E se Giovanni Falcone avesse fatto il pittore ?

Capita spesso che un pittore, per veder riconosciuta in pieno la sua arte, debba prima espletare una certa pratica: morire. Soltanto dopo la sua dipartita, la sua arte, viene valutata appieno e le quotazioni dei suoi quadri cominciano a salire. Meglio ancora, poi, se la morte del suddetto artista avviene nella più totale miseria, magari accompagnata da qualche forma di malattia mentale. In quel caso le quotazioni della sua arte salgono addirittura alle stelle e vertiginosamente schizzano in alto anche i prezzi delle sue opere.
A questo triste destino sono per certi versi destinati anche certi magistrati. Condizione necessatria per salire agli onori della patria per questa categoria di persone è però quella di morire per mano della mafia. Derisi, osteggiati, calunniati, isolati e bistrattati in vita, quando cercano di fare il proprio lavoro, vengono poi santificati dopo che in alto è schizzato il loro sangue; per lo più, ipocritamente, da quegli stessi che in vita li osteggiavano.
Proprio come è accaduto al compianto Giovanni Falcone, in vita sconosciuto alla gente comune e considerato da molti addetti ai lavori un magistrato di parte e ideologicamente schierato.














weeeeeeeeeeee ciao mimmo interessante questo paragone per far si che possa essere considerata una sorte di arte la lotta di falcone alla mafia
che intendevi? me lo spieghi meglio?
@®ponyboy l’ignoranza la stupidità e l’ipocrisia di molti uomini.
sopratutto l’ipocrisia direi mimmo
Basta guardarsi intorno e rendersi conto dello squallore e della miseria miseria morale nella quale e’ caduto questo paese, grazie a loschi figuri, faccendieri e criminali… anche tra la gente cosidetta “perbene”. Una volta si diceva, sono sempre i migliori quelli che se ne vanno, a me piace dire sono sempre i peggiori quelli che restano.
i nomi di Falcone e Borsellino proferito da persone che hanno votato per i mandanti di quelle stragi, e’ la piu’ atroce delle bestemmie…
Un saluto.
Ciao Mimì. A dire il vero gli artisti del passato erano molto più attenti alle loro fortune e sapevano amministrarsi fin troppo bene.La leggenda dell’artista morto di fame e famoso dopo la morte è legata alla vita romanzata di Van Gogh e di molti suoi successori.Detto questo,il tuo post è puntuale sulla storia dei magistrati.Chi fa questo mestiere fino in fondo rischia la pelle.Primo per il nemico che si è scelto.Secondo per il nemico che non si aspetta.Morire per lo Stato o morire per mano dello stesso Stato sembra essere il destino paradossale di chi ha il coraggio di servire le istituzioni in nome dell’onesta e dell’intransigenza. E’ che quest’Italia microborghese(e non lo dico da comunista perché non lo sono mai stato) ha bisogno di sentire possibile l’inciuco,l’accomodamento,la slealtà.Terreno fertile per la politica che di questo vive. Ecco che la ricetta è esplosiva,ovviamente per i magistrati come Falcone e Borsellino. Cesare ha ragione,l’ultima beffa questi grandi uomini la ricevono oggi dagli stessi italiani per cui si sono sacrificati e che oggi votano i mandanti dei loro attentati.
Sarà una bella occasione conoscerci il 18 giugno.Mi raccomando,cerca di esserci che magari il grande Blueroad ci fa una fotografia!
artista1969
buon giorno ops weeeeee sciaooo mimmo oggi ancora più caldo di ieri
Ciao Mimmo, eccomi tornato da una non prevista ma salutare vacanza di qualche giorno… per trovare i cambiamenti al tuo blog. Complimenti… anche se la sostanza rimane sempre quella: interessante e puntuale!
Vengo ora dalla visione di un breve video in cui Falcone parla della paura e dice: “l’importante non è stabilire se uno ha paura o meno ma saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa…”
Ecco, dopo quelle parole ho ripensato a cosa dicono, oggi, tanti italiani della magistratura… e mi sono quasi scordato la mia breve vacanza!!!
Ti auguro una buona serata e ciao.
passagino salutiero weeeee sciao mimmooo
Ciao Guaglione adorato, prima di tutto GRAZIE non sai che gioia hai dato a Nicola. Credi quel giorno alla stazione di Napoli ho capito quanta ingiustizia ci sia in questa vita.La bonta’e l’ingenuita’ di quel povero “ragazzo”
deriso dai piu’, che con la loro indifferenza contribuiscono al male che oramai prevarica fra le flotte di questi miseri bipedi!
Sei una persona speciale……….
ti abbraccio con affetto!