Lettera aperta al patriarca Noè
Il castigo divino della schiavitù

Signor Noè, non so se queste mie righe le saranno gradite ma voglio comunque metterla a conoscenza del fatto, casomai non lo sapesse già, che lei si è reso responsabile di un atto gravissimo, di grande irresponsabilità, che ha condizionato non poco la vita degli uomini su questa terra. Un atto che ha contribuito a rendere un inferno l’esistenza di generazioni e generazioni di esseri umani. Un atto per di più ingiustificato ed insensato come avrò modo di spiegare nella seconda parte di questa lettera.
Sto parlando della fin troppo famosa “Maledizione di Cam” che la vide protagonista in prima persona moltissimi anni or sono. Sono sicuro che ricorda ancora l’accaduto. Lei scagliò una terribile maledizione contro il figlio di suo figlio Cam, cioè suo nipote Canaan. “Sia maledetto Canaan ! Schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli ! ”, queste furono le sue parole esatte. Ebbene sappia che nel corso della storia umana proprio quelle parole sono servite a dare una giustificazione religiosa a quello che è forse il più odioso dei comportamenti umani: il razzismo.

Quel suo anatema ha contribuito a formare nella mente degli uomini quell’idea secondo la quale esisterebbe una parte di umanità appositamente destinata dal creatore ad essere schiava degli altri. E si capisce pure perché ! Lei, assieme alla sua famiglia, era infatti l’unico sopravvissuto al diluvio universale, con i suoi tre figlioli – e rispettive consorti – incaricati direttamente dal padreterno di ripopolare la terra intera. E’ chiaro quindi che in una situazione del genere lo scagliare una maledizione contro la discendenza di un singolo individuo significava maledire ed inguaiare una considerevole fetta di futura umanità. Cosa che lei ha fatto signor patriarca Noè, perché si da il caso che i sommi teologi delle tre grandi religioni monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo e Islam) abbiano da sempre identificato suo figlio Cam nientemeno come il progenitore di tutti gli Africani.

In realtà poi non si è mai capito se lei volesse maledire la discendenza di suo figlio Cam o solo quella di suo nipote Canaan. Nonostante ciò, o forse proprio per questo, la maledizione ha spopolato nel corso dei secoli. Probabilmente per l’autore biblico essa era originariamente intesa come rivolta alla sola discendenza di Canaan e questo è tornato comodo agli antichi ebrei che così hanno giustificato la conquista e la sottomissione dei Cananei. L’accento è stato poi successivamente spostato dai mussulmani prima e dai cristiani dopo, sempre per ragioni di comodo, su Cam in quanto progenitore degli Africani. Così la stessa maledizione è servita a giustificare anche il traffico di schiavi dall’Africa orientale al medio oriente da parte degli arabi e la tratta degli schiavi dei neri da parte degli Europei.
Sarebbe ingenuo caricare oltremodo di responsabilità le sue parole. Certo è però che, Bibbia alla mano, questi uomini illuminati hanno sempre colto la palla al balzo e, consapevoli dei grandi vantaggi economici derivanti dal sottomettere e sfruttare altri uomini, hanno potuto identificare le loro vittime con dei maledetti condannati alla schiavitù perpetua in modo da legittimare le loro razzie come l’inevitabile compimento di un giusto castigo del creatore.
La maledizione di Cam

Entrando nel merito della maledizione, leggiamo dalla bibbia (Genesi 9, 20-29) che lei, signor patriarca Noè, una sera dentro la sua tenda beve vino fino ad ubriacarsi completamente, al punto da avere la brillante idea di denudarsi completamente per poi addormentarsi. Leggiamo anche che dopo un po’, ignaro della penosa situazione nella quale lei si trova, entra nella tenda il più piccolo dei suoi tre figli, Cam, il quale vedendola in quelle condizioni esce subito fuori per riferire la cosa ai suoi fratelli maggiori: Sem e Jafet. Questi entrano poco dopo nella tenda con la faccia rivolta di spalle per non guardare le sue nudità e la coprono con un mantello, il giorno dopo poi le raccontano tutto l’accaduto. Ed è a questo punto che lei si arrabbia terribilmente con il povero malcapitato Cam scagliandogli contro la terribile maledizione.
Ora capisco che al suo risveglio la testa dovesse farle terribilmente male a causa della sbronza notturna, ma la sua reazione è tanto insensata quanto spropositata. Intanto devo farle notare che quello di darsi all’alcol non è per niente un comportamento dignitoso per un patriarca né tanto meno un atteggiamento educativo da parte di un padre nei confronti dei figli. Ancor meno dignitosa poi è la sua idea di denudarsi e addormentarsi, soprattutto se sa che in quella tenda può entrare chiunque della famiglia in qualsiasi momento. Detto questo vorrei proprio capire quali sarebbero le colpe che lei attribuisce al malcapitato Cam. Il fatto che le abbia inavvertitamente guardato i genitali non può certo definirsi una colpa ed anche la sua reazione, quella di riferire la cosa ai fratelli maggiori, mi sembra del tutto comprensibile.
Non capisco invece perché lei si sia tanto compiaciuto con i suoi figli maggiori Sem e Jafet al punto da mandare loro tutta una serie di benedizioni. Certo, il fatto che siano entrati con la faccia rivolta di spalle lei lo ha interpretato come un segno di rispetto nei suoi confronti ma potrebbe anche darsi che lo abbiano fatto semplicemente perché il pensiero di vederla nudo dava loro ribrezzo. Il punto però non è questo quanto invece il fatto che poterono applicare quello stratagemma (girare la testa) perché sapevano già di trovarla nudo, essendo stati avvertiti dal malcapitato Cam che al contrario non aveva avuto la stessa possibilità. E non mi pare onorevole nemmeno il fatto che il giorno dopo i due le abbiano raccontato tutto l’accaduto. Primo perché così facendo le hanno provocato un comprensibile quanto inutile imbarazzo. Secondo perché hanno messo in cattiva luce il fratello minore.
La cosa più incomprensibile di tutte è però cosa centri in tutto questo suo nipote Canaan. D’accordo in questo modo ha voluto colpire il figlio per ferire il padre. Ma Cam aveva quattro figli: Cus, Mizraim, Put e appunto Canaan. Perché maledire solo quest’ultimo e non anche gli altri tre ?
Insomma, signor Noè, lei avrebbe dovuto semplicemente chiedere scusa ai suoi tre figli per l’accaduto, in modo particolare proprio al malcapitato Cam. Scusarsi, altro che maledire nipoti e discendenze senza colpe. Invece ha fatto quello che ha fatto e noi tutti ne paghiamo ancora le conseguenze.































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