La terra degli gnu

Branco di gnu
Branco di gnu
Tempo fa, guardando un documentario sulla savana africana, vidi una scena che mi fece molto riflettere. L’oggetto del documentario era lo gnu, uno degli erbivori più popolari di quelle zone: uno strano animale e metà strada tra un bue, un’antilope e un cavallo. Nel documentario c’era uno grande branco di questi animali tutti intenti a bere sulla riva di un fiume. Ad un tratto arrivò un leone – penso che quell’esemplare dovette guadare quell’enorme massa di carne più o meno come un bambino guarda estasiato le delizie che gli si presentano davanti agli occhi entrando in una pasticceria. Il leone si avvicinò indisturbato ad una parte del branco, scelse con calma la sua preda e senza esitare gli si avventò contro. In quel preciso istante, in quel punto, si aprì come una voragine. Uno squarcio improvviso in quel indistinto mare nero fatto di carne. Tutti i “compagni” erano scappati via lasciando così la vittima sola di fronte al suo doloroso destino.

Dopo pochi minuti il malcapitato gnu era morto esanime al suolo mentre il leone banchettava felicemente nelle sue carni ancora calde. A pochi metri di distanza tutto era tornato poi alla normalità. Gli altri gnu si erano infatti riavvicinati al fiume ed avevano ricominciato ad abbeverarsi.

Ora a ben guardarlo uno gnu non si può dire certo che sia un “fringuello”. Può misurare infatti fino a 2 m di lunghezza per un’altezza che può arrivare di 1,40 m con un peso che può sfiorare i 300 Kg. Insomma è una “bella bestia”! E quando si batte con un leone, anche se poi ha la peggio, mostra sempre prova di grande forza e coraggio. Non di rado, infatti, con le sue corna grandi ed appuntite riesce ad infliggere all’avversario notevoli ferite. E’ quindi evidente che se sviluppasse una seppur minima forma di difesa cooperativa, diciamo con un rapporto di uno a cinque, riuscirebbe a mettere sotto qualsiasi predatore tentasse di attaccarlo. Purtroppo però – al suo attuale stadio di evoluzione comportamentale – l’istinto lo spinge a scappare; un po’ come se gli suggerisse “fino a quando non tocca a te, tira a campare”. Per questo un singolo leone può fare il bello e cattivo tempo in un immenso branco con centinaia di bestioni.

manifestazione
manifestazione
La scena del leone che banchetta indisturbato nell’enorme branco di gnu mi ha dato degli spunti di riflessione su quelli che molto spesso sono i comportamenti che noi esseri umani adottiamo in circostanze similari. Tutto sommato, infatti, non siamo tanto diversi dagli gnu quando ci mostriamo poco solidali con persone, o categorie di persone, colpite da palesi ingiustizie. Proprio come gli gnu siamo sempre pronti a scappare, siamo sempre pronti a voltare le spalle alla vittima di turno: al commerciante che si ribella al pizzo della mafia, agli omosessuali o ai neri picchiati per strada o ai disabili che trovano mille ostacoli nelle barriere architettoniche. Un padre si incatena davanti a Montecitorio perché non può pagare le costosissime cure per il figlio malato, ma noi lo lasciamo tristemente solo. C’è una manifestazione di metalmeccanici che protestano contro il mancato rinnovo del contratto, ma in quella manifestazione ci sono solo metalmeccanici. C’è una manifestazione di insegnanti che protestano contro i tagli alla scuola, ma in quella manifestazione ci sono solo gli insegnanti. Viene deciso di costruire una discarica o un inceneritore in pieno centro abitato e a protestare sono solo gli abitanti delle zone immediatamente circostanti. Chiaro è che con questo tipo di esempi potrei andare avanti per molto.

Anche noi, fino a quando non veniamo (o pensiamo di essere) colpiti in modo diretto, continuiamo a bere; e lo facciamo nel fiume dell’indifferenza e dell’apatia. Per questo motivo i “leoni del potere” – vedi politici, mafie, banche, multinazionali, etc.. – pur essendo numericamente esigui, hanno sempre la meglio sulla massa – che definire di “GnUmani”. Perché ogni volta devono combattere solo con una piccola parte della società. Quando siamo invece noi ad essere colpiti, proprio come lo gnu che viene assalito dal leone, mostriamo tutta la nostra forza e tenacia e ci indigniamo pure per l’indifferenza di chi ci sta a attorno.

Senza scomodare alti ideali come “l’amore universale” o altre cose del genere basterebbe fare un semplice ragionamento per capire che la solidarietà è l’unica strada percorribile. Un ragionamento sotto certi aspetti anche un po’ egoistico ovvero di pura convenienza personale: “se oggi è toccato a lui, domani potrebbe toccare a me”.

Mi chiedo cosa mai potrebbero fare i poteri forti e come sarebbe diversa qualità della nostra vita se i metalmeccanici si battessero anche per gli insegnanti e gli insegnanti anche per i metalmeccanici, se gli eterosessuali mostrassero solidarietà per gli omosessuali e gli omosessuali per i disabili, se i disabili si battessero anche per i neri, i Napoletani anche per i Bergamaschi e i Bergamaschi anche per i Napoletani, se ci battessimo tutti per il negoziante taglieggiato e se ci incatenassimo tutti davanti Montecitorio per solidarietà alle ragioni di quel padre disperato.”

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