Il Blog di Mimmo Guarino
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In scena con il teatro di Viviani

viviani_morte-carnevale

A morte ‘e Carnevale, di Raffaele Viviani, è stata una delle mie prime commedie come attore. Viviani è senza ombra di dubbio uno dei pilastri fondanti del teatro Napoletano e questa è sicuramente una delle sue commedie più riuscite. Un testo difficile, sia sul piano della recitazione che su quello del messaggio emotivo e sociale che trasmette.

Protagonisti della storia sono Pasquale Capuozzi, detto Carnevale per il suo modo strampalato di vestire, lo squattrinato nipote Rafele e una giovane donna, ‘Ntunetta, che in seguito alla morte della moglie di Carnevale è rimasta in casa di questo diventandone quasi una seconda moglie. Carnevale è un uomo malato, vecchio, lercio, sgradevole nell’aspetto e nei modi, ma è sopratutto un uomo solo. Vive di usura prestando soldi con interessi del 300%, ed è dunque detestato da tutti nel quartiere, compresi la giovane amante ed il nipote, sempre in cerca di un prestito. In seguito ad un malore, però, il vecchio usuraio diventa improvvisamente oggetto di attenzioni e cure amorevoli da parte dei due giovani, che annusando odore di eredità, si fanno in quattro per guadagnare consensi agli occhi del morituro. Alla morte di Carnevale, i due, in attesa della apertura del testamento, decidono addirittura di sposarsi e di condividere così il lascito del vecchio. Per i due però la sorpresa è amara, Carnevale infatti, pentitosi delle sue malefatte in vita, lascia quasi tutto il suo patrimonio all’istituto delle opere pie. Nonostante questo però, Rafele e ‘Ntunetta decidono lo stesso di sposarsi. Sarà però l’improvviso arrivo del custode del camposanto che, con una incredibile rivelazione, sconvolgerà ancora una volta i loro piani.

Una esperienza per me emozionante e gratificante. Ricordo infatti che, a causa forfait all’ultimo momento di un attore, dovetti interpretare due ruoli: il mio personaggio, Don Federico ‘O Tranviere, e quello di un impresario di pompe funebri; tra ‘altro in una delle scene più divertenti di tutta la commedia che vedeva l’arrivo dei becchini a casa di Carnevale prima ancora che questo fosse morto.

  1. 11 giugno 2009 a 13:57 | #1

    Condivido il giudizio su Viviani. Viviani è stato veramente un “grande”.
    Ciao

  2. 11 giugno 2009 a 15:45 | #2

    Ciao Mimmo… deve essere proprio un bello spettacolo perché già da come lo racconti, viene da sorridere. Immagino anche che debba essere una grande esperienza recitare e trasmettere emozioni. Io non potrei farlo perché mi emozionerei talmente tanto da far “scena muta”!!!

    Ti auguro una buona serata e ciao.

  3. 13 giugno 2009 a 10:14 | #3

    weeeee avvai mimmoo due parti sei tosto eheheheheh ops buon giornoo

  4. 16 giugno 2009 a 19:04 | #4

    Sei bravissimo Guaglione super adorato!
    Ti abbraccio

  5. 18 giugno 2009 a 13:27 | #5

    Che bello..fai teatro e se riesci ad interpretare due ruoli devi essere bravo.Anche a me piacerebbe recitare..se per caso avessi bisogni di qualche piccola comparsa tienimi presente.
    Buona giornata

  6. 19 giugno 2009 a 8:26 | #6

    Grande Mimmo!!!
    mi piacerebbe tanto essere tra il pubblico ad applaudirti e poter guardare negli occhi la tua professionalità.
    Buon fine settimana.

  7. 19 giugno 2009 a 9:58 | #7

    difendiamo la libertà di parola e pensiero tout court?

  8. 19 giugno 2009 a 15:21 | #8

    Un abbraccio prima di rituffarmi in quel mare di schede?????? del Referendum!
    Sicuramente saranno ore lunghissime,gli elettori andranno al mare…mica scemi!
    Ciaoooooooo e non fare il pigro scrivi!

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