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...dovrà pure esistere una vita prima della morte !

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Posts Tagged ‘disinformazione’

Le morti sulla strada e la rivincita di Fantozzi

16 maggio 2009 Mimmo Guarino 14 commenti
Vittime della strada

Si fa un gran parlare, giustamente, delle morti che ogni anno ci sono sulle strade. Solo in Italia nel 2008 le vittime per incidenti stradali sono state 4.576. Negli ultimi dieci anni la cifra raggiunge quasi gli 80 mila (pari gli abitanti di Varese), ai quali vanno aggiunti circa 250 mila feriti. Ovviamente la gran parte di queste morti sono dovute all’alta velocità.

Se, come è naturale che sia, molti chiedono leggi più severe e controlli più ferrei sono invece in pochi (e questo è strano) quelli che si lamentano del fatto che le automobili commercializzate raggiungono velocità di gran lunga superiori a quelle consentite dai limiti imposti dalle leggi nazionali. Limiti massimi che nella comunità europea (tanto per restare a casa) vanno mediamente dai 110 ai 130 Km/h.

Contachilometri

Che le macchine siano più sicure rispetto al passato è indubbio, e questo grazie alla introduzione di sistemi di sicurezza quali: airbag, frenata computerizzata, telai rinforzati, ecc. Nessuna casa automobilistica, però, ha mai minimamente pensato di limitare la velocità delle proprie vetture a quella consentita dalla legge. Cosa che di sicuro farebbe diminuire drasticamente il numero di incidenti.

Come mai questa reticenza da parte delle case automobilistiche? Che senso ha da parte loro produrre automobili che raggiungono i 250 Km/h e più se poi per legge si possono raggiungerne si e no i 130 Km/h ? Quasi che volessero istigare a delinquere poveri automobilisti. Sembrerebbe proprio un non senso.

Ferrari

Il senso invece c’è eccome ed è, come al solito, di carattere economico. Il problema si pone soprattutto per quelle costose macchine di grossa cilindrata, quelle che, tanto per intenderci, in autostrada ce le vediamo sfrecciare di fianco e che a stento riusciamo a vedere.

Pensiamo ad esempio ad una Mercedes o ad una BMW, per non parlare poi dell’orgoglio nazionale: la Ferrari. Ci pensate a una Mercedes che raggiunge come massima velocità 130 Km/h ? Ve la immaginate una Ferrari, rosso fiammante, che in autostrada non riesce a superare una Fiat Punto !? Sarebbe la rivincita di Fantozzi. Semplicemente ridicolo.

Fantozzi

Limitare la velocità di queste vetture sarebbe come privarle della loro essenza, come castrarle, come privarle della loro virilità e con essa un po anche quella dei loro guidatori. Quanti sarebbero ancora disposti a spendere cifre esagerate per macchine cosi ? Molti meno credo. Ecco allora che quegli 80 mila morti in dieci anni diventano poca cosa di fronte ai ben più importanti profitti delle case automobilistiche. Tanto più che alla televisione non se ne parla e nessuno quindi se ne lamenta.

E’ proprio vero, i governi sono tutti alla mercedes delle multinazionali.
Pardòn, volevo dire, alla “mercè” delle multinazionali.

Sviluppo sostenibile e teatro

10 maggio 2009 Mimmo Guarino 4 commenti
teatro-raccolta-differenziata

Lo sviluppo sostenibile tra tradizione ed innovazione, una giornata dedicata all’ambiente. Questo è il titolo dell’ iniziativa organizzata sabato 9 Maggio, nella bellissima villa comunale di Villaricca, da Cittadinanza attiva Napoli Nord con il patrocinio del Comune ed in collaborazione con Lega ambiente, Liternum Sviluppo Napoli Nord S.p.a. e l’associazione culturale musicale ILLIMITARTE.

Un’ iniziativa per promuovere lo sviluppo sostenibile, con seminari divulgativi e dibattiti sulla riqualificazione del territorio, con le varie associazioni a confronto e l’allestimento di uno spazio fieristico con due aree stand: una sull’artigianato artistico ed una dedicata alle nuove tecnologie per la tutela dell’ambiente.

Ampio spazio, poi, all’arte con: balli, arti marziali, musica e teatro.

Alla manifestazione ho preso parte anche io, con Spazio ACE patrocinato dalla associazione ALI. Quale occasione migliore per mettere in scena il mio monologo Un cassonetto per la raccolta differenziata già presentato lo scorso marzo in occasione del carnevale.

E’ stata proprio la mia esibizione ad aprire la serata e anche questa volta ha riscosso un notevole successo. A differenza però dello spettacolo precedente, questa volta sono stato da solo sul palco, senza il supporto del gruppo canoro.

Il grande teleasilo nido

2 maggio 2009 Mimmo Guarino 7 commenti
asilo_nido

Quando ero bambino amavo molto guardare i cartoni in televisione. Erano i mitici cartoni delgi anni ottanta: Goldrake, Il grande Mazinga, Jeeg Robot d’Acciaio e tanti altri ancora, che adesso onestamente non ricordo nemmeno. Devo dire comunque che il mio preferito era e rimane Goldrake.

Ricordo che lo spazio per questi programmi per ragazzi copriva una fascia pomeridiana di circa un paio d’ore. Per lo più si trattava di storie che descrivevano mondi di fantasia che nulla avevano a che vedere con il mondo reale. Nonostante la tenera età, pur giocando molto con l’immaginazione, a fine episodio si ritornava però tranquillamente nella realtà, fatta di scuola, compiti, genitori, amichetti, ecc. Che io ricordi, infatti, ne io e ne nessun mio amico ha mai avuto in quegli anni la pretesa di volare o di lanciare pugni atomici rotanti o alabarde spaziali.

televisione

Guardando oggi la TV in Italia mi sembra proprio che quella fascia pomeridiana di due ore si sia allargata oltremodo fino a coprire, nei fatti, l’intero l’arco della giornata. Mi pare evidente che tutti i programmi televisivi odierni, e ancor di più le pubblicità, siano pensati e fatti non per persone adulte ma per bambini da asilo. Questi programmi, infatti, che siano essi TG o talk show, film o reality, soap opera o programmi di approfondimento politico, parlano di mondi altrettanto fantastici di quelli nei quali muovevano le mosse quei mitici super robot e che nulla quindi hanno a che vedere con la realtà.

Ancor più grave rispetto al passato è però il fatto che, a differenza di quei bambini, che dopo aver spento la TV accantonavano Goldrake e tornavano a fare i compiti, oggi molti pensano che quella della televisione sia davvero la realtà.

Carnevale nella monnezza

1 maggio 2009 Mimmo Guarino 1 commento

carnevale-teatro

Le esperienze teatrali ti arricchiscono sempre, alcune però hanno un sapore speciale. Quella che ho vissuto in coccasione dello scorso Carnevale è stata, senza dubbio, una di queste.           

Una festa fatta di colori e di musica, di entusiasmo e di passione, con tanti bambini in costume che si sono divertiti a scorrazzare per i giardini della villa comunale di Villaricca. Sul palco, poi, gli spettacoli messi in scena dalle varie associazioni culturali e accademie d’arte. Io, con lo Spazio ACE,  ho presentato “Carnevale nella monnezza”, un mini musical incentrato sul tema dello smaltimento dei rifiuti.

Apposta per l’ occasione avevo scritto, qualche giorno prima, un breve monologo intitolato Un cassonetto per la raccolta differenziata. Un testo sul tema degli inceneritori, delle discariche ed, appunto, della raccolta differenziata.  Un modo, il mio, per cercare di sensibilizzare le persone, ed in particolare i giovanissimi, su questo spinoso tema. Per farlo in maiera efficace ho pensato bene di vestirmi da cassonetto.

Ad introdurre il monologo,  sulle note della canzone Arrangiammoce, i ragazzi del gruppo canoro “Le voci di dentro”,  per l’occasione vestiti da “buste della spazzatura”. Subito dopo, poi, la parola è passata al cassonetto. Un cassonetto disoccupato, che  lamenta, appunto,  di non aver mai avuto la possibilità di lavorare. Al contrario degli inceneritori, dice sempre il cassonetto (brutta gente senza scrupoli),  che si ingrassano sulla “pelle” della povera gente ignara delle loro malefatte.

spettacolo-teatrale-carnevale

Un testo scritto in dialetto (napoletano ovviamente), per certi versi anche divertente, che pone in essere l’antropomorfizzazione di un oggetto inanimato affibbiandogli caratteristiche prettamente umane. Un testo forte, che denuncia le speculazioni economiche che ci sono e l’agghiacciate aumento di malattie tumorali, soprattutto nei bambini, che si registrano in corrispondenza delle zone dove queste macchine di morte vengono costruite.

Il mito della caverna di Platone

14 aprile 2009 Mimmo Guarino 5 commenti
caverna-platone

Immaginiamo la seguente situazione. Degli uomini sono imprigionati in una caverna fin da quando erano bambini, legati con delle catene in modo che possano guardare solo sulla parete di fronte a loro all’interno della caverna. Fuori, proprio all’entrata della caverna, c’è un muro, dietro il quale ci sono delle persone che portano degli oggetti sulla testa. Da dietro il muro spuntano solo gli oggetti che trasportano e non le persone (un po’ come il teatro dei burattini). Dietro questi uomini arde un grande fuoco che proietta le ombre delle statue sulla parete di fondo all’interno della caverna. Questa è la situazione immaginata dal filosofo Greco Platone.

schema-caverna-platoneTutto quello che gli uomini nella caverna possono vedere sono le ombre delle statuette proiettate sul fondo della caverna e tutto quello che possono sentire sono gli echi delle voci che gli uomini dietro il muricciolo scambiano tra loro. Fuori dalla caverna vi è un mondo normalissimo: piante, alberi, laghi, il sole, le stelle. Ma per gli uomini legati le ombre e l’eco costituiscono non l’apparenza bensì la sola vera realtà, proprio perché hanno fatto esperienza solo di questa.

Ad un certo punto uno di questi uomini riesce a liberarsi. All’inizio i suoi occhi sono abbagliati dalla luce del fuoco ed egli prova dolore. Non vuole crede ai suoi occhi. Poi, pian piano comincia a ragionare sul mondo esterno e prende coscienza della realtà che lo circonda. Solo allora, ricordandosi dei suoi compagni di prigionia e della loro conoscenza limitata, ritorna nella caverna per comunicare ai suoi compagni la verità.

Ma i prigionieri non gli credono e vedendolo barcollare per il repentino cambiamento dalla luce al buio lo credono pazzoe si convincono che non valga la pena di uscire dalla caverna. Il prigioniero libero rischia addirittura di essere ammazzato quando cerca di liberarli per portarli in superficie.

Il mito della caverna di Platone è oggi più che mai attuale. La maggioranza delle persone rifiuta di capire la realtà perché questo richiederebbe loro un grosso sforzo mentale, li responsabilizzerebbe oltremodo. E’ chiaro che è molto più semplice lasciare fare agli altri piuttosto che impegnarsi in prima persona. E’ molto più comodo non avere responsabilità piuttosto che averne. Meglio stare al buio della caverna piuttosto che uscire fuori allo scoperto. Così, come viene respinto il prigioniero che tende a liberare gli altri, anche il “filosofo” non viene capito quando si occupa del potere politico e viene così respinto, deriso e minacciato.