Il bello del pallone e le assurdità del calcio

Sole che batte sul campo di pallone

Quando avevo dieci anni la cosa che più amavo fare era quella di giocare a pallone con gli amici. Specialmente in estate, con le giornate lunghe di sole e senza l’incubo della scuola, si cominciava al mattino e si finiva la sera tardi. Si giocava fino a quando un po’ di luce permetteva di inquadrare ancora la porta e distinguere i compagni di squadra dagli avversari. Non ero molto veloce e nei contrasti e, data la mia struttura fisica non imponente, avevo quasi sempre la peggio; possedevo però un invidiabile controllo di palla.

Giocavamo in uno spazio abbastanza grande: la palestra all’aperto della scuola elementare del paese. Ufficialmente per noi inaccessibile la raggiungevamo scavalcando il recinto che delimitava l’edificio scolastico.
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La storia di Adamo ed Eva raccontata ad un bambino

Masaccio. Cacciata di Adamo ed Eva.
Masaccio. Cacciata di Adamo ed Eva.
Avevo si e no nove anni ed ero di ritorno a casa dopo la lezione di catechismo: il mio pensiero era fisso sulla spiegazione che l’insegnante di religione aveva pochi minuti prima. Quelle parole proprio non riuscivo ad accettarle. Quello che non mi andava giù era il fatto che mi venisse attribuita una colpa per un “guaio” che non avevo commesso; di questo ero certo. Si parlava infatti del peccato originale. Non che ritenessi ingiusto il castigo inflitto da Dio ai due ribelli Adamo ed Eva:- chi sbaglia è giusto che paghi – pensavo; sacrosanta era stata quindi la loro cacciata dal paradiso. Non capivo però perché le conseguenze di quello sbaglio dovessero ricadere anche su di me che non centravo nulla.
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Io clandestino in ascensore

 Giunto alla stazione di Chiaiano scendo dalla metrò e sovrappensiero – come sempre sono – mi dirigo verso l’ascensore. Arrivo e davanti a me c’è già un nutrito gruppo di persone in attesa dell’arrivo al piano dell’elevatore. Finalmente la cabina arriva, le porte si aprono e le persone davanti a me entrano. Io anche. Passano alcuni secondi, ma le porte automatiche non si richiudono così che l’ascensore non si muove. Dopo un po’ comincio a sentire le lamentele dei passeggeri. Anche io sono infastidito, ma sto pensando ad altro perciò non realizzo qual è il problema: è stato superato il peso massimo consentito in cabina; c’è (almeno) una persona di troppo. Ne tanto meno capisco – cosa ancor più grave – che quella persona sono proprio io!
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‘A morte ‘e Carnevale

Dietro le quinte della commedia 'A morte 'e Carnevale
Febbraio 2004 – Dietro le quinte della commedia ‘A morte ‘e Carnevale con gli amici della compagnia “I Nobel”

A morte ‘e Carnevale, di Raffaele Viviani, è stata una delle prime commedie che mi ha visto protagonista sul palco. Viviani è senza dubbio uno dei pilastri del teatro napoletano e questa è una delle sue commedie più belle. Divertente, ma al tempo stesso di spessore per i messaggi di disagio sociale che vuole trasmette.

Lo spettacolo, organizzato dalla compagnia amatoriale “I nobel”, andò in scena nel 2004 al teatro Lily di Marano. Ci furono tre date: il 27, 28 e 29 Febbraio. Fu un grande successo di pubblico con tre pienoni ed un totale di otre 1.500 persone. Io recitai in due ruoli: quello di un rappresentante di pompe funebri (a causa del forfait all’ultimo momento di uno degli attori) e quello di Don Federico ‘o tranviere.

Fu un’esperienza molto bella. E non mi riferisco solo ai giorni in cui andammo in scena, ma anche e soprattutto a tutto il periodo delle prove.

Schiavitù e benessere

schiavitù
schiavitù
In ogni tempo il benessere economico e sociale è sempre stato raggiunto grazie allo sfruttamento della schiavitù a danno di popoli tecnologicamente e culturalmente meno progrediti. Sia ben chiaro a tutti il fatto che la nostra civile e moderna società occidentale non ha certo fatto eccezione a questa regola.

Romenosciacalli, telesciacalli e mafiosciacalli

Sciacalli che si contendono una preda [Immagine liberamente scaricata dalla rete]
Rifletto sui fatti che si stanno verificando in Abruzzo dopo la tragedia del terremoto e vedo che anche nel mondo degli sciacalli, come in quello degli uomini, ci vuole fortuna ad occupare il giusto posto. Vedo che non tutti gli sciacalli sono uguali, ma ci sono razze diverse.

Infatti, oltre alla ben nota specie dei romenosciacalli, quella più facile da avvistare e catturare ed i cui esemplari rubano tra le macerie, ce ne sono molte altre, ben più difficili da riconoscere.

Per esempio ci sono gli sciacalli con microfono, anche chiamati audiosiacalli, che intervistano, con domande idiote, poveri cristi disperati in lacrime. I telesciacalli, che snocciolano le cifre record degli ascolti TV nei giorni della tragedia. Gli sciacalloshow che parlano, parlano e si commuovono in diretta. I bugiardosciacalli che ripromettono ciò che un tempo avevano già promesso e che non hanno poi mantenuto. E poi ci sono i mafiosciacalli, quelli che si occuperanno della ricostruzione.

Treno in corsa

Immagine di un treno
Quando penso al sistema economico mondiale mi viene sempre in mente un film che ho visto molto tempo fa. In questo film il cattivo di turno piazzava su un treno in corsa un dispositivo che avrebbe fatto esplodere una bomba se il treno fosse sceso al di sotto di una certa velocità. Oggi l’umanità intera è su quel treno e per non saltare in aria è costretta correre sempre più forte con il rischio quindi di deragliare da un momento all’altro.

Volti senza faccia

Volti senza faccia
Volti senza faccia

La faccia, la parte del corpo umano. Quella che per le sue caratteristiche di complessità più di ogni altra contraddistingue l’uomo in mezzo a tutti gli altri uomini. E’ il suo segno di riconoscimento, la faccia. E’ la firma del suo corpo.

Ma non tutti hanno la loro faccia, o meglio, non tutti riescono a conservarla. Molti, presto o tardi, la perdono e si riducono ad avere solo un volto . I volti, quando sono senza faccia, sono tutti uguali, come quelli tirati dal bisturi del chirurgo. I volti senza faccia sono prevedibili, monotoni, senza vita. Come quelli di queste persone nel giorno del lutto cittadino proclamato a Marano di Napoli per l’apertura della discarica. Volti che guardano inebetiti i manifestanti sfilare. Volti che restano fermi sui marciapiedi ai lati del corteo. Volti di corpi affacciati ai balconi.
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Carnevale nella monnezza

Nei panni di un cassonetto per la raccolta differenziata
Nei panni di un cassonetto per la raccolta differenziata

Una splendida festa quella organizzata dalla amministrazione comunale di Villaricca in occasione del carnevale 2009. Una festa colma di colori e musica, di entusiasmo e di passione. Tantissimi erano i bambini in costume che si sono divertiti a scorrazzare per i giardini della villa comunale prima di assistere agli spettacoli.

Sul palco ci sono state le rappresentazioni teatrali e musicali a cui hanno partecipato i ragazzi delle scuole medie, varie associazioni culturali ed accademie d’arte. Noi dello spazio ACE non potevamo mancare: in collaborazione con l’associazione ALI ed il gruppo canoro “Le voci di dentro” abbiamo presentato “Carnevale nella munnezza”, un piccolo musical incentrato sul tema dello smaltimento dei rifiuti. Scopo del nostro spettacolo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema scottante degli inceneritori, delle discariche e della raccolta differenziata (che ancora oggi stenta a partire).

Sulle note della canzone “Arrangiammoce”, tratta dal musical “Scugnizzi”, hanno danzato e cantato i ragazzi de “Le voci di dentro”. Vestiti per l’occasione da “buste della spazzatura” (i costumi sono stati realizzati da Sandro Avellino), Jasmine, Daniela, Daniele e Mario, hanno dato vita ad una bellissima coreografia.

Subito dopo il mio monologo in dialetto napoletano scritto per l’occasione: “Un cassonetto per la raccolta differenziata”. Un testo divertente e crudo allo stesso tempo. Un cassonetto disoccupato che denuncia il fatto di non aver mai avuto la possibilità di lavorare. Al contrario – dice lo stesso cassonetto – degli inceneritori (brutta gente) che invece, senza scrupoli, ingrassano. Un testo divertente, perché antropomorfizza un oggetto inanimato affibbiandogli caratteristiche umane. Al tempo stesso forte perché denuncia le speculazioni varie economiche e l’aumento di malattie tumorali che si registrano in corrispondenza delle zone limitrofe a questi impianti.

Teatro e memoria: ricordare la shoah

Teatro e memoria
Sul palco con Il discorso all’umanità

Credo che la più grande responsabilità che una generazione ha nei confronti della successiva sia quella di trasmetterle la memoria del passato; metterla in guardia sugli errori commessi, in modo che non abbiano più a ripetersi. Certamente in questa direzione è andata la manifestazione dedicata alle vittime della shoah svoltasi oggi nella scuola media Italo Calvino di Villaricca a Napoli ed organizzata dall’assessorato alla cultura del comune.

Oggetti d'epoca
Oggetti d’epoca
Nella sala è stata allestita una piccola mostra con oggetti dell’epoca: divise, maschere antigas e strumentazioni di guerra, ma anche foto, quaderni e giornali di quel periodo. Durante la manifestazione sono stati proiettati filmati, documentari e testimonianze di sopravvissuti ai campi di concentramento. Un gruppo musicale ha cantato dei canti tradizionali in lingua ebraica. Un breve dibattito ha visto poi l’intervento del sindaco, dell’assessore alla cultura, del preside e alcuni professori. Palese è stato l’imbarazzo di uno di questi ultimi quando ha dovuto spiegare ai ragazzi come quegli stessi ebrei che tanto male hanno subito stanno, proprio in questi giorni, seminando a loro volta morte e terrore nei confronti di altri uomini. Contenuti forti, insomma, soprattutto se rapportati all’età media dei partecipanti che hanno tutto sommato hanno seguito con interesse la manifestazione.

E’ poi c’è stato il mio monologo, il discorso all’umanità tratto dal film Il grande dittatore di C. Chaplin. Dal punto di vista artistico è stata una prova non facile per me. Temevo infatti che il testo non fosse adatto a ragazzi di quella età. Ma dopo un breve momento iniziale di smarrimento i giovanotti sono stati rapiti dal discorso ed hanno seguito in un rispettoso silenzio tutto proclama, per poi lasciarsi andare ad un caloroso applauso finale.

Una bella iniziativa insomma, riuscita bene. Che ha certamente arricchito i ragazzi presenti, trasmesso qualcosa di buono, di positivo. Alla faccia di “amici”, “grande fratello” e tutte le altre stupidaggini che ogni giorno guardano in televisione. Certamente i ragazzi non sono in grado di comprendere a fondo le motivazioni che portano gli uomini a massacrare i propri simili. E meno che mai posso capire, alla loro età, che le dittature non sono solo quelle che si impongono con le armi e la violenza fisica. Un giorno lo capiranno. Forse. Lo spero, almeno.

Passeggiando per Natale

Con Massimiliano in Progetto Ecologia Sociale
Con Massimiliano in Progetto Ecologia Sociale

Giorni di duro lavoro sono stati quelli che hanno preceduto la messa in scena di “Passeggiando per Natale”, lo spettacolo teatrale organizzato in occasione delle festività natalizie organizzato nell’ambito delle manifestazioni culturali proposte da Spazio ACE (Arte Cultura Eventi): le prove, la scaletta, i suoni, le luci, i biglietti, la gestione della sala. Un lavoro originale nella sua strutturazione e coraggiosamente forte in alcuni dei suoi contenuti. Pensato come un ideale e fantasioso percorso virtuale attraverso varie tappe artistiche nell’altrettanto immaginaria “Città di Natale” lo spettacolo ha lanciato messaggi forti su temi di rilevanza sociale di grande attualità.

E così, in Piazza del teatro, io e Massimiliano, abbiamo dato vita a una rappresentazione teatrale di grande coinvolgimento emotivo, forte, che ha sorpreso i più, un testo non certamente in linea con l’atmosfera di leggerezza tipica delle feste natalizie. Pur non rinunciando ad un pizzico di ironia la storia ha infatti toccato temi scottanti e di grande attualità come la disoccupazione, la libertà e la democrazia.

In Via del bel canto Marialuisa ha poi cantato alcune delle più belle canzoni natalizie, tra cui anche un canto tipico Brasiliano e “Quanno Nascette Ninno”, versione napoletana di “Tu scendi dalle stelle”.

Nel Vicoletto delle fiabe Camilla, che ha letto “La favola dei giocattoli dismessi” alla piccola nipotina Viola e a tutti i bimbi (grandi e piccoli) presenti in sala; uno spunto di riflessione sugli sprechi della società dei consumi.

In Piazza della musica il maestro Pasquale Napolitano, che si è esibito al pianoforte, accompagnato dalla sua band, dando vita ad un piccolo concerto di Natale. E poi Giuseppe Liccardo con la sua chitarra classica con la quale ha deliziato la platea suonando alcuni brani classici.

Monologo tratto dal film Il grande dittatore
Discorso all’umanità, monologo tratto dal film Il grande dittatore
Infine, in Piazza dei monologhi ho interpretato ”Discorso all’umanità” tratto dal film “Il grande dittatore” di C. Chaplin. Un messaggio di amore e solidarietà. Un inno alla speranza, ma anche una denuncia ai soprusi ed alle ingiustizie degli uomini: “…tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci, sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro ..”.

Spazio poi alla solidarietà con l’associazione ONLUS “Tante mani per… uno sviluppo solidale” impegnata in progetti di sviluppo e promozione umana nei territori più poveri del mondo. Tutti sul palco infine, stonati e non, per cantare il celebre brano “Oh happy day”, con tutto il pubblico a battere ritmicamente le mani. Alcuni cantavano, altri cercavano di cantare, altri ancora ridevano vedendo questi ultimi che cercavano di cantare. Un momento esilarante (a tratti comico), per chiudere in allegria una bellissima serata.

In ultima analisi lo spettacolo non ha tradito le attese ed è stato premiato dal giudizio del pubblico che, accorso numeroso (quasi duecento persone), ha assistito ad un ora e mezzo di spettacolo in allegria.

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Il bullismo come la pedofilia

Scena di bullismoBullismo è una parola che va molto di moda negli ultimi tempi. Se ne sente parlare spesso. Addirittura ne parlano i telegiornali, ma al di là di una terminologia più o meno aggiornata si tratta di un fenomeno che esiste da molto tempo.

Anche se i telegiornali non ne davano notizia, quando andavo a scuola succedevano più o meno le stesse cose che si sentono oggi. Penso che ogni uno di noi abbia avuto in età scolare esperienze di bullismo. Se non come attore quasi sicuramente come spettatore.
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Noi ex-terroni, gli extracomunitari e gli extraterrestri

napoletani, extracomunitari ed extraterrestri
Napoletani, extracomunitari ed extraterrestri

Il mio potrebbe sembrare un ragionamento egoistico ed infatti lo è. E’ brutto dirlo, ma grazie al fenomeno dell’immigrazione di massa, verificatasi negli ultimi anni nel nostro paese, noi meridionali (ed in particolare noi napoletani) ci sentiamo un po’ più Italiani.

Restando nella storia recente del paese il mio ricordo non può che andare agli inizi degli anni novanta, periodo nel quale è esploso il fenomeno della Lega. Per anni siamo stati il loro cavallo di battaglia, il cancro da estirpare, il nemico principe da combattere con tutti i mezzi (anche con le armi). Da qualche tempo però, da quando orde di immigrati hanno invaso l’Italia, il simpatico Bossi sembra essersi un po’ dimenticato di noi. Adesso tutti i problemi del paese sono causati dagli extracomunitari. Adesso sono loro a togliere il lavoro agli Italiani e a delinquere. Per questo noi napoletani ci sentiamo molto sollevati.
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Dialoghi privati con Dio

Una raffigurazione di Dio
Una raffigurazione di Dio

Chissà come fanno i potenti a mettersi in contatto diretto con Dio. Riescono addirittura a farsi dare disposizioni dettagliate sul da farsi. E quasi sempre si tratta di fare delle guerre.

Già Numa Pompilio, secondo re di Roma (la cui fondazione risale al 753 a.c.), per imporre al popolo un riordino della liturgia religiosa fece spargere la notizia che ogni notte mentre dormiva, la ninfa Egeria veniva a visitarlo dall’olimpo per trasmettergli direttamente le istruzioni. Chi avesse disobbedito, non era col re, uomo fra uomini, che avrebbe dovuto vedersela, ma con il padreterno in persona.
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Su un muro a Napoli

Scritta su un muro a Napoli

Questa frase l’ho trovata scritta su un muro a Napoli, tra il palazzo di giustizia ed il carcere di Poggioreale. Curioso!

Ha un significato nascosto non immediatamente percepibile. Racchiude una grande verità. Verità che solo i napoletani, quelli onesti e civili, possono comprendere appieno, perché la vivono ogni giorno sulla loro pelle.

Siamo giornalmente tentati dallo scappare via da questa città, paradiso per i sensi e inferno per le coscienze.

Vorremmo scappare per le ingiustizie che si compiono ogni giorno, per gli scempi, per le violenze, per la disoccupazione, la disorganizzazione, la illegalità. Tutte cose che ogni giorno si perpetuano sotto io nostri occhi, alla luce del sole.

Ma delle inferriate invisibili, come delle recinzioni impalpabili, ci impediscono ogni volta di compiere questo passo.

La pace nel mondo e i condomini di casa nostra

Scala condominiale
Scala condominiale

Nel mondo ci sono ancora tanti conflitti, purtroppo! Dopo millenni di storia, l’uomo non è riuscito a mettere al bando le guerre: la Palestina e Israele, gli USA e il medio oriente, la NATO, la Russia e i paesi dell’ex unione sovietica, ecc….

Ci piace pensare, e lo diciamo a gran voce, che a causare questi conflitti sono i politici, le multinazionali e le banche con i loro interessi miliardari; e questo probabilmente è vero.
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Progetto Ecologia Sociale

Giovedì 9 ottobre a Giugliano in Campania ci sarà una giornata particolare: il PD Art, organizzata dall’amico Giovanni Russo. Una giornata dedicata all’arte, alla libertà e alla democrazia. Una bella iniziativa dove ci saranno artisti di ogni genere: pittori, scultori, poeti, attori, ..ecc.

Ci sarò anche io. Alle ore 20 metterò in scena un testo teatrale molto interessante: “Progetto ecologia sociale” di Giorgio Serafini Prosperi. Numero di attori 2, durata 25 minuti.

La storia, surreale, si svolge nella casa di Rocco (interpretato dal mio amico e collega d’arte Massimiliano), uno dei tanti un disoccupato meridionali. Rocco non ha un lavoro, non ha i soldi per pagare l’affitto ed è solo, senza parenti. Un giorno riceve la visita di un incaricato del Comune, Eduardo (interpretato da me medesimo). Eduardo porta con se una grande novità: il Progetto Ecologia Sociale. Una nuova legge varata dal governo, volta a risolvere il problema degli alloggi e della disoccupazione in un modo alquanto drastico e originale.

Dopo i preamboli iniziali, Eduardo propone Rocco la soluzione a tutti i suoi problemi: un assegno di 10.000€, un preventivo di spesa per un posto al cimitero comunale ed una pastiglia di cianuro di potassio.

Un progetto ambizioso: Spazio ACE

Logo Spazio ACESpazio ACE (Arte Cultura Eventi) è una neonata associazione culturale di cui sono promotore assieme ad altri giovani e volenterosi amici.

Spazio ACE prevede un percorso formativo con una serie di laboratori aperti a tutti e completamente gratuiti durante i quali si approfondiranno varie tecniche espressive: dalla scrittura creativa alla scenografia, dalla dizione alla recitazione, dalla pittura alla fotografia.

L’obiettivo, oltre a quello formativo, è anche quello di indire rassegne e concorsi coinvolgendo altri centri di attività culturale.

Si parte con la presentazione il Venerdì 26 settembre, alle ore 20:30, presso l’associazione ALI di Villaricca (Na).

… dovrà pur esistere una vita prima della morte