Ignoranza mentale

Mi trovavo nella metropolitana, nella collinare per la precisione, quella che collega il quartiere di Secondigliano al centro storico della città. Destinazione la centralissima Piazza Dante, ultima fermata della tratta.
Di fronte a me un ragazzo, sui trent’anni, posizionato in prossimità di una delle porte di uscita. Se ne stava da solo, a testa bassa. Faceva strani movimenti con la testa, con le braccia, tic nervosi a ripetizione e poi parlava da solo. Non dava fastidio a nessuno, ma a chiunque sarebbero bastati pochi secondi di attenzione per cogliere in quei comportamenti chiari ed evidenti segni di disturbi psichici.
Pena e rabbia dentro di me per una vita chiaramente segnata. Una vita destinata alla solitudine ed alla emarginazione. Credo che la malattia mentale sia la cosa di più terribile che possa colpire un essere umano.
Dietro di me, seduti, una giovane coppia di fidanzatini e una signora sui cinquanta anni. Ridevano i tre. Sottovoce. Quando mi sono girato e li ho osservati ho capito che stavano ridendo del ragazzo. Lo guardavano di sbieco, avidi di cogliere in lui nuovi e divertenti atteggiamenti da commentare.
Quando il ragazzo, che comunque non si è certo accorto delle loro attenzioni, è sceso, i tre hanno cominciato a commentare liberamente.
Era evidente che si sentivano importanti in quel momento. Gratificati. Divertiti. Soddisfatti della loro manifesta superiorità. Parlavano del ragazzo con quel classico atteggiamento del “Guarda che tipi ci sono in giro”. Un miscuglio di cattiveria e ignoranza li animava nella conversazione.

Da parte mia solo uno sguardo di disgusto, soprattutto (data l’età all’anagrafe) nei confronti della signora. Sarei voluto intervenire. Avrei voluto fare una “chiavica” (che in napoletano vuol dire schifezza) quei tre. Non l’ho fatto. Forse sto imparando a vivere. Col tempo sto capendo che lottare contro l’ignoranza è una battaglia persa in partenza, come combattere contro i mulini a vento.
Prendere atto del fatto che persone adulte hanno un livello mentale che raggiunge si e no gli otto nove anni è molto triste. Ancora oggi, a ben pensarci, non so bene se avrei dovuto provare più pena per quel ragazzo affetto da malattia mentale o per quei tre cosiddetti normali “sani di mente”.












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Ti scrivo in serata su FB!
A dopo!
Cambiatopiattaforma? molto bella la nuova..
L’ ingnoranza devo dire è una degli appetti che più mi fa soffrire..so che è lottare come ai mulini a vento,ma ho imparato ad essere più tollerante..e riesco ad essere più comprensiva con queste persone,,e inizio a parlarne parlarne.parlarne…un bacio Dolce giovanotto
la salute e la malattia mentale viaggiano su di un continuum, nell’eccesso e nel difetto e normalmente non si sa,ma in qualsiasi momento della vita ci si può incappare…certo solo ad un terzo è dato di vedere la differenza tra i due ordini di essere.
-”se ridiamo di te che non sei sano per i comportamenti che mostri,vuol dire che noi siamo sani”
-”i miei comportamenti attirano la vostra attenzione, ma non percepisco come voi mi vedete”
-vedo il vostro esterno ed il vostro interno,la vostra indifferenza e scherno ed il suo muto ed inarticolato dolore a cui non sa dare nome e significato e mi schiero,vorrei tanto capire quella soffrenza, per sbattervi in faccia la Vostra stupida insipienza-
Ciao Mimmo,un abbraccio
weeeeeeeeeeeeeeeeeee ciao mimmo come va col teatro? fatto altri spettacoli?