estremizzarle, di portarle all’eccesso. Molte volte il teatro si proietta in avanti, in maniera profetica, sulle tendenze che la società sta adottando, sulle strade che più o meno consapevolmente sta prendendo.

Progetto Ecologia Sociale, del drammaturgo Romano Giorgio Serafini Prosperi, è sicuramente un testo che merita molta attenzione da questo punto di vista. Il dramma, in un solo atto, pone all’attenzione dello spettatore un amletico dilemma: in un contesto di risorse limitate è eticamente accettabile che una società proponga ai suoi membri più “deboli” e meno “utili” di suicidarsi per lasciare spazio vitale agli altri ?

teatro-etica

La storia, certamente surreale, si svolge nel piccolo appartamento di Rocco Paone, uno di quei tanti disoccupati meridionali che ogni giorno cercano di sbarcare il lunario come meglio possono. Rocco non ha un lavoro, non ha i soldi per pagare l’affitto ed è solo, non ha parenti. Un bel giorno Rocco riceve la visita di un incaricato del Comune, Eduardo Scoca, che porta al povero disoccupato una grande novità, una speranza di cambiamento: il nuovo Progetto Ecologia Sociale.

Il Progetto Ecologia Sociale è una nuova legge varata dal governo per risolvere sia il problema degli alloggi che quello della disoccupazione. La legge però cerca di farlo in un modo a dir poco originale, sicuramente drastico: un assegno di 10.000 €, un preventivo di spesa per un posto al cimitero ed una pastiglia di veleno, cianuro di potassio, da ingerire al momento della firma.

Il povero disoccupato, sulle prime, rimane ovviamente basito, deluso dalla scandalosa proposta fattagli e si scaglia quasi con violenza contro il suo interlocutore.

teatro-etica

La realtà però è spesso più complessa di quello che sembra. Il bianco e il nero spesso si confondono, si sovrappongono, fino a diventare un sorta di grigio dalle mille gradazioni. Eduardo infatti, in apparenza cinico e spietato, si rivela essere un povero disgraziato, forse ancora più dello stesso Rocco. Eduardo ha una moglie e tre figli, e fino al mese scorso era anche lui disoccupato. Solo grazie alla nuova legge è stato assunto come precario dal comune. Il padre è ammalato e vive in uno ospizio. Il fratello è invalido. Sconcertante è poi la sua rivelazione: la prossima vista che farà sarà proprio al padre ammalato, che lo aspetta per la proposta di morte. Poi andrà anche dal fratello invalido con lo stesso intento. Così, dice, darà un beneficio alla società intera, che risparmierà sulle due pensioni. Lui risparmierà sulla retta dello ospizio e così facendo, con un po di economia sulle spese per i funerali, ricaverà qualcosa da quei 20.000 € che metterà da parte per la usa famiglia in vista del prossimo inverno.

Come si può vedere dall’ultima delle foto (che si riferiscono a rappresentazioni fatte nel 2008 in occasione del PDARt e di Passeggiando per Natale), il povero Rocco si convincerà della bontà del progetto e stoicamente accetterà la macabra proposta. Firmerà il contratto e ingerirà la sua pillola di veleno lasciando così spazio vitale al resto della comunità.

Mi sono spesso chiesto cosa abbia potuto convincere il malcapitato Rocco ad accettare quella proposta, cosa abbia potuto far scattare in lui la decisione definitiva. La confessione di Eduardo forse ? La gratificazione di un gesto tanto nobile ? O forse un razionalismo utilitaristico portato all’estremo ? Forse la sua vita era da tempo diventata un vero inferno e la visita di Eduardo è stata per lui solo la scusa, la grande occasione, per liberarsene una vota per tutte.

Schiavi moderni

2 giugno 2009 Mimmo Guarino 15 commenti
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E’ alquanto difficile ammetterlo, ma la verità è che non vi sono grosse differenze tra lo sfruttamento della schiavitù, la tratta degli schiavi, che praticavano gli antichi Greci, o gli antichi Romani, rispetto a quella praticata dall’occidente moderno nei confronti dei paesi del terzo mondo, se non per il fatto che quest’ultima è stata opportunamente mascherata dalla ipocrisia dei nostri governanti.