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Il Razzismo dei terroni

Strani silenzi

Tempo fa andai a Milano per partecipare ad una manifestazione contro il razzismo. Visto che ero lì ne approfittai per fare visita a dei miei parenti, napoletani, che da tempo vivono proprio nella città Meneghina. L’accoglienza che mi riservarono fu veramente calorosa. Nonostante in questi anni ci siamo visti solo in poche occasioni abbiamo comunque conservato uno splendido rapporto. A cena parlammo di tante cose: della felice memoria dei nonni, di quando i miei cugini erano bambini (adesso sono dei baldi giovanotti), delle bellezze della nostra Napoli: il lungomare, le chiese, i vicoli, etc… Non ricordo bene poi come fu ma ad un certo punto della serata cominciammo a discutere di lavoro e della “crisi economica”. E mi dissero che anche lì da loro la situazione si era fatta critica: tre di quei baldi giovanotti erano senza un lavoro da mesi. Una situazione che non si era mai verificata prima.

no-razzismo-day

Stranamente però, quella sera, nessuno di loro mi chiese nulla circa il motivo principale di quella mia visita a Milano: la manifestazione contro il razzismo. Non che volessi un premio ma mi sembrò strano che non fossero neanche un po’ curiosi di quell’evento che, in fondo, si era tenuto proprio a “casa loro”. Sapevo che non avevano mai preso parte ad una manifestazione e che probabilmente mai lo avrebbero fatto e che mai avrebbero nemmeno saputo di quell’ evento se non fosse stato per il mio arrivo. Però avevo fatto centinaia chilometri in treno per prenderne parte e questo mi sembrava già sufficiente per stimolare in loro qualche curiosità. Nessuno invece, almeno in apparenza, diede importanza alla cosa.

Il razzismo della paura

In realtà i fatti non stavano proprio così. Me ne resi conto il giorno dopo quando una delle mie zie mi disse, con tono sprezzante, che quelli (gli stranieri) avrebbero fatto bene a tornarsene tutti nei loro paesi di origine; altro che manifestazione contro il razzismo. Perché, mi disse, i tempi non erano più quelli di una volta, il lavoro era scarso e quel poco rimasto era giusto e legittimo riservarlo solo agli Italiani. Anzi, se c’era quella maledetta crisi era anche per causa loro.

eduardo-defilippo

Il mio dispiacere per quelle parole fu grande, ovviamente; non tanto per la posizione razzista in se quanto per il fatto che mi veniva portata da una persona che alle spalle aveva proprio quel tipo di storia. Una storia di terroni, per dirla in breve. Quella stessa storia comune a tanti altri Italiani del sud che per migliorare le proprie condizioni di vita hanno dovuto lasciare città natale, affetti e radici; come del resto pure gli extracomunitari. Il mio dispiacere per quelle parole fu grande perché capii che venivano dalla disperazione, dalla paura di perdere quel poco faticosamente conquistato.

Più vado avanti e più mi convinco, in fondo, che le argomentazioni degli uomini non sono quasi mai frutto di un vero ragionamento basato su dei principi ma solo un paravento usato per nascondere le proprie paure ed i propri egoismi; un modo per portare l’acqua sempre al solito mulino, il proprio.

Perché certo può anche darsi che quel ragionamento fosse corretto, che quella mia zia avesse ragione nel trovare giusto e legittimo cacciare tutti gli stranieri dall’Italia per salvare il posto di lavoro agli Italiani. Ma ho qualche dubbio nel credere che quella stessa mia zia avrebbe trovato altrettanto giusto e legittimo, per salvare il posto di lavoro ai Milanesi, cacciare anche tutti i Napoletani da Milano.

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  1. pia
    8 luglio 2010 a 15:38 | #1

    ciao Mimmo prima di partire per le vacanze estive lascio un commento su questo magnifico post, ma prima volevo dirti che sei una persona stupenda ed è bello sapere che ci sono persone che reagiscono al dolore degli altri.
    Come ben sai vivo a Novara dove le differenze etniche sono visibili e non vengono ignorate, c’è troppo pregiudizio.Ho conosciuto parecchi ragazzi stranieri e devo dire che alla fine sono simpaticissimi e apprezzo questi ragazzi perchè portano novità.Un caro saluto da pia

  2. 10 luglio 2010 a 0:57 | #2

    Ciao Mimmo… bel racconto che fa venire un “groppo” in gola!! Non perché prendi le “difese”, giustamente, di lavoratori stranieri ma in quanto la storia può sollecitare ricordi personali!! Chi ha parenti emigrati a Milano (ed io li ho) oppure genitori “emigrati” a Roma da Napoli (ed io li ho) corre il rischio di sentir fare di questi discorsi. Si, probabilmente è la paura, anche se non comprendono che lo stesso discorso, potrebbe essere fatto a loro!! Io, purtroppo, devo ascoltare discorsi simili da mia madre, facendo sforzi incredibili per non entrarci in conflitto… è pur sempre mia madre! Sento parole simili dai miei cugini “milanesi” che non sono mai vissuti a Napoli ma hanno genitori di quella città!! Genitori, come i meie, emigrati nel dopoguerra per fame… e da qualche racconto che ogni tanto “sfugge” alle loro paure, trattati allo stesso modo in cui loro, oggi, tratterebbero gli stranieri! E mi viene un groppo in gola, perché saranno pur lecite le loro paure, ma mi rendo conto che, per una politica insana, tra gli italiani è stato scavato un abisso di incomprensione!

    Va beh, ti auguro un sereno fine settimana e ciao!!

  3. 11 luglio 2010 a 19:09 | #3

    Caro Mimmo!! Da italiana terrona geneticamente al 25%, e da girovaga al 100% (ho abitato in 5 regioni diverse nei miei ultimi 60 anni) ho scritto più volte sull’argomento che tratti, perchè abitando nella provincia di bergamo mi scontro da anni con le frasi che hai sentito dire dalla zia. Il vero problema è che il “Laùr” per la gente della zona è come una droga e vederlo messo in discussione li spaventa. Ma son quelli che per trarne profitto soffiano sul fuoco con le puttanate del “furto” e della sicurezza che sono i veri colpevoli. Gli altri sono solo solo pecore. Ultimamente ho visto il cartone animato “galline in fuga”. E’ una metafora della vita umana veramente azzeccata. C’è una scena in cui una dice “..non perdiamo la testa”. e parte un coro di “…aiuto! perdiamo la testa!perdiamo la testa”. con fuga precipitosa…
    Vabbè! Come diciamo mia figlia ed io “Oddio! Moriremo tutti!”. Cosa ineluttabile, la sola incognita è il quando!
    Abbraccio!Anna

  4. 13 luglio 2010 a 9:11 | #4

    Ciao Mimmo.

    Il tuo è un pensiero profondo.
    Non è a tutti soffermarsi e riflettere sulle condizioni altrui.
    Il razzismo Italiano non tiene conto delle situazioni vissute dai nostri nonni nel dopo guerra, immigranti nel nord Europa, manovalanza nelle miniere, le fonderie;lavori pesanti, che qui in Italia facciamo fare agli stranieri.
    Chi ignora il passato non saprà mai nulla del presente; chi non ricorda non ha mai vissuto.
    Complimenti e a presto!

  5. 14 luglio 2010 a 15:45 | #5

    Ciao.
    Certo, in periodi di crisi ognuno si attacca a quel poco che ha e si scatena la guarra fra poveri, fra chi ha paura di perdere anche quel poco.
    L’emigrazione è un fenomeno naturale nei secoli e non si può fermarte e non sarebbe neanche giusto farlo…
    conosco alcuni paesi africani, conosco come si vive da quelle parti e ti assicuro che è giusto è normale, è umano che si cerchi posti dove vivere meglio, anzi dove vivere.
    ciao

    filemazio

  6. 15 luglio 2010 a 12:46 | #6

    Ciao Mimmo, ho letto un tuo commento sul blog di Paolo Borrello sulla crisi economica; condividendolo, sono approdata qui. Bel blog, complimenti.
    Sul razzismo, le risposte che hai ricevuto dai tuoi parenti purtroppo sono arrivate tante volte alle mie orecchie, causandomi grande sofferenza per come si travisi troppo spesso la realtà e per come si trovino superficilamente soluzioni inadeguate e stupide. L’aura

  7. 19 luglio 2010 a 20:24 | #7

    Ciao Mimmo,
    sono nata tanti anni fa e vivo tuttora a Milano, quindi so bene come molti la pensino qui, e purtroppo non solo qui. Ho molti amici tra gli immigrati, soprattutto africani e sudamericani: per un paio di loro tra l’altro ho fatto – qualche anno fa e in tempi diversi – le pratiche di assnzione, coabitazione compresa (non avendo io neppure condizioni economiche per bastare a me stessa…), con relative code e firme in quantità in Prefettura, così hanno ottenuto il permesso di soggiorno; poi hanno frequentato corsi per infermiere, e tutte e due le ragazze si sono poi “dimesse” dal “lavoro ufficiale – ma non reale – presso di me” e tuttora sono dipendenti a tempo indeterminato di altrettanti ospedali cittadini. Sono state le due azioni della mia vita di cui sono più orgogliosa…
    Se pensi poi che ho avuto una madre – pace all’anima sua – che più razzista non si può… Negli anni cinquanta cambiò casa perché nell’appartamento vicino era venuta ad abitare una famiglia di siciliani. E in quegli anni, ancor prima che fossi maggiorenne (allora la maggiore età era ai ventun’anni) fui io che me ne andai dalla sua casa. Poi ci riavvicinammo, dopo più di sei anni e con l’aiuto di mio padre (che era di tutt’altra pasta tra l’altro: lui era un rappresentante, girava tutta Italia e raccontava spesso delle bellezze artistiche e naturali che aveva potuto ammirare un po’ dappertutto nel nostro Paese), e sull’argomento immigrati (ma non solo su quello) lei fece almeno lo sforzo di non tornare più… In seguito fu una mia sorella a emigrare negli Usa, dove vive ormai da decenni e a me conforta pensare che probabilmente questo evento aveva stemperato un po’ anche il suo razzismo.
    Caro Mimmo, mi fa piacere pensare che a quella manifestazione a Milano c’eri anche tu, probabilmente per me è stata l’ultima a cui mi era riuscito di andare poiché in seguito problemi di salute mi hanno impedito – con mia somma rabbia – di fare lunghe camminate all’ombra di belle bandiere che sono sempre state per me il senso più evidente della solidarietà, della partecipazione, della protesta e della rivendicazione a cui nessuno di noi dovrebbe mai rinunciare…
    Grazie per il tuo passaggio e per il tuo commento più che realistico, che condivido e al quale mi associo con tutto il cuore.
    Un saluto e buona settimana da Angela

  8. 21 luglio 2010 a 2:13 | #8

    Ciao Mimmo, e scusami. Mi viene in mente adesso che probabilmente non ti ho detto del Premio Dardos e di quanto riguarda questo riconoscimento che i blogger danno ai blog presenti nella rete. Io ho segnalato il tuo blog. Se queste due righe non ti fossero chiare, vieni sul mio blog dove è tutto spiegato per benino…
    Scusa ancora e un saluto da Angela

  9. 21 luglio 2010 a 9:20 | #9

    @angela
    Angela grazie per la tua testimonianza di vita. Il tuo più che un commento lo considero una continuazione del post.
    Leggendo la storia, dall’inizio dell’avventura umana si vede che se c’è una costante nel comportamento umano quella è proprio l’emigrazione. A ben pensarci poi se i primi insediamenti umani non si fossero dati all’emigrazione tutta l’umanità sarebbe ancora e solo nel continente africano.

    Se ho capito bene alla manifestazione dello scorso marzo c’eri anche tu ?
    Questo è il link del video con le foto che ho scattato:

    http://www.mimmoguarino.it/video_norazzismoday/

    Magari sei in qualche foto (ne ho anche altre che non sono nel video…)
    In bocca al lupo per i problemi di salute.

    P.S. Il fatto che tu abbia segnalato il mio blog è per me il più grande dei regali.Grazie.

  10. 24 luglio 2010 a 0:37 | #10

    CIAO PAISA’ ………… SCUSA IL FOLCRORE .
    .
    SONO STATO ONORATO DA ANGELA ( PAGINE CORSARE ) , COME MERITEVOLE DEL PREMIO “DARDOS” …… E IO , VISTO CHE SONO UN TUO APPASSIONATO LETTORE , ANCHE SE NON COMMENTO , HO SENTITO IL DOVERE DI ELENCARTI NEI SITI PER ME , MERITEVOLI ……… ANZI , IL PIACERE .
    .
    TI LASCIO IL MIO PREMIO E IL MIO , PARTENOPEO SALUTO .
    .
    CIAO , PAISA’ …. E GRAZIE .
    IL CORVO710 ….. ALIAS ….BRUNO710…. SINDACATOEROCK .

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