San Paolo di Tarso e gli unti del Signore

Quella di San Paolo di Tarso è una delle figure più importanti del cristianesimo. Studiando un po’ la sua vita ho scoperto che oltre ad essere patrono di Roma (carica che deve però condividere con San Pietro) lo è anche di Malta e della Grecia e che un numero sterminato di basiliche e chiese in tutto il mondo sono a lui dedicate e che sono ben otto i Comuni in Italia che portano il suo nome. Non avevo mai collegato la cosa, ma anche la metropoli sudamericana di San Paolo del Brasile in realtà non porta quel nome per caso. Anche la mia banca porta il suo nome.È poi pare che sia protettore dei cordai e dei cestai, e che venga invocato contro le tempeste di mare, i morsi dei serpenti e contro la cecità. Insomma un Santo che sul calendario fa la sua brava figura.
La storia di San Paolo è molto particolare, da accanito persecutore dei primi cristiani (per conto dei Romani) si converte alla nuova fede in seguito alla famosa apparizione di Gesù sulla via di Damasco. Diventa un grande evangelizzatore (la diffusione della dottrina cristiana nel mondo deve molto alla sua opera), ma soprattutto contribuisce allo sviluppo del credo stesso, tanto che i suoi scritti sono considerati dalla Chiesa di Roma come parola di Dio. Le sue lettere costituiscono addirittura i documenti più antichi del Nuovo Testamento, più antichi degli stessi vangeli.
Proprio una di queste lettere mi ha dato degli interessanti spunti di riflessione per questo articolo. Si tratta di un passo della lettera ai Romani, nel quale San Paolo spiega come il buon cristiano deve comportarsi nei confronti dell’autorità, del potete costituito.
Leggendo queste parole mi è venuto spontaneo chiedermi: vuoi vedere che San Paolo oltre ad essere invocato dai cordai e dei cestai, sotto sotto, non lo sia anche dai dittatori della storia?

Secondo San Paolo infatti si deve essere sottomessi all’autorità, sempre. Perché qualsiasi essa sia viene sempre stabilita direttamente da Dio – Mio Dio! Questo vorrebbe allora dire che anche Hitler, Mussolini o Stalin, tanto per fare qualche nome, avrebbero avuto una legittimazione da Dio per fare tutto quello che hanno fatto. Per San Paolo il buon cristiano non deve mai mettere in dubbio il fatto che chi lo comanda agisce sempre per volere di Dio, e che quindi opera nel giusto e per il bene. Farlo sarebbe automaticamente un’offesa arrecata al creatore stesso.

Se poi l’autorità porta la spada (oggi parlerebbe di manganelli, pistole, fucili, i cannoni, bombe, ecc..) non è mai per tenere oppressi ed in stato di schiavitù gli uomini, non è mai per sfruttarli, ma solo per punire chi fa qualcosa di male: i ladri, i delinquenti, ecc… Uno strumento, insomma, per difendere il più debole dal più forte. Ora, con tutto il rispetto per San Paolo di Tarso, mi pare evidente che questa visione del potere sia quantomeno ingenua, a dir poco fanciullesca, che non sta ne in cielo ne in terra (scusate il gioco di parole), lontana anni luce dalla realtà della storia, quella passata e quella contemporanea. In ogni tempo e luogo infatti l’autorità, il potere, ha sempre usato la spada per opprimere e sfruttare i suoi sottoposti, ha sempre usato gli uomini come carne da macello per combattere assurde guerre di conquista.
San Paolo poi spiega (si fa per dire) anche del perché tutti debbano pagare le tasse: semplicemente perché l’autorità le raccoglie in quanto di ministero di Dio (!?).
Presumo che queste parole saranno suonate come musica alle orecchie delle autorità dell’epoca. Chi era all’epoca di San Paolo l’autorità che portava la spada e raccoglieva le tasse? I Romani. Non a caso l’ epistole si chiama proprio lettera ai Romani, una lettera di rassicurazione sull’innocuità del nuovo credo.

Magari ci sarà stato qualche errore di trascrizione, magari il pensiero originario del San Paolo era diverso, ma per come ci è arrivata la lettera ai Romani sembra essere stata confezionata apposta, ad uso e consumo, di tutti quei “furbi” che per legittimare il loro potere sui propri simili hanno avuto la brillante pensata di millantare investiture, dirette o indirette, da parte del creatore supremo [vedi anche Da Numa Pompilio a Bush, dialoghi privati con Dio].

Non ho potuto fare a meno di chiedermi quanto queste parole abbiano influito sulla coscienza sociale e politica delle masse di credenti cristiani. In duemila anni di unti del Signore: dall’epoca dei primi superstiziosi barbari a quella di Carlo Magno (solennemente incoronato imperatore nella messa di Natale del 25 dicembre 800 a Roma da Papa Leone III), da Isabella di Castiglia (detta la serva di Dio) fino alle recenti democrazie cristiane e ai contemporanei difensori del bene supremo.

Con questo non sto certo dicendo che la lettera ai Romani di San Paolo abbia inventato la ruota, che abbia portato ad un punto di svolta nella storia dell’umanità. Semmai essa è stata una conferma, una delle tante riformulazioni, ratificate in modo solenne, di uno stesso principio utilizzato fin dalla notte dei tempi dagli uomini, gli unti del signore, per piegare a proprio piacimento la volontà di altri uomini. Penso per esempio all’autorità incarnata dai faraoni all’epoca degli antichi Egizi. Loro però,i faraoni, si spingevano ancora oltre ed affermavano di essere addirittura essi stessi Dio in terra.














sono conten to che ti piaccia mimmo, quanto a sa paolo e alla sua idea di sottomissione all’autorità superiore qualsiasi essa sia non vedo nessi con hitler stalin a altri l’unica superiorità autorevole che riconosce il cristianesimo è dio e non mi pare che buon dio sia mai sceso in terr aper fare certe cose
@®ripper Io invece non vedo nessun nesso nel tuo commento con quello che c’è scritto nel post.
Preferisco solo salutarti!!!
Un forte abbraccio
Leggendo il tuo post, credo che negli ultimi tempi sia diventato San Paolo il patrono d’ Italia…
Un saluto…
Paolo di Tarso ha letteralmente inventato il Cristianesimo, facendo un vero e proprio collage di miti, attribuendo ad un solo uomo atti e virtù notoriamente appartenenti ai tanti dèi/semidèi/profeti venerati nei numerosi paesi in cui ha viaggiato.
Ciao Mimmo,domani sono in negozio dalle 11.Passa quando vuoi.Un saluto.
artista1969
wee ciao mimmo ok se non la vedi tu che kl’hai scritta te la riporto allora
ce lo vedi ora il nesso? come è che stalin e hitler avevano l’uzzolo di uccidere e annientare la chiesa?
@®ripper Questa domanda dovresti farla a San Paolo, non a me. Quelle parole non le ho certo scritte io. E comunque non è vero che Hitler voleva cancellare la chiesa.
Uno, cento, mille abbracci amico caro!
Le interpretazioni bibliche vanno sempre contestualizzate e mai estrapolate per giustificare le proprie scelte. Spesso è capitato nella storia che i potenti di turno sia politici che religiosi hanno coperto i propri interessi con citazioni a proprio vantaggio… La realtà è in divenire… la verità è ancora da scoprire e da liberare…E la proposta di vita così come l’interpretazione dell’identità e del pensiero di Dio è sempre discutibile perchè risente influenze culturali di ogni persona… Secondo la mia esperienza il pensiero di Dio è sempre liberante! Questa sì è un’ottima cifra per individuarlo nella storia dell’uomo!