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	<title>Il Blog di Mimmo Guarino</title>
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	<description>Dovrà pure esistere una vita prima della morte ...</description>
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		<title>Come sono cambiati i tempi!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 16:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Guarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevi riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno mi è arrivato un messaggio sul telefonino con un&#8217;offerta di 99€ la preparazione ad un esame universitario. Ricordo che per preparare l&#8217;esame di Analisi II ci misi sei mesi! Come sono cambiati i tempi ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2011/12/matematica.jpg" alt="matematica" title="Matematica" width="586" height="223" class="alignnone size-full wp-image-10317" /></div>
<div class="lampi">L&#8217;altro giorno mi è arrivato un messaggio sul telefonino con un&#8217;offerta di 99€ la preparazione ad un esame universitario. Ricordo che per preparare l&#8217;esame di Analisi II ci misi sei mesi! Come sono cambiati i tempi ..</div>
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		<title>12-11-2011. Italia libera da Berlusconi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 20:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Guarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevi riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia si è ripetuta! Ancora una volta è stato lo straniero (leggasi Europa e mercati) a cacciare un nostro dittatore. Un grazie comunque a tutte le associazioni, a tutti i blogger, giornalisti, a tutti i magistrati, politici, artisti, uomini di cultura e normali cittadini che non si sono fatti abbagliare dal fascino del potere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2011/11/bandiera_italiana.jpg" alt="tricolore" title="Bandiera Italiana" width="586" height="440" class="alignnone size-full wp-image-10205" /></div>
<div class="lampi">La storia si è ripetuta! Ancora una volta è stato lo straniero (leggasi Europa e mercati) a cacciare un nostro dittatore. <br/>Un grazie comunque a tutte le associazioni, a tutti i blogger, giornalisti, a tutti i magistrati, politici, artisti, uomini di cultura e normali cittadini che non si sono fatti abbagliare dal fascino del potere ma che al contrario, in questi diciassette anni, hanno combattuto e resistito in nome della Costituzione Italiana. </div>
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		<title>Il Crocifisso nelle aule e gli immigrati a casa loro</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 20:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Guarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Razzismo e diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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		<description><![CDATA[Giù le mani dal crocifisso L&#8217;esposizione del crocifisso nelle aule della scuola pubblica italiana non limita la libertà dei genitori di educare i figli secondo i propri convincimenti religiosi, questo è quello che ha sentenziato la Corte di Strasburgo per i diritti umani. Quindi non va rimosso dalle alule. Una sentenza accolta con grande soddisfazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="h2_post">Giù le mani dal crocifisso</h2>
<p>L&#8217;esposizione del <strong>crocifisso nelle aule della scuola</strong> pubblica italiana non limita la libertà dei genitori di educare i figli secondo i propri convincimenti religiosi, questo è quello che ha sentenziato la Corte di Strasburgo per i diritti umani. Quindi non va rimosso dalle alule. </p>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2011/04/crocifisso_scuola-300x225.jpg" alt="crocifisso_scuola" title="Il crocifisso nella scuola" width="270" height="203" class="alignright size-full wp-image-9933"/></div>
<p>Una sentenza accolta con grande soddisfazione che ha ribaltato completamente quella di primo grado che aveva condannato l&#8217;Italia, scatenato così le ire un po&#8217; di tutti.  «Questo simbolo religioso è simbolo di amore universale, non di esclusione ma di accoglienza» aveva sentenziato il Cardinale Tarcisio Bertone. A difesa dei crocefissi un fragoroso coro di proteste: <strong>tutti ad evidenziare l&#8217;universalità di quel simbolo</strong>, portatore di valori come il senso dell&#8217;accoglienza, la fratellanza e la pietà. Da un sondaggio era emerso addirittura un 84% di italiani favorevole alla loro presenza nelle scuole. Naturalmente anche il mondo della politica, sempre attento agli umori del suo elettorato, si era schierato contro la loro rimozione. </p>
<h2 class="h2_post">Gli immigrati fuori !</h2>
<p>Ma gli eventi della storia spesso si susseguono in maniera beffarda e per ironia della sorte la sentenza salva-crocefisso è arrivata proprio nel bel mezzo di una catastrofe umanitaria senza precedenti che, a seguito delle rivolte verificatesi nel nord dell&#8217;Africa, ha portato migliaia di disperati a sbarcare con ogni mezzo sulle coste italiane. </p>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2011/04/Lampedusa_striscioni_di_protesta.jpg" alt="striscioni_lampedusa" title="Striscioni di protesta contro gli sbarchi" width="300" height="226" class="alignleft size-full wp-image-10123" /></div>
<p>Il fatto è che da quando sono iniziati gli sbarchi non si è sentito parlare <strong>né di accoglienza né di fratellanza né tanto meno di pietà</strong>; ma si sa che un conto è la teoria altro invece è la pratica. Nel migliore dei casi si è sentito parlare invece di un “dovere di accoglienza”: un dovere freddo e distaccato, un dovere istituzionale, inteso come un obbligo imposto da precisi accordi internazionali. Ascoltando i dibatti e le interviste in televisione, ma soprattutto la gente per la strada, nei bar e negli uffici, emerge chiaro che infondo avremmo fatto volentieri a meno di accoglierli questi profughi. Le nostre preoccupazioni, adesso che sono sul territorio italiano, non riguardano tanto le loro condizioni igienico sanitarie, e meno che mai quelle morali, quanto piuttosto chi e come dovrà ospitarli, le conseguenze negative sul turismo, gli oneri economici derivanti dalla gestione dell&#8217;emergenza, il comportamento degli altri paesi europei, e soprattutto come rimandarli a casa loro ed evitare nuovi sbarchi.</p>
<h2 class="h2_post">Quando il saggio indica la luna lo sciocco mira il dito</h2>
<p>Eppure proprio l&#8217;attore principale di quel crocefisso, il Gesù dei Vangeli, aveva parlato chiaro e tondo. Agli apostoli infatti aveva detto:
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2011/04/gesu_dodici_apostoli.jpg" alt="gesù_apostoli" title="Gesù e i dodici apostoli" width="180" height="158" class="alignright size-full wp-image-10126" /></div>
<p>“<em>[...] io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. [...] in verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l&#8217;avete fatto a me. [...]</em>“. <br/><br/>I difensori del crocifisso nelle aule scolastiche, invece, quei fratelli profughi non li vogliono né sfamare, né visitare né ospitare. Anzi non solo in loro non riconoscono Dio ma addirittura li considerano come degli invasori, degli usurpatori, degli approfittatori che vogliono togliere loro qualcosa.</p>
<h2 class="h2_post">Mamma li Turchi</h2>
<p>Come si spiega allora la strenua difesa del crocifisso ? Semplice, la gran parte di quel 84% di Italiani favorevole alla presenza dei crocefissi nelle scuole si è sentita sotto attacco. Complice soprattutto l&#8217;influenza di una televisione sempre più becera, quel ricorso alla corte di Strasburgo è stato interpretato dall&#8217;Italiano medio come un tentativo dello straniero mussulmano di imporre in Italia la propria religione, non come il tentativo di affermare <strong>un principio di laicità e uguaglianza</strong>. E&#8217; sintomatico il fatto che ancora oggi molti italiani pensino che a fare quel ricorso siano stati degli stranieri islamici, quando in realtà è stata una coppia – atea &#8211; di cittadini italiani (lei di origine Finlandese) sposati in Italia con figli italiani. </p>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2011/04/mecca.jpg" alt="la_mecca" title="La Mecca" width="300" height="200" class="alignleft size-full wp-image-10132" /></div>
<p>Non si può negare che se si guarda al crocifisso come ad uno strumento di difesa dallo spauracchio del nemico invasore, come ad un segnale per ricordare allo straniero che non si trova a casa sua,  allora <strong>il binomio “crocifisso si, straniero no” acquista una sua piena coerenza</strong>. Non a caso proprio i più intolleranti e violenti contro gli immigrati, gli pseudo-nazisti che vorrebbero cacciarli a calci, se non addirittura prenderli con il mitra o buttarli in mare, sono quelli che con più forza hanno difeso il crocifisso nelle aule come simbolo di identità nazionale. Probabilmente senza il massiccio aumento di stranieri che si è avuto negli ultimi anni non ci sarebbero state queste reazioni. </p>
<p>Quel che è certo è che assieme ai tanti barconi che non riescono a raggiungere la nostra riva affonda anche il messaggio cristiano del Dio incarnato, fatto uomo è morto sulla croce, <strong>che vive nella carne sofferente di ogni sua creatura umana</strong>. Trionfa invece l&#8217;idea del Dio nazionale che con la sua lunga barba che se ne sta su una nuvola a proteggere il suo popolo dal nemico invasore. </p>
<p>Se allora non lo si vuole proprio togliere quel crocefisso dalle pareti delle aule, almeno per un po&#8217; di tempo, magari fino a quando non passa l&#8217;emergenza umanitaria degli immigrati, lo si copra con un panno.</p>
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		<title>Malleus Maleficarum, il martello delle donne</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 20:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Guarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il disprezzo sessuofobico per la donna Il profondo disprezzo e l&#8217;odio feroce riversato sulla la donna dall&#8217;universo maschile è un fatto incontrovertibile che affonda le sue radici nella storia più antica dell&#8217;umanità; per rendersene conto basta leggere quei preziosi documenti storici che sono i testi sacri delle varie religioni, scritti sempre per mano di profeti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="h2_post">Il disprezzo sessuofobico per la donna</h2>
<p><span style="font-weight: bold">Il profondo disprezzo e l&#8217;odio feroce riversato sulla la donna dall&#8217;universo maschile è un fatto incontrovertibile che affonda le sue radici nella storia più antica dell&#8217;umanità</span>; per rendersene conto basta leggere quei preziosi documenti storici che sono i testi sacri delle varie religioni, <u>scritti sempre per mano di profeti uomini per ispirazione di un Dio maschile</u>. A ben pensarci solo nell&#8217;ultimissimo scorcio di storia la donna non è stata più considerata come un essere di seconda categoria ed è stata ammessa a pieno titolo a far parte dell&#8217;umanità (parola la cui stessa radice tradisce l&#8217;originario significato) e comunque ciò è avvenuto solo in alcune parti del mondo.
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/10/burqa.jpg" alt="burqa" title="Foto di donne con il burqa integrale" width="260" height="158" class="alignright size-full wp-image-9933" /></div>
<p>Nei paesi di matrice islamica, ad esempio, <strong>dove non c&#8217;è una separazione tra stato e chiesa</strong>, la donna è ancora considerata un essere inferiore. Contro di essa sono in uso pratiche barbare come <u>la lapidazione per adulterio, la mutilazione degli organi genitali (infibulazione), il ripudio, l&#8217;obbligo di portare il velo o il burqa</u>. Pratiche ed usi che agli occhi degli occidentali contemporanei risultano, giustamente, tanto inaccettabili quanto inquietanti.</p>
<p><span style="font-weight: bold">Paradossalmente però è stato proprio nel continente europeo (in special modo nelle regioni del nord), e non più tardi di ieri l&#8217;altro, che l&#8217;uomo ha raggiunto il massimo livello di crudeltà nei confronti della donna</span>; ed è bene ricordarlo, affinché nessuno possa cadere nell&#8217;errore di pensare che le radici culturali e religiose dell&#8217;Europa cristiana siano moralmente superiori a quelle di altre regioni del mondo. <u>Per circa quattrocento anni infatti, dal 1300 al 1700 (ed oltre), nel vecchio continente centinaia di migliaia di donne (ma c&#8217;è chi parla di addirittura di milioni) non furono lapidate ma bensì prima torturate barbaramente e poi bruciate vive</u>.</p>
<h2 class="h2_post">Il Malleus Maleficarum</h2>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/10/malleus-maleficarum.jpg" alt="malleus-maleficarum" title="Copertine del Malleus Maleficarum" width="150" height="200" class="alignright size-full wp-image-9937" /></div>
<p>Nessun documento, più del <strong>Malleus Maleficarum</strong>, è capace di rendere l&#8217;idea della carneficina di donne che ci fu in Europa, tra la fine del medio evo e l&#8217;inizio dell&#8217;età moderna, con la  <strong>caccia alle streghe</strong>.  Essa fu mossa soprattutto da una ossessiva paura dell&#8217;uomo: <u>quella che le donne potessero concedersi carnalmente al diavolo</u>. Il Malleus Maleficarum, ovvero il <strong>martello delle streghe</strong>, fu il manuale operativo per combattere questa paura.</p>
<p>Il libro, pubblicato nel 1489 in Germania, fu scritto da due domenicani tedeschi, tali <em>Jacob Sprenger</em> e <em>Heinrich Kramer</em>, su incarico diretto del <em>Papa Innocenzo VII</em> che nella sua bolla <em>Summis Desiderantes Affectibus</em> (1484), preoccupatissimo del proliferare di streghe e stregoni in Germania, si diceva deciso a sferrare un duro attacco a satana. </p>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/10/innocenzo-viii.jpg" alt="papa-innocenzo-viii" title="Papa Innocenzo VIII" width="150" height="203" class="alignleft size-full wp-image-9942" /></div>
<p>Per scrivere il libro i due domenicani, <u>accreditati dallo stesso Pontefice come grandi professori di teologia</u>, attinsero direttamente dalla stessa bolla papale, da credenze pregresse già codificate in manuali sulla stregoneria, e soprattutto da una serie di testimonianze, rese in forma anonima, che i due raccolsero nel corso di alcuni processi. <span style="font-weight: bold">In pratica il Malleus Maleficarum fu una sorta di riordino della materia, oggi si direbbe un “testo unico”</span>, con tanto di “implicita” approvazione dell&#8217;allora presidente della repubblica, il Papa. Il Malleus Maleficarum consentì agli inquisitori di staccare completamente e definitivamente la spina dai loro cervelli poiché in esso trovarono da un lato l&#8217;avallo della massima autorità religiosa e dall&#8217;altro spiegato passo passo cosa fare in ogni circostanza. <u>Gli effetti furono devastanti, inizio infatti un periodo nel quale la caccia alle streghe divenne psicosi collettiva. La follia dilagò e i roghi da singoli si trasformarono in roghi di massa. L&#8217;Europa fu avvolta da una macabra nube di cenere</u>. </p>
<h2 class="h2_post">Il manuale della Chiesa per la caccia alle streghe</h2>
<p><span style="font-weight: bold">Nel Malleus Maleficarum viene spiegato innanzitutto che la donna, a causa della sua inferiorità, è più incline rispetto all&#8217;uomo ad essere ingannata da satana</span>; cosa che giustifica il fatto che ci siano più streghe che stregoni. Per questo i due autori, che il Papa considerava suoi figli diletti e campioni nella lotta alle streghe, ringraziano Dio per averli fatti nascere uomini. <u>Morbosamente ricca di particolari è la descrizione dei rapporti sessuali che le streghe intrattengono con satana</u>, assurda e ridicola quella dei loro poteri; cose del tipo come <strong>trasformarsi in una mosca o un in topo o volare sul manico di una scopa</strong> e sulle quali credo non valga proprio la pena dilungarsi. Rivelatrici sono invece le descrizioni dei malefici che esse sono capaci di compiere: provocare malattie, aborti, carestie, alluvioni, ecc.. Alla strega, ed al suo amante, il diavolo, vengono addebitati cioè tutti i mali del mondo. Ancor più emblematica, in chiave sessuofobica, è l&#8217;accusa di <strong>provocare l&#8217;infertilità maschile</strong>.</p>
<p>Per il processo gli autori assicurano che i pettegolezzi pubblici sono <u>sufficienti</u> a condurre una persona al processo, che sono valide anche testimonianze anonime degli accusatori, che è l&#8217;imputata che deve dimostrare la sua innocenza e <u>non il contrario</u> e che una difesa troppo accanita dell&#8217;avvocato difensore è <u>prova</u> del fatto che anch&#8217;egli è stregato. </p>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/10/tortura-corda.jpg" alt="tortura-corda" title="Rappresentazione della tortura della corda" width="220" height="137" class="alignright size-full wp-image-9945" /></div>
<p>I due professori di teologia consigliano, prima di iniziare le torture, di <u>denudare la donna completamente</u> e raderla da testa a piedi poiché <u>sono i peli che tutelano la strega dal dolore</u> e non ci si lasci ingannare se durante i supplizi ella cerca conforto nella preghiera poiché è proprio così che diabolicamente si protegge. Le torture devono essere portate con cautela, senza uccidere e senza spargere sangue. Si comincia con lo <strong>schiacciamento dei pollici tra due tavolette</strong>, <span style="font-weight: bold">si legano poi le mani della strega dietro la schiena con una corda e la si appende al soffitto con dei pesi legati alle caviglie, infine la si costringe con ogni mezzo a restare sveglia per ore e ore</span>. Fondamentale per provare la colpevolezza dell&#8217;imputata è trovare<strong> il punto del diavolo</strong>. Il punto (o marchio) del diavolo è un particolare punto sul corpo della strega insensibile al dolore. Può trovarsi ovunque, anche nelle orecchie o nella vagina. <u>Per scovarlo bisogna infilzare ripetutamente la strega con un grosso ago</u>. Le torture possono protrarsi ogni volta anche per più di 40 ore consecutive. </p>
<p>In realtà gli interrogatori miravano esclusivamente all&#8217;ottenimento della confessione e se l&#8217;imputata si ostinava a negare era solo perché dalla sua aveva la protezione del diavolo. </p>
<h2 class="h2_post">Martello delle streghe ? No, martello delle donne !</h2>
<p>Il <strong>Malleus Maleficarum</strong> resta una <u>macabra testimonianza</u> per i posteri degli orrori che gli uomini sono capaci di commettere quando la ragione lascia il posto alla credenza, del livello di umana idiozia raggiungibile quando i cervelli spenti si abbandonano alla suggestione e alla paura. <strong>Un concentrato di sadismo, perfidia e ignoranza. Un miscuglio di sessismo, sessuofobia è ottusità</strong>. </p>
<p>Per più di duecento anni il Malleus Maleficarum fu il “libretto di istruzioni” per accusare, torturare e bruciare vive centinaia di migliaia di donne innocenti. <span style="font-weight: bold">Donne che come colpa più grave ebbero quella di essere nate tali e come aggravanti quelle di appartenere ai ceti più bassi della società, peggio ancora se vedove, o di praticare il mestiere della levatrice, dell&#8217;erbaiola o quello della prostituta</span>. Martello delle streghe, quindi, fu solo nel nome e nelle convinzioni della società di quell&#8217;epoca. Nei fatti, invece, fu martello delle donne. Perché, checché ne dica ancora oggi la Chiesa, le streghe non esistono e non sono mai esistite.</p>
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		<title>La fabbrica dei mostri</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 17:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Guarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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		<description><![CDATA[Uccidiamo il mostro ? Sono i protagonisti di storie che umanamente ci risultano tanto incomprensibili quanto inaccettabili. Sono loro, i mostri. Figli che uccidono premeditatamente gli anziani genitori e subito dopo vanno in discoteca con gli amici come se nulla fosse, padri che per 24 anni tengono segregata le figlie nella cantina di casa per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="h2_post">Uccidiamo il mostro ?</h2>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/10/misseri.jpg" alt="michele-misseri" title="Michele Misseri, reo confesso sull'uccisione della nipote Sarah Scazzi" width="200" height="156" class="alignright size-full wp-image-9905" /></div>
<p><span style="font-weight:bold">Sono i protagonisti di storie che umanamente ci risultano tanto incomprensibili quanto inaccettabili. Sono loro, i <strong>mostri</strong></span>. Figli che uccidono premeditatamente gli anziani genitori e subito dopo vanno in discoteca con gli amici come se nulla fosse, padri che per 24 anni tengono segregata le figlie nella cantina di casa per poterle violentare a piacimento, zii che abusano delle nipoti quindicenni e che poi, temendo di essere scoperti, le strangolano, occultano il corpo e poi si fingono disperati per la loro scomparsa. Storie che se da un lato producono, giustamente, sdegno e commozione nell&#8217;opinione pubblica dall&#8217;altro <u>minacciano di sconvolgere gli equilibri di certezze saldamente consolidate nella coscienza di ogni uno di noi.</u></p>
<p><span style="font-weight:bold">Di fronte a fatti così orribili ci viene naturale chiederci come sia possibile che nostri simili, uomini proprio come noi, possano commettere atti così disumani e innaturali;</span> anche se poi, mentre cerchiamo le rispose a questi “umani quesiti”, ci lasciamo andare a macabri vaneggiamenti di vendetta verso l&#8217;assassino di turno, con tanto di torture sadiche <u>da far rabbrividire il peggiore dei maniaci</u>, così da superare ampiamente, anche se solo con la fantasia, la barbarie commessa dall&#8217;assassino stesso. </p>
<h2 class="h2_post">Paura dei mostri ? No, paura di noi stessi !</h2>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/10/mostro.jpg" alt="mostro" title="Immagine di un mostro" width="170" height="244" class="alignright size-full wp-image-9894" /></div>
<p>In realtà la cosa che più ci turba, che più ci spaventa, è la prospettiva di doverci porre delle domande che normalmente, nella superficialità della vita quotidiana, mai ci saremmo posti. <span style="font-weight:bold">Sederci al tavolo con noi stessi ed interrogarci su cosa siamo veramente in quanto esseri umani, su cosa siamo potenzialmente capaci di fare, su quali sono le nostre responsabilità in quanto membri della società rispetto a questi fatti, questo ci fa tremendamente paura.</span> </p>
<p>Ed infatti cosa facciamo per fuggire questo confronto ? Semplicemente, <strong>escludiamo gli assassini dal comprensorio umano considerandoli come appartenenti ad una categoria subumana; quella dei mostri o degli orchi</strong>. Ci forniamo cioè, autonomamente, una spiegazione irrazionale che è al tempo stesso semplice e rassicurante. Come quelle che si usano per tranquillizzare i bambini; non è un caso che il termine &#8220;Orco&#8221; sia preso a prestito proprio dal mondo delle fiabe. </p>
<p>Se poi nemmeno questo stratagemma riesce a tranquillizzarci allora ricorriamo alle maniere forti e cerchiamo di uccidere il drago, di cancellare definitivamente l&#8217;oggetto scomodo, così da non doverlo più considerare. Per quale altro motivo invocheremmo a gran voce la pena di morte per il “mostro” se non per questo motivo?  Ancora una volta un comportamento tipicamente infantile.</p>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/10/barbara-durso.jpg" alt="barbara-durso" title="Barbara d' Urso, conduttrice di pomeriggio cinque" width="220" height="152" class="alignleft size-full wp-image-9897" /></div>
<p><span style="font-weight:bold">Tutto quello che facciamo è fuggire dal confronto con noi stessi e cercare rassicurazioni</span>, non si spiegherebbe altrimenti il successo di certe trasmissioni televisive le quali altro <u>non fanno che spostare completamente l&#8217;attenzione sulla dinamica dei fatti</u>, sulle possibili complicità del mostro, sulle sue dichiarazioni, su quelle dei testimoni, sull&#8217;arma del delitto utilizzata, sulle tracce di DNA, ecc.; tutte cose che invece dovrebbero, giustamente, interessare solo i carabinieri e i magistrati titolari delle indagini. </p>
<h2 class="h2_post">Basta, i mostri non esistono ! </h2>
<p>Noi adulti dovremmo smetterla di cercare rassicurazioni per non pensare, <strong>dovremmo smetterla di credere ai mostri e agli orchi</strong>, dovremmo smetterla di fuggire dalla realtà solo perché questa non ci piace. Al contrario <u>dovremmo cercare di comprenderla e, nei limiti del possibile, di migliorarla</u>. Insomma noi adulti dovremmo finalmente comportarci da tali. </p>
<p><span style="font-weight:bold">Dovremmo ragionare sulla concezione che abbiamo della vita, della sessualità, sui modelli educativi</span>, su quei comportamenti della famiglia prima e della società dopo che possono incidere sugli equilibri psichici del bambino, dell&#8217;adolescente, dell&#8217;adulto. Dovremmo interrogarci su quei percorsi di vita che portano una giovane mamma a considerare il figlio appena nato come un pezzo di carne da buttare nella spazzatura, un figlio a ritenere gli anziani genitori solo come un fastidioso ostacolo alla eredità e un padre a vedere la figlia come un mero oggetto per soddisfare i propri perversi istinti sessuali. Se tutto questo sembra assurdo si provi a immaginare anche il peggiore dei serial killer all&#8217;età di due anni. </p>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/10/fabbrica.jpg" alt="fabbrica" title="Foto di una catena di montaggio" width="250" height="147" class="alignright size-full wp-image-9902" /></div>
<p><span style="font-weight:bold">Dovremmo insomma sforzarci per costruire una società dove ognuno possa crescere in modo sano</span>, sereno, equilibrato e con una sana autostima. Una società che si preoccupi realmente della salute mentale degli uomini, che stia vicino ai più deboli, a quelli che mostrano segni di disagio, che stia vicino alle famiglie invece di abbandonarle a se stesse. </p>
<p><strong>Perché noi tutti siamo i pezzi che escono dal nastro trasportatore di una grande fabbrica chiamata società e sulla catena di montaggio di questa fabbrica ci siamo noi tutti e quindi noi tutti siamo i responsabili della buona o della cattiva riuscita di ogni pezzo. Mostri compresi.</strong></p>
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		<title>Lettera aperta al patriarca Noè</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 21:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Guarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere Aperte]]></category>
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		<description><![CDATA[Il castigo divino della schiavitù Signor Noè, non so se queste mie righe le saranno gradite ma voglio comunque metterla a conoscenza del fatto, casomai non lo sapesse già, che lei si è reso responsabile di un atto gravissimo, di grande irresponsabilità, che ha condizionato non poco la vita degli uomini su questa terra. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="h2_post">Il castigo divino della schiavitù</h2>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/noe.jpg" alt="noe" title="Raffigurazione del patriarca Noè" width="200" height="200" class="alignright size-full wp-image-9556" /></div>
<p>Signor Noè, non so se queste mie righe le saranno gradite ma voglio comunque metterla a conoscenza del fatto, casomai non lo sapesse già, che <b>lei si è reso  responsabile di un atto gravissimo, di grande irresponsabilità, che ha condizionato non poco la vita degli uomini su questa terra</b>. Un atto che ha contribuito a rendere un inferno l&#8217;esistenza di generazioni e generazioni di esseri umani. Un atto per di più ingiustificato ed insensato come avrò modo di spiegare nella seconda parte di questa lettera. </p>
<p><b>Sto parlando della fin troppo famosa “</b><strong>Maledizione di Cam</strong><b>” che la vide protagonista in prima persona moltissimi anni or sono</b>. Sono sicuro che ricorda ancora l&#8217;accaduto. Lei scagliò una terribile maledizione contro il figlio di suo figlio <strong>Cam</strong>, cioè suo nipote <strong>Canaan</strong>. “<em>Sia maledetto Canaan ! Schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli !</em> ”, queste furono le sue parole esatte. Ebbene sappia che nel corso della storia umana proprio <b>quelle parole sono servite a dare una giustificazione religiosa a quello che è forse il più odioso dei comportamenti umani: il </b><strong>razzismo</strong>. </p>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/papa-imam-rabbino.jpg" alt="papa-imam-rabbino" title="Il papa che tiene per mano un imam e un rabbino" width="180" height="136" class="alignleft size-full wp-image-9560" /></div>
<p><b>Quel suo anatema ha contribuito a formare nella mente degli uomini quell&#8217;idea secondo la quale esisterebbe una parte di umanità appositamente destinata dal creatore ad essere schiava degli altri.</b> E si capisce pure perché ! Lei, assieme alla sua famiglia, era infatti l&#8217;unico sopravvissuto al diluvio universale, con i suoi tre figlioli – e rispettive consorti &#8211; incaricati direttamente dal padreterno di ripopolare la terra intera.  E&#8217; chiaro quindi che in una situazione del genere<u> lo scagliare una maledizione contro la discendenza di un singolo individuo significava maledire ed inguaiare una considerevole fetta di futura umanità</u>. Cosa che lei ha fatto signor patriarca Noè, perché <strong>si da il caso che i sommi teologi delle tre grandi religioni monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo e Islam) abbiano da sempre identificato suo figlio Cam nientemeno come il progenitore di tutti gli Africani</strong>.</p>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/schiavi.jpg" alt="schiavi" title="Schiavi neri" width="220" height="158" class="alignright size-full wp-image-9559" /></div>
<p>In realtà poi non si è mai capito se lei volesse maledire la discendenza di suo figlio Cam o solo quella di suo nipote Canaan. Nonostante ciò, o forse proprio per questo, la maledizione ha spopolato nel corso dei secoli. Probabilmente per l&#8217;autore biblico essa era originariamente intesa come rivolta alla sola discendenza di Canaan e <b>questo è tornato comodo agli antichi ebrei che così hanno giustificato la conquista e la sottomissione dei Cananei</b>. L&#8217;accento è stato poi successivamente spostato <strong>dai mussulmani prima e dai cristiani dopo</strong>, sempre per ragioni di comodo, su Cam in quanto progenitore degli Africani. <strong>Così la stessa maledizione è servita a giustificare anche il traffico di schiavi dall&#8217;Africa orientale al medio oriente da parte degli arabi e la tratta degli schiavi dei neri da parte degli Europei</strong>. </p>
<p>Sarebbe ingenuo caricare oltremodo di responsabilità le sue parole. Certo è però che, Bibbia alla mano, questi uomini illuminati hanno sempre colto la palla al balzo e, consapevoli dei grandi vantaggi economici derivanti dal sottomettere e sfruttare altri uomini, <b>hanno potuto identificare le loro vittime con dei maledetti condannati alla </b><strong>schiavitù </strong><b>perpetua in modo da legittimare le loro razzie come l&#8217;inevitabile compimento di un giusto castigo del creatore</b>.</p>
<h2 class="h2_post">La maledizione di Cam</h2>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/maledizione_cam-239x300.jpg" alt="maledizione_cam" title="Rappresentazione della maledizione di Cam" width="239" height="300" class="alignright size-medium wp-image-9562" /></div>
<p><b>Entrando nel merito della maledizione, leggiamo dalla bibbia (<a href="http://www.mimmoguarino.it/maledizione-canaan">Genesi 9, 20-29</a>) che lei, signor patriarca Noè, una sera dentro la sua tenda beve vino fino ad ubriacarsi completamente, al punto da avere la brillante idea di denudarsi completamente per poi addormentarsi.</b> Leggiamo anche che dopo un po&#8217;, ignaro della penosa situazione nella quale lei si trova, entra nella tenda il più piccolo dei suoi tre figli, Cam, il quale vedendola in quelle condizioni esce subito fuori per riferire la cosa ai suoi fratelli maggiori: Sem e Jafet. Questi entrano poco dopo nella tenda con la faccia rivolta di spalle per non guardare le sue nudità e la coprono con un mantello, il giorno dopo poi le raccontano tutto l&#8217;accaduto. Ed è a questo punto che lei si arrabbia terribilmente con il povero malcapitato Cam scagliandogli contro la terribile maledizione. </p>
<p><b>Ora capisco che al suo risveglio la testa dovesse farle terribilmente male a causa della sbronza notturna, ma la sua reazione è tanto insensata quanto spropositata</b>. Intanto devo farle notare che quello di darsi all&#8217;alcol non è per niente un comportamento dignitoso per un patriarca né tanto meno un atteggiamento educativo da parte di un padre nei confronti dei figli. Ancor meno dignitosa poi è la sua idea di denudarsi e addormentarsi, soprattutto se sa che in quella tenda può entrare chiunque della famiglia in qualsiasi momento. Detto questo vorrei proprio capire quali sarebbero le colpe che lei attribuisce al malcapitato Cam. Il fatto che le abbia inavvertitamente guardato i genitali non può certo definirsi una colpa ed anche la sua reazione, quella di riferire la cosa ai fratelli maggiori, mi sembra del tutto comprensibile. </p>
<p><b>Non capisco invece perché lei si sia tanto compiaciuto con i suoi figli maggiori Sem e Jafet al punto da mandare loro tutta una serie di benedizioni</b>. Certo, il fatto che siano entrati con la faccia rivolta di spalle lei lo ha interpretato come un segno di rispetto nei suoi confronti ma potrebbe anche darsi che lo abbiano fatto semplicemente perché il pensiero di vederla nudo dava loro ribrezzo. Il punto però non è questo quanto invece il fatto che poterono applicare quello stratagemma (girare la testa) perché sapevano già di trovarla nudo, essendo stati avvertiti dal malcapitato Cam che al contrario non aveva avuto la stessa possibilità. E non mi pare onorevole nemmeno il fatto che il giorno dopo i due le abbiano raccontato tutto l&#8217;accaduto. Primo perché così facendo le hanno provocato un comprensibile quanto inutile imbarazzo. Secondo perché hanno messo in cattiva luce il fratello minore.</p>
<p><b>La cosa più incomprensibile di tutte è però cosa centri in tutto questo suo nipote Canaan. D&#8217;accordo in questo modo ha voluto colpire il figlio per ferire il padre. Ma Cam aveva quattro figli: Cus, Mizraim, Put e appunto Canaan. Perché maledire solo quest&#8217;ultimo e non anche gli altri tre ? </b></p>
<p>Insomma, signor Noè, lei avrebbe dovuto semplicemente chiedere scusa ai suoi tre figli per l&#8217;accaduto, in modo particolare proprio al malcapitato Cam. Scusarsi, altro che maledire nipoti e discendenze senza colpe. <u>Invece ha fatto quello che ha fatto e noi tutti ne paghiamo ancora le conseguenze</u>.</p>
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		<title>L&#8217;Ebreo Internazionale. Henry Ford e il suo amichetto Adolf Hitler.</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 11:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Guarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Razzismo e diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;industriale e il dittatore Qualche anno fa la Ford ebbe una bella idea per la campagna pubblicitaria della sua nuova linea di automobili. La trovata fu quella di prendere come testimonial il fondatore della stessa casa automobilistica: Henry Ford. Lo spot era semplice, elegante ed efficace: una serie di immagini delle auto, senza sonoro, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding: 5px; font-size: 85%; background-color: #FFFFE8; width:586px">
<p><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/henry-ford.jpg" alt="henry-ford" title="Henry Ford" width="190" height="188" class="alignleft size-full wp-image-9472" />
<div style="font-size:14px; color:#990000">L&#8217;industriale e il dittatore</div>
<p><span style="font-weight:bold">Qualche anno fa la Ford ebbe una bella idea per la campagna pubblicitaria della sua nuova linea di automobili. La trovata fu quella di prendere come testimonial il fondatore della stessa casa automobilistica: <strong>Henry Ford</strong>. </span>Lo spot era semplice, elegante ed efficace: una serie di immagini delle auto, senza sonoro, che terminava con una emblematica frase di Ford sovra impressa sullo schermo.</p>
<p><span style="font-weight:bold">Un testimonial di prestigio il cui nome è ancora oggi una vera e propria leggenda.</span> Un uomo che ha contribuito in modo determinante alla creazione della società moderna. Il primo ad introdurre la catena di montaggio in fabbrica, una cosa questa che gli permise di ridurre drasticamente i costi di produzione e costruire così un&#8217;automobile a basso prezzo accessibile fasce più larghe della società di allora. Non a caso la frase alla fine dello spot era proprio: “<em>C&#8217;è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti</em>”. </p>
<p><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/adolf-hitler_s_798283c-300x187.jpg" alt="hitler" title="Adolf Hitler" width="300" height="187" class="alignright size-medium wp-image-9492" /><span style="font-weight:bold">Vidi per la prima volta quello spot una sera in televisione, mentre guardavo un documentario sulla vita di <strong>Adolf Hitler</strong>. </span>Quando si parla di Hitler in questi documentari storici si finisce sempre (a ragione) sul suo <strong>odio verso il popolo ebreo</strong>: sulle leggi razziali, sulle persecuzioni, sulle deportazioni e sull&#8217;olocausto con lo sterminio di sei milioni di uomini. Le immagini sugli orrori nei campi di concentramento nazisti sono immancabili. Immagini in bianco e nero, viste chissà quante volte, di persone magrissime con gli occhi spenti. Uomini, donne e bambini con le teste rasate dietro barriere di filo spinato. E poi cataste di corpi senza vita ammassati l&#8217;uno sull&#8217;altro. </p>
<p><span style="font-weight:bold">Quando andò in onda lo spot della Ford, con quella frase finale, non potei fare a meno di riflettere su quelle due grandi figure</span> vissute nello stesso periodo storico eppure (almeno in apparenza) così distanti: da una parte il mostro tedesco Adolf Hitler, portatore di morte, distruzione e paura, dall&#8217;altra il grande imprenditore americano Henry Ford, portatore invece di benessere sociale e progresso tecnologico. </p>
</div>
<p><br/></p>
<h2 class="h2_post">L&#8217;Ebreo internazionale</h2>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/ebreo.jpg" alt="ebreo" title="Caricatura di un Ebreo" width="208" height="243" class="alignright size-full wp-image-9486" /></div>
<p><span style="font-weight:bold">Nel 1921, e cioè ben vent’anni prima che i nazisti cominciassero a deportare gli Ebrei, venne pubblicato un&#8217;opera in quattro volumi dal titolo “<strong>L&#8217;ebreo internazionale</strong>”. Un testo dai forti toni antisemiti; definirlo razzista sarebbe forse un complimento.</span> In questo libro l&#8217;autore teorizzava l&#8217;esistenza di un diabolico progetto di dominio sul mondo da parte degli ebrei, una sorta di piano segreto per conquistare l&#8217;intero pianeta. Queste alcune delle affermazioni riportate nel libro: “<em>Gli ebrei sono la principale fonte della malattia del corpo nazionale tedesco</em>”, “<em>Gli ebrei sono una razza che ha resistito a tutti gli sforzi compiuti per il suo sterminio</em>”, “<em>Immaginiamo che non vi siano più semiti in Europa. Sarebbe davvero una gran tragedia? Niente affatto!</em>”, “<em>Gli anglosassoni, ariani, bianchi europei, anglosassoni-celtici sono il popolo dominante che nel corso dei secoli è stato scelto per regnare sul mondo.</em>“ </p>
<p><span style="font-weight:bold"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/benitomussolini.jpg" alt="benitomussolini" title="Mussolini" width="180" height="205" class="alignleft size-full wp-image-9489" />L&#8217;ebreo internazionale riscosse un grande successo fra suoi contemporanei, l&#8217;opera fu stampata in mezzo milione di copie e tradotta in sei lingue. </span>In Italia, il libro venne pubblicato nel 1938 periodo nel quale il fascismo si dava un bel da fare nell&#8217;emanare leggi razziali contro gli ebrei. L&#8217;ebreo internazionale contribuì non poco a formare nell&#8217;immaginario collettivo quello stereotipo dell&#8217;ebreo fonte di tutti i mali del mondo. Fu un preciso riferimento per tutti gli antisemiti prima e durante la seconda guerra mondiale diventando praticamente la bibbia per i nazisti; una inesauribile fonte di ispirazione per la mente criminale di Hitler.</p>
<p><span style="font-weight:bold">Cosa centri L&#8217;Ebreo internazionale con la pubblicità della Ford è presto detto perché il libro fu scritto, e pubblicato, proprio da quel Henry Ford fondatore dell&#8217;omonima casa automobilistica.</span> Proprio lui scrisse il libro che fu la guida per Hitler nello sterminio degli Ebrei. Tra l&#8217;altro Ford sostenne attivamente anche l&#8217;autenticità dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion, un fantomatico documento segreto, unanimemente ritenuto un falso, attribuito a un complotto ebraico-massonico volto a impadronirsi del dominio del mondo.</p>
<h2 class="h2_post">Henry e Adolf, amici sulla pelle</h2>
<p><span style="font-weight:bold">Hitler ammirava talmente Ford per le sue tesi antisemite, soprattutto per averle scritte ne L&#8217;ebreo internazionale, che nel suo studio privato aveva un suo ritratto attaccato alla parete.</span> Per il suo 75° compleanno Hitler insignì Ford della più alta onorificenza che il regime nazista poteva conferire ad uno straniero: la gran croce del supremo ordine dell’aquila tedesca. Un riconoscimento per l’impegno profuso dalla filiale della Ford in Germania nel rifornire l’esercito nazista di mezzi blindati. </p>
<p><span style="font-weight:bold">Perché l&#8217;imprenditore statunitense ed il dittatore tedesco fecero grandi affari insieme, prima e durante la guerra</span>.<u> I grandi investimenti, si sa, si fanno dove il costo della mano d&#8217;opera è tenuto basso da un regime dittatoriale (vedi la Cina di oggi). Meglio ancora se quel costo è addirittura nullo con lo sfruttamento del lavoro di milioni di schiavi deportati da mezzo mondo con la scusa dell&#8217;odio razziale</u>. </p>
<p><span style="font-weight:bold">Una comunanza di intenti, quella tra l&#8217;industriale e il dittatore, per niente inverosimile, soprattutto se si pensa alla visione che Henry Ford aveva della fabbrica, che sotto molti aspetti non doveva essere poi molto dissimile da un campo di concentramento nazista. </span > Con la catena di montaggio introdotta da Ford, infatti, <u>l&#8217;operaio perdeva per sempre la sua la sua identità</u>, smetteva i suoi panni di essere pensante (alienazione) per diventare un mero esecutore di azioni meccaniche limitate e ripetitive. </p>
<p><span style="font-weight:bold">Comunque sia, la storia con lui è stata molto clemente; molto meno invece con Hitler.</span ></p>
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		<title>L&#8217;ossessione per la fine del mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 17:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Guarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
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		<description><![CDATA[Le paure di una mamma L&#8217;anno scorso mia sorella Teresa è diventata per la prima volta mamma, di una bellissima bambina di nome Margherita. Teresa si è subito rivelata una madre amorevole, attenta e premurosa. La piccola l&#8217;ha assorbita completamente divenendo praticamente tutto il suo mondo. Unico difetto di Mamma Teresa è però quello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding: 5px; font-size: 85%; background-color: #FFFFE8; width:586px">
<p><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/teresamargherita.jpg" alt="teresamargherita" title="Mamma  Teresa e la piccola Margherita" width="190" height="210" class="alignleft size-full wp-image-9403" />
<div style="font-size:14px; color:#990000">Le paure di una mamma</div>
<p>L&#8217;anno scorso mia sorella Teresa è diventata per la prima volta mamma, di una bellissima bambina di nome Margherita. Teresa si è subito rivelata una madre amorevole, attenta e premurosa. La piccola l&#8217;ha assorbita completamente divenendo praticamente tutto il suo mondo. Unico difetto di Mamma Teresa è però quello di essere un po&#8217; apprensiva; un po&#8217; troppo apprensiva.<br />
Sere fa, tra un allattamento e un cambio di pannolini, le è purtroppo capitato di guardare una trasmissione televisiva che parlava della <strong>profezia Maya sulla fine del mondo nel 2012</strong>. La trasmissione vaneggiava sull’ avvicinamento di un misterioso pianeta, chiamato Nibiru, e di una sua possibile collisione con la terra. Complice sicuramente lo stress psicofisico dovuto alle tante nottate fatte in quest’ultimo anno si è subito lasciata suggestionare cominciando ad arrovellarsi il cervello sulle conseguenze di un simile evento; non tanto per il genere umano intero, credo, quanto piuttosto per la sola piccola Margherita.</p>
<p>Sono sicuro che se anche questo pianeta Nibiru arrivasse, mia sorella riuscirebbe a polverizzarlo con un solo pugno pur di proteggere la sua piccola. Comunque l’ho prontamente tranquillizzata rassicurandola sul fatto che <strong>il 21 dicembre del 2012 non ci sarà proprio nessuna fine</strong> del mondo ma sarà un giorno come tutti quanti gli altri.
</div>
<p><br/></p>
<h2 class="h2_post">La fine del mondo in 5.000 anni di storia</h2>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/egizi.jpg" alt="egizi" title="Raffigurazioni degli antichi egizi" width="250" height="146" class="alignright size-full wp-image-9407" /></div>
<p>Quella della fine del mondo è una vera e propria ossessione che assilla il genere umano da migliaia e migliaia di anni. Oggi abbiamo i testimoni di Geova che ci rompono l&#8217;anima con questa storia ma già nei testi sacri degli antichi Egizi (3.000 a.C.), sempre di ispirazione divina, <strong>veniva prefigurata una imminente fine del mondo</strong> con l&#8217;arrivo di un soprannaturale salvatore. Simili aspettative avevano anche gli Assiro-Babilonesi e Zarathustra che profetizzava il vicino avvento del regno di Dio. Questi miti confluirono poi nella bibbia. Nella tradizione ebraica più antica i profeti proclamavano “la fede nella prossima fine” con l&#8217;arrivo del salvatore della stirpe di Davide. E poi gli Esseni (II secolo a.C.), anche loro aspettavano la fine del mondo per la generazione ancora in vita. <strong>Analoga cosa fece di lì a poco lo stesso Gesù dei vangeli che profetizzò agli apostoli il suo imminente ritorno, con tanto di sconvolgimenti cosmici, prima ancora che avesse fine quella stessa generazione</strong>: “<em>in verità vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute</em>” [Marco 13,30]. Alla vigilia dell&#8217;anno 1000, poi, di nuovo panico generale tra i fedeli per l&#8217;imminente fine dei tempi che sarebbe dovuta arrivare esattamente il 31 dicembre del 999 e cioè mille anni dopo la nascita di Cristo. Secondo il vangelo di  Giovanni l&#8217;angelo di Dio aveva incatenato il drago, cioè <a href="http://www.mimmoguarino.it/diavolo/" title="Leggi Esiste il diavolo?">satana</a>, solo per una durata pari proprio a mille anni. Molti devoti vendettero addirittura i propri beni per andare in pellegrinaggio nella speranza di salvarsi l&#8217;anima.  </p>
<p>Nonostante tutto anche gli ultimi mille anni di storia hanno visto nascere <strong>tutta una serie di profezie e previsioni sulla fine del mondo</strong>. Se ne contano almeno cinquanta, tutte corredate di data. Elencarle tutte sarebbe dispersivo oltre che noioso. Si va dall&#8217;astrologo Giovanni di Toledo, che nel 1186 calcolò un apocalittico allineamento di pianeti ad Edgar Whisenant, ex ingegnere della NSASA che annunciò al mondo intero il ritorno di Gesù sulla terra tra l&#8217;11 e il 13 settembre 1988. </p>
<h2 class="h2_post">Profezie moderne: Nostradamus, Nibiru, Maya</h2>
<p>Il resto è storia recente. Per Nostradamus nel 1999 un grande re di terrore sarebbe calato dal cielo. Ancora Nostradamus con la frase “mille non più mille” riaccese la fantasia degli esperti in vista dell&#8217;arrivo dell&#8217;anno 2000.
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/impatto.jpg" alt="impatto" title="Elaborazione grafica di un impatto cosmico" width="190" height="210" class="alignleft size-full wp-image-9409" /></div>
<p> Alcuni puntarono sulla cosmologia con <strong>tempeste solari, inversione dei poli magnetici, rallentamento della rotazione terrestre con blocco per tre giorni e, ovviamente, collisioni con asteroidi e comete</strong>. Altri puntarono sull&#8217;ufologia prevedendo l&#8217;invasione di razze aliene provenienti da altri mondi. Altri ancora sull&#8217;informatica con il “millenium bug”. Si diceva che tutti i computer si sarebbero bloccati provocando il collasso totale dell&#8217;economia mondiale. Si diceva anche che i sistemi missilistici sarebbero andati in tilt e che una testata nucleare lanciata per errore avrebbe innescato l&#8217;olocausto nucleare. Nel 2003 panico su Internet con l&#8217;arrivo del decimo pianeta (chiamato anche Nibiru o pianeta X) che si sarebbe dovuto scontrare con la terra distruggendola completamente o quantomeno passare tanto vicino da provocare con la sua attrazione un secondo diluvio universale. </p>
<p><strong>Si arriva quindi alla profezia dei Maya i quali avrebbero previsto la fine dei tempi (o quantomeno un cambio epocale) per il 21 dicembre del 2012</strong>.
<div class="entry"> <img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/maya1.jpg" alt="maya1" title="Ricostruzione di un guerriero maya " width="230" height="156" class="alignright size-full wp-image-9417" /></div>
<p>Per capire chi erano questi i maya e quale era il loro livello di conoscenza e di evoluzione basta dire che per ottenere abbondanti piogge per i loro raccolti usavano sacrificare esseri umani agli dei. Le vittime di questi sacrifici, di età compresa tra i 3 e gli 11 anni, venivano gettate in grandi caverne (ritenute sacre), piene di acqua e lì lasciate affogare. Generalmente venivano gettate vive e riccamente adornate di gioielli, in altri casi invece venivano prima fatte a pezzi ! Tutto ciò per assicurarsi la benevolenza di Chaac, dio delle piogge.</p>
<h2 class="h2_post">Alla ricerca del paradiso perduto</h2>
<p><strong>Viene spontaneo chiedersi perché il genere umano si ostini così tanto a costruire storie e a fissare date sulla sua fine</strong>. La risposta è che si ostina a farlo perché in realtà <strong>quella fine la desidera ardentemente</strong>, seppur in modo inconscio. Desidera ardentemente che cessi per sempre quel mondo così imperfetto che lo circonda, e che lui stesso ha modellato. I profeti, gli astrologi, i contattisti (quelli cioè che dicono di parlare con gli extraterrestri) non sono altro che dei portavoce di questo desiderio di azzerare tutto: miserie, ingiustizie, guerre, sofferenze, infelicità. </p>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/09/eden.jpg" alt="eden" title="Immagine del paradiso perduto" width="230" height="147" class="alignleft size-full wp-image-9415" /></div>
<p><strong>L&#8217;umanità confida in una catastrofe che riporti tutto al punto iniziale in modo da poter poi ripartire</strong>; magari con pochi meritevoli sopravvissuti. Perché in realtà nelle profezie <strong>la fine non è mai una vera fine</strong>, non è mai totale e definitiva. Quasi sempre invece essa si mischia e <strong>si confonde con l&#8217;ingresso in una nuova era</strong>: un&#8217;era di cambiamento, di pace ed armonia. L&#8217;umanità spera in un cambiamento epocale, in una ritrovata età dell&#8217;oro, e per questo si offre di pagare un gravoso prezzo. Sia esso un grande botto, opera di un divino salvatore, sia esso l&#8217;invasione di una qualche civiltà extraterrestre, l&#8217;umanità si offre volontaria in un sacrificio che serva a separare finalmente i buoni dai cattivi e a spalancare le porte ad un&#8217;era di beatitudine, di spensieratezza e di perfezione. Soprattutto gli uomini sperano in un&#8217;era, terrena o ultraterrena che sia, dove è un grande capo a guidare il carro <strong>e tutti sono esonerati dall&#8217;impaccio e dalla fatica di dover discernere e scegliere tra il bene e il male</strong>.  </p>
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		<title>Esiste il diavolo ?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 15:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Guarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Adamo ed Eva]]></category>
		<category><![CDATA[diavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio inferno sulla montagna e la stanza vuota del diavolo Tempo fa assistetti ad un originale spettacolo teatrale all&#8217;interno delle grotte di Pertosa. Una rievocazione dell&#8217;inferno dantesco, dentro le viscere della terra, con tanto di attori, cantanti e ballerine nei panni di diavoli ed anime dannate. Un simpatico Dante a far da guida nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding: 5px; font-size: 85%; background-color: #FFFFE8; width:586px">
<p><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/08/grottepertosa.jpg" alt="grottepertosa" title="Foto delle Grotte Pertosa" width="200" height="209" class="alignleft size-full wp-image-9065" />
<div style="font-size:14px; color:#990000">Il mio inferno sulla montagna e la <br/>stanza vuota del diavolo</div>
<p>Tempo fa assistetti ad un originale spettacolo teatrale all&#8217;interno delle grotte di Pertosa. Una <strong>rievocazione dell&#8217;inferno dantesco</strong>, dentro le viscere della terra, con tanto di attori, cantanti e ballerine nei panni di diavoli ed anime dannate. Un simpatico Dante a far da guida nei meandri delle grotte che per l&#8217;occasione diventarono simbolicamente cerchi e i gironi. Praticamente uno spettacolo nello spettacolo. </p>
<p>A dire il vero, in quello stesso giorno, una sorta di viaggio infernale lo avevo già fatto ma su una montagna ! All&#8217;andata, infatti, al mio navigatore venne la “geniale” idea di portarci (me e la mia fidanzata) per una ripidissima stradina di montagna con dei tornanti da brivido, strettissima e senza recinzioni laterali.  <u>La cosa più tragicomica fu quando, arrivati in cima alla montagna, la stradina finì nel cortile di una masseria, il navigatore ci disse di fare inversione e dalle finestre di una casetta sbucò una donna che cominciò ad urlare che dovevamo andare subito via</u>. Dopo un po&#8217; di esitazione feci manovra e con molta, molta, attenzione cominciai la lunga e lenta ridiscesa. Scampato il pericolo montagna arrivammo alle grotte, giusto in tempo per l&#8217;ultimo spettacolo. Facemmo di corsa i biglietti, salimmo praticamente al volo sul “barcone di Caronte” ed iniziammo così il nostro viaggio nell&#8217;inferno; il secondo della giornata.</p>
<p>La cosa che più apprezzai di quello spettacolo fu il finale e cioè l&#8217;arrivo nell&#8217;ultimo girone, quello del padrone di casa: il <strong>diavolo</strong>. Invece di un coreografico quanto scontato personaggio demoniaco ad attenderci trovammo infatti una stanza vuota con delle foto appese alle pareti. Foto di devastazioni belliche, sofferenza e disperazione umana. E poi le foto dei più sanguinari dittatori degli ultimi anni: Hitler, Mussolini, Stalin ed altri. Un modo molto efficace <strong>per dire che in realtà i veri diavoli siamo noi stessi uomini</strong>. Solo per pigrizia mi astenni dal suggerire a Dante di aggiungere la foto di qualche dittatore contemporaneo di mia conoscenza.
</div>
<p><br/></p>
<h2 class="h2_post">L&#8217;esistenza del diavolo per la fede Cristiana</h2>
<p>Ironia a parte, quella trovata mi fece riflettere sul fatto che la visione largamente accettata dai credenti contemporanei è quella secondo la quale <strong>il diavolo altro non è che una metafora del male</strong>, una proiezione esterna della nostra parte più malvagia. Interpretazione che però <strong>è totalmente in contrasto con la vera fede cristiana</strong>. In base alle sacre scritture, infatti, la Chiesa ha sempre affermato che il diavolo e i suoi seguaci non sono affatto proiezioni simboliche del male <strong>ma esseri personali, vivi e pensanti; creati da Dio stesso (ovviamente)</strong>.
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/08/wojtyla.jpg" alt="wojtyla" title="Foto di Papa Karol Wojtyla" width="261" height="193" class="alignright size-full wp-image-9067" /> </div>
<p>Anzi, secondo un documento di valore dogmatico del <em>Concilio Lateranense IV (1215)</em> i diavoli sono angeli creati buoni da Dio ma divenuti malvagi a causa della loro ribellione. Ancora qualche anno fa <strong>Papa Wojtyla</strong> incitava i cattolici a sguainare la spada di <strong>San Michele Arcangelo</strong> “<em>contro il dragone, il capo dei demoni, vivo e operante nel mondo</em>” mentre il Cardinale <strong>Joseph Ratzinger</strong> ricordava “<em>a certi teologi superficiali</em>” che il diavolo è per fede cristiana “<em>una presenza misteriosa ma reale, personale, non simbolica</em>”. Per la fede cristiana il diavolo e suoi seguaci  sono spiriti maligni che sono in mezzo a noi e che operano continuamente ed attivamente per indurci al male. <u>Si allontanano quindi dalla verità rivelata tutti coloro che ne fanno una semplice simbolo o una personificazione del male</u>. </p>
<h2 class="h2_post">Satana, il Mammone e il Monaciello</h2>
<p>Sarà anche per la suggestione dovuta ai film dell&#8217;orrore che ho visto in televisione, ma confesso che a me l&#8217;idea di avere attorno queste presenze maligne un po&#8217; paura mi fa.
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/08/lucifero.jpg" alt="lucifero" title="Raffigurazione di lucifero" width="192" height="262" class="alignleft size-full wp-image-9066" /></div>
<p>Anche perché questo satana richiama alla mia mente la figura del “Mammone”; che poi sarebbe la versione napoletana dell&#8217;uomo nero. Da bambino, per farmi stare buono, mia mamma mi diceva che avrebbe chiamato il Mammone; il quale mi avrebbe preso, mangiato o qualcosa del genere. Io me lo immaginavo enorme e tutto nero. Era un&#8217;arma che mia madre utilizzava però solo nei casi estremi: per non farmi arrampicare su un mobile, non farmi toccare il ferro da stiro o per altre situazioni di possibile pericolo. Ovviamente data la mia tenera età non poteva stare li a spiegarmi le ragioni di questo o quel divieto; non avrei compreso. <strong>Utilizzava quindi la carta della paura</strong>. Certo lo faceva a fin di bene. Io ci credevo e terrorizzato restavo fermo li dov&#8217;ero. Così riusciva a controllarmi, a farmi obbedire  (almeno per un po&#8217; perché poi ricominciavo subito). </p>
<p>Tornando a cose più serie mi pare, fermo restando la sua fedeltà per la dottrina e per i dogmi,  che l&#8217;ossessione della Chiesa per il diavolo sia molto scemata ultimamente. Ho l&#8217;impressione che nell&#8217;epoca delle ecografie e dei computer ai preti (o perlomeno ad una parte di essi) <strong>manchi un po&#8217; il coraggio di parlare di spiriti maligni</strong>. Forse manca loro anche un po&#8217; la “faccia” visto tutto quello che i loro predecessori hanno fatto appena qualche secolo fa. Come nel Medio Evo, quando ogni cosa (a seconda anche della convenienza del momento) <strong>veniva attribuita all&#8217;opera del maligno</strong>; ne sanno qualcosa quelle migliaia e migliaia di povere donne <strong>prima torturate e poi bruciate vive con l&#8217;accusa di stregoneria</strong> (che poi voleva dire  fare sesso con il diavolo).</p>
<div class="entry"><img src="http://www.mimmoguarino.it/wp-content/uploads/2010/08/monaciello.jpg" alt="monaciello" title="monaciello" width="203" height="248" class="alignright size-full wp-image-9068" /></div>
<p>La Chiesa ha allentato la morsa sua sul diavolo. Lo dimostra il fatto che non ho mai sentito parlare mio nonno ne di diavoli né di arcangeli; e lui era molto religioso e devoto. Al massimo da qualche vecchietta del mio paese ho sentito parlare invece del Monaciello che è un&#8217;altra tipica figura della tradizione antica napoletana. Il Monaciello (piccolo monaco) era <strong>un dispettoso essere a metà tra un fantasma ed un uomo in carne ed ossa</strong>. Ad un dispetto del Monaciello si poteva far risalire di volta in volta cose come la scomparsa delle salsicce dalla dispensa, lo scompiglio delle lenzuola di un letto matrimoniale o anche una serie di calci e pugni ricevuti nel buio notturno di una strada isolata. Non a caso questo personaggio assume in certe sue raffigurazioni dei tratti chiaramente demoniaci con un pene sproporzionatamente grande sotto il saio.</p>
<p>Comunque sia è sempre molto comodo scaricare delle responsabilità, personali o collettive, su una entità esterna. Così l&#8217;uomo (creato buono) ha peccato fin dall&#8217;inizio e continua a peccare solo per suggestione dell&#8217;opera del demonio. Ed allora <strong>a questo diavolo (ma mi verrebbe quasi da dire a questo &#8220;povero&#8221; diavolo) possono essere attribuite le colpe di tutti i mali del mondo</strong>: le guerre, la fame, le ingiustizie, la mancanza di morale. Tutte cose che invece senza di esso ricadrebbero interamente  tra il novero delle nostre responsabilità dirette. Naturalmente anche gli attacchi a Papa Benedetto XVI sui casi di pedofilia sono suggeriti dal demonio ed è il demonio stesso ad usare i preti pedofili per distruggere la Chiesa. </p>
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		<title>Liberazione</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 09:38:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Guarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Liberazione Commedia in un solo atto di Domenico Guarino Personaggi: Presentatrice Primo ospite Primo infermiere Secondo infermiere Uomo in abito scuro Una donna Secondo ospite Scena: Una pedana con d&#8217;avanti un leggio. Ai lati la bandiera italiana e quella degli USA. Ci sono due uscite laterali. [Luci spente. Suona l'inno dell'Italia poi quello degli USA. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="box_teatro">
<div style="text-align:center">
<h2 class="h2_post">Liberazione</h2>
<p>Commedia in un solo atto</p>
<p>di</p>
<p><strong>Domenico Guarino</strong></p>
<p><em>Personaggi:</p>
<p>Presentatrice<br />
Primo ospite<br />
Primo infermiere<br />
Secondo infermiere<br />
Uomo in abito scuro<br />
Una donna<br />
Secondo ospite</p>
</div>
<p>Scena: Una pedana con d&#8217;avanti un leggio. Ai lati la bandiera italiana e quella degli USA. Ci sono due uscite laterali.<br />
</em></p>
<p>[Luci spente. Suona l'inno dell'Italia poi quello degli USA. Si accendono le luci]</p>
<p><strong>Presentatrice</strong>: [Da sinistra entra una donna. E' vestita in modo elegante. Ha in mano dei fogli. Saluta il pubblico con tono fragoroso] Buonasera. [Raggiunge il centro della scena. Con tono gioviale, sorridendo] Buonasera a tutti e benvenuti al settimo appuntamento con &#8220;Celebrazioni &#038; Celebrazioni&#8221; un percorso di manifestazioni dedicato a personaggi famosi ed importanti eventi della storia. &#8220;Celebrazioni &#038; Celebrazioni&#8221; è un format di proprietà della società Italia Media S.r.l. ed è patrocinata dal consiglio dei Ministri per la promozione e la diffusione della cultura nel nostro paese. </p>
<p>Prima di cominciare voglio innanzitutto ringraziare gli organizzatori di questa serata per il loro preziosissimo lavoro. Grazie all&#8217;amministrazione per la gentile ospitalità. Un ringraziamento speciale al nostro sponsor, è lui che ci da la possibilità di raccontarvi ogni volta tante storie. Un grazie anche a voi che siete qui stasera in questa splendida cornice.</p>
<p>Avete sentito. Abbiamo aperto sulle note del nostro bellissimo inno nazionale e di quello americano. C&#8217;è un motivo ben preciso per questa scelta. [Legge. Con tono formale.] Il 10 luglio 1943 gli Alleati sbarcavano in Sicilia al comando del generale americano George Patton. Era l’inizio della liberazione d’Italia dalla occupazione dall’esercito tedesco e dal fascismo. Anni tormentati per il nostro paese, per l&#8217;Europa ed il mondo intero.</p>
<p>Dopo aver celebrato le vite di personaggi come Marylin Monroe, Padre Pio e J.D. Rockefeller,  dopo aver rievocato eventi come l&#8217;invenzione della Coca-Cola, le nozze di Lady Diana e le vittorie della nazionale italiana ai mondiali di calcio abbiamo pensato che fosse doveroso dedicare una serata anche a questo importante periodo storico: la seconda guerra mondiale. </p>
<p>[Con tono sommesso] Questa sera vogliamo ricordare gli orrori del nazismo e la follia omicida del suo capo, Hadolf Hitler. La sua brama di potere che fu causa di morte e sofferenza per milioni di persone. Il suo smisurato odio per gli ebrei, le deportazioni, i saccheggi, le razzie.</p>
<p>Vogliamo ricordare però anche i tanti soldati alleati morti in battaglia per difendere la libertà e la democrazia, caduti sul campo per garantire a tutti noi quei diritti civili di cui oggi godiamo. Vogliamo ringraziarli per il loro sacrificio. Vogliamo rendere omaggio ai loro paesi di appartenenza, ringraziare i rispettivi governi che li hanno sacrificati: l&#8217;Australia, il Canada, la Nuova Zelanda, il Sudafrica, il Regno Unito e la Francia. </p>
<p>Ma soprattutto vogliamo ringraziare gli Stati Uniti d&#8217;America per il loro decisivo intervento. Per questo abbiamo messo la bandiera a stelle e strisce accanto al tricolore. Per testimoniare tutta la nostra riconoscenza ed amicizia verso questo grande paese. Questa sera, e lo sentirete dagli interventi dei nostri ospiti, sarà anche una serata per dire grazie all&#8217;America.</p>
<p>[Riprende il tono di giovialità] Ma cominciamo subito. Apriamo la serata con un intervento sullo sgancio della bomba atomica sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Un caloroso applauso al nostro primo ospite [esce subito a sinistra].</p>
<p><strong>Primo ospite</strong>: [Dalla sinistra entra un uomo. Si posiziona sulla pedana. Sistema dei fogli sul leggio. Legge] Sono le 8.16 del 6 agosto 1945, un aereo militare americano lascia cadere un grosso oggetto di metallo sulla città Giapponese di Hiroshima. E&#8217; lungo più di tre metri e pesa qualcosa come quattro tonnellate. I soldati gli hanno dato il simpatico nome “Little Boy”; che in americano vuol dire ragazzino. Dopo tre giorni è la volta di “Fat Man”; che in americano vuol dire invece uomo grasso, grassone. Grassone viene lasciato cadere sulla città di Nagasaki.</p>
<p>Sono due enormi recipienti di metallo. Al loro interno materiale in grado di esplodere su comando. Bombe. Oggetti che gli uomini utilizzano normalmente per massacrarsi tra loro. Tante ne sono state sganciate nel corso della guerra. Centinaia di migliaia. Ragazzino e grassone però non sono però bombe come le altre. Sono speciali, di un tipo mai utilizzato prima. </p>
<p>Al loro sgancio infatti riescono ad uccidere, in una piccola frazione di secondo, un numero di esseri umani che va da centomila a duecentomila. E&#8217; difficile stabilire il numero esatto di vittime, perché di esse non rimane praticamente più nulla. </p>
<p>Dissolti, fusi, inceneriti da una gigantesca palla di fuoco che nell’istante iniziale raggiunge una temperatura di un milione di gradi centigradi. Disintegrati, fatti a pezzi, spazzati via da un&#8217;onda d&#8217;urto il cui vento supera i 1.000 km/h con una pressione di centinaia di migliaia di volte quella atmosferica. Migliaia e migliaia e migliaia di vite ignare, di uomini e di donne, di vecchi e di bambini, che un istante prima sono ed un istante dopo, semplicemente, non sono più. Una degna conclusione per un massacro senza precedenti nella storia dell&#8217;umanità: la seconda guerra mondiale.</p>
<p>Un carneficina immane con cinquantacinque milioni morti, tre milioni di dispersi, trentacinque milioni di feriti. Sei milioni ebrei sterminati nei campi di concentramento. Sessantaquattro milioni di profughi. Un oceano di persone sradicate brutalmente dalle loro terre natali. Intere popolazioni ridotte alla fame. Distruzioni materiali incalcolabili. Paesi ridotti nella più completa rovina. Città trasformate in un cumulo di macerie fumanti. Il conflitto più devastante mai combattuto dall&#8217;uomo su questo pianeta. La più terrificante tra tutte le guerre.</p>
<p>Noi siamo qui stasera per celebrare la fine di quella tragedia, per festeggiare la liberazione dell&#8217;Italia, dell&#8217;Europa e del mondo dalla minaccia del nazismo e del fascismo. Per ringraziare coloro che hanno combattuto per la libertà. Siamo qui per ricordare ciò che è stato affinché non si abbia mai più a ripetere. [China la testa. Si abbassano le luci]</p>
<p>[Scende dal palchetto. Si avvicina al pubblico. Si toglie la giacca.] Ma ricordare soltanto ciò che è stato non basta. Affinché non si abbia mai più a ripetere è necessario capire perché è stato. Vi siete mai chiesti perché è stato ? Vi siete mai fermati a riflettere sulle vere cause che portano allo scoppio di una guerra ? Per motivi religiosi ? Un popolo ne assale un altro per compiacere il suo Dio. Per ragioni politiche ? Per un contenzioso, per il venir meno ad un accordo preso o per ritorsione ad un torto subito ! L&#8217;orgoglio nazionale ! La patria ! Oppure per motivi di odio razziale ? Perché si ritiene l&#8217;altro inferiore, un essere bestiale, e quindi una minaccia da annientare.<br />
Se pensate che siano queste le cause di una guerra allora sappiate che siete fuori strada; completamente fuori strada. Queste cose sono solo pretesti, gli strumenti utilizzati ad arte per sfruttare le debolezze e l&#8217;ignoranza degli uomini e mettere i popoli gli uni contro gli altri.<br />
Avete mai provato a chiedervi chi trae vantaggio da una guerra ? </p>
<p>Se piove e non si ha un ombrello ci si bagna e le persone non amano bagnarsi sotto la pioggia,  per questo comprano gli ombrelli. Pensate che un ombrellaio possa trarre un vantaggio economico da un inverno lungo e piovoso ? </p>
<p>Se fa molto caldo e non si ha qualcosa da bere si comincia ad avere sete e le persone non amano soffrire la sete, per questo in estate comprano spesso bibite e granite. Pensate che un acquaiolo possa trarre un vantaggio economico da una lunga estate calda ed afosa ? </p>
<p>[Crescendo] Bene. Per combattere una guerra c&#8217;è bisogno di armi: di fucili e di pistole, di bombe, di cannoni e carri armati, di aerei e di navi. Un governo se vuole vincere una guerra deve comprare tutte queste armi. Pensate che un fabbricante di armi possa trarre un vantaggio economico dallo scoppio di una guerra ?<br />
Ma per fare andare quei carri armati, quegli aerei e quelle navi da guerra il governo dovrà fare  ingenti rifornimenti di carburante. Pensate che una compagnia petrolifera possa trarre un vantaggio economico dallo scoppio di una guerra ?<br />
Ma per comprare tutte queste cose c&#8217;è bisogno di soldi molti soldi. Per forza di cosa un governo è allora costretto cercare qualcuno che glieli presti e pagare degli interessi sul prestito. Pensate che una banca possa trarre un vantaggio economico dallo scoppio di una guerra ?<br />
[Alzando sempre di più il tono] Potrebbe poi anche accadere che quegli gli stessi uomini che sono i proprietari della banca che prestata i soldi al governo per comprare quei carri armati, quegli aerei e quelle navi da guerra siano anche i proprietari dell&#8217;industria che costruisce quei carri armati, quegli aerei e quelle navi da guerra e che siano anche i proprietari della compagnia petrolifera che vende al governo il petrolio per fare andare quei carri armati, quegli aerei e quelle navi da guerra.<br />
[Grida] Allora pensate che questi uomini, che sono banchieri, fabbricanti d&#8217;armi e petrolieri, tutti assieme, possano trarre un vantaggio economico dallo scoppio di una guerra ?<br />
[Lentamente quasi sottovoce] E se la risposta è si è legittimo o no pensare che essi cerchino di mettere in atto azioni tali da provocare dallo lo scoppio di una guerra ? Magari controllando la politica. Magari con le enormi possibilità economiche che hanno potrebbero finanziare le campagne elettorali di uomini corrotti e senza scrupoli, di criminali, mandarli al potere ed avere così dei governanti compiacenti al loro servizio. Una campagna elettorale è sempre molto costosa e per essere eletti c&#8217;è bisogno di tanti soldi. Ma per essere eletti c&#8217;è anche bisogno di apparire spesso in televisione, di avere le foto pubblicate sui giornali. Potrebbe anche essere che quegli gli stessi uomini che sono i proprietari della banca, che sono i proprietari dell&#8217;industria che costruisce le armi e che sono i proprietari della compagnia petrolifera siano anche i proprietari delle televisioni e dei giornali che ci dicono per chi votare.<br />
[Deciso] Ci hanno raccontato che la seconda guerra mondiale è stata causata dalla follia di un solo uomo, dal suo odio per gli Ebrei, dalla sua sete di conquista del mondo, dalla sua assurda convinzione di appartenere ad razza superiore. E&#8217; una versione comoda; molto comoda. Comoda soprattutto per chi l&#8217;ha scritta. Una nazione, con a capo un pazzo di nome Hilter, che riesce praticamente, da sola, a mettere in ginocchio mezzo mondo.<br />
Insomma, siete persone adulte. Non dovreste credere più alle favole. La realtà del mondo non è quella dei cartoni animati. Siete cresciuti ormai. No ? Come è anche lontanamente possibile pensare che una nazione come la Germania, uscita a pezzi dalla prima guerra mondiale, con un debito mostruoso, possa diventare in pochi anni nuovamente una potenza militare, senza aiuti economici da parte delle banche straniere, senza aiuti da parte delle multinazionali, senza aiuti da parte della grande finanza mondiale! Se riteniamo che ciò sia possibile allora dobbiamo riconoscere che Hitler aveva ragione quando parlava di una superiorità razziale dei Tedeschi. </p>
<p>E i governi ? I politici ? E&#8217; mai possibile che nessuno di loro si accorge di nulla ?  E&#8217; mai possibile che siano così rincoglioniti da farsi trovare impreparati, con le braghe in mano. Hitler parla alle folle, a voce alta, non certo di nascosto. La Germania. Proprio la Germania, la nazione che nel precedente conflitto mondiale, prima di essere sconfitta, ha messo a ferro e fuoco mezzo mondo. Non è possibile ! Mi aspetto almeno un minimo di attenzione da parte dei vincitori! Invece niente di tutto questo. I nazisti hanno tutto il tempo di organizzarsi e costruire i loro armamenti. All&#8217;improvviso Hitler invade la Polonia e solo allora si scopre che i tedeschi sono di nuovo una minaccia per il mondo. E si ricomincia daccapo.</p>
<p>Ma allora se le cose stanno così tanto vale credere anche a pinocchio e alla fata turchina. A cappuccetto rosso e il lupo cattivo. Tanto vale credere che esistono le streghe e che volano di notte sui manici delle scope. </p>
<p>Tutti sanno di quella che era l&#8217;ossessione di Hitler per gli Ebrei. Li riteneva l&#8217;origine di tutti i mali del mondo per questo voleva sterminarli. Pochi sanno però chi fu il suo principale ispiratore, chi alimentò quelle sue paure.</p>
<p>[Prende da terra la giacca e dalla tasca prende un libricino] Vedete questo libro ? Si intitola “L&#8217;ebreo internazionale”. E&#8217; stato stampato in mezzo milione di copie e tradotto in sei lingue. E&#8217; stato un riferimento per tutti gli antisemiti prima e durante la guerra, una bibbia per i nazisti. </p>
<p>Parla di un progetto di dominio sul mondo da parte del popolo ebreo. Leggo: “Gli ebrei sono la principale fonte della malattia del corpo nazionale tedesco. Gli ebrei sono una razza che ha resistito a tutti gli sforzi compiuti per il suo sterminio. Immaginiamo che non vi siano più semiti in Europa. Sarebbe davvero una gran tragedia? Niente affatto! Gli anglosassoni, ariani, bianchi europei, anglosassoni-celtici sono il popolo dominante che nel corso dei secoli è stato scelto per regnare sul mondo.“</p>
<p>E&#8217; stato pubblicato nel 1921, vent&#8217;anni prima che cominciassero le deportazioni degli Ebrei da parte dei Nazisti. E da chi pensate sia stato scritto ? Da uno schizofrenico rinchiuso in qualche cella di qualche manicomio tedesco ? Magari dallo stesso Hitler durante la sua giovinezza ?  No! L&#8217;autore di questo libro è il più grande degli industriali americani di tutti i tempi, un uomo il cui nome è una legenda, un uomo che ha contribuito in modo determinante alla creazione della società moderna. L&#8217;autore di questo libro è Henry Ford, il fondatore della casa automobilistica omonima. </p>
<p>Si Henry Ford avete capito bene, l&#8217;uomo che ha inventato la catena di montaggio in fabbrica, l&#8217;uomo che ha costruito l&#8217;automobile per tutti, lui ha scritto il libro che è stato la guida per Hitler nello sterminio degli Ebrei. Riuscite a cogliere qualche collegamento,  qualche assonanza ? Catena di montaggio, alienazione dell&#8217;operaio in fabbrica. Deportazioni, lavori forzati nei campi di concentramento. </p>
<p>Hitler ammirava talmente Ford che nel suo studio privato aveva un suo ritratto. Per il suo 75° compleanno lo insignì della più alta onorificenza che il regime nazista poteva conferire ad uno straniero: la gran croce del supremo ordine dell&#8217;aquila tedesca. Un riconoscimento per l&#8217;impegno della filiale Ford in Germania nel rifornire l&#8217;esercito nazista di mezzi blindati. </p>
<p>La Germania di Hitler è stata finanziata dalle multinazionali e dalle banche americane prima e durante la guerra. Il nazismo stesso è stato una loro creazione. L&#8217;ascesa di un pazzo al potere, la preparazione di una grande guerra, tutto pianificato. Senza di loro non ci sarebbe stato nessun Hitler e non ci sarebbe stata nessuna guerra. Gli investimenti vengono fatti sempre nei paesi dove non ci sono diritti per i lavoratori, dove è basso il costo della mano.</p>
<p>Vi siete mai chiesti perché i nazisti hanno deportato così tante persone ? Milioni. Deportare milioni di persone comporta dei costi. Che senso ha prendere delle persone, portarle in dei campi di concentramento e lasciarle morire di stenti ? Tanto vale ucciderle subito sul posto o poco distante in disparte! Forse Hitler voleva far soffrire più a lungo quelle persone. Li hanno deportati per soddisfare le richieste di mano d&#8217;opera delle multinazionali che lì avevano le loro belle fabbriche. Mano d&#8217;opera a costo zero il sogno di ogni imprenditore. Gli aerei americani non bombardarono mai le loro fabbriche in Germania !</p>
<p>Grazie al nazismo le compagnie americane hanno fatto affari d&#8217;oro. Prima producendo le armi per gli aggressori, armando nazisti, e poi producendo le armi per i liberatori: gli alleati. Grazie al nazismo un popolo è stato persuaso di appartenere ad una razza superiore, di poter sottomettere il mondo intero. Grazie al nazismo il resto del mondo è stato costretto a difendersi per non soccombere. Agli occhi degli uomini di entrambe le parti il nazismo ha giustificato spese militari astronomiche. Soldi frutto del lavoro di milioni di persone finiti, con la complicità dei governi, nelle tasche di quegli stessi uomini che la guerra l&#8217;avevano architettata.<br />
Grazie ad nazismo le banche si sono arricchite a dismisura con gli stati coinvolti nel conflitto. Prima prestando i soldi per combattere la guerra e poi prestando i soldi per ricostruire quello che la guerra aveva distrutto: case, strade, ponti, aeroporti, stazioni. Profitti inimmaginabili su  milioni di vite ignare.<br />
Così quegli stessi uomini che avevano creato il terreno fertile per far nascere il mostro e per farlo crescere a tempo debito lo hanno additato, combattuto e sconfitto per apparire essi stessi come i liberatori. Per questo motivo siamo qui questa sera, per festeggiare la liberazione.</p>
<p>Siamo qui per festeggiare una colossale messa in scena, una tragedia, con tanto di finale ad effetto. Ci hanno raccontato che lo sgancio delle atomiche è stato un male necessario. L&#8217;unico modo per accorciare la durata della guerra e risparmiare così milioni di vite.</p>
<p>Balle, la guerra era già buona che vinta ! Il governo americano non avrebbe rinunciato per nessun motivo a sganciare quelle due bombe, a portare a termine quell&#8217;esperimento. Perché di questo si trattò, di un macabro esperimento. Vi siete mai chiesti perché furono sganciate due bombe e non una soltanto ? Perché la prima era al uranio la seconda al plutonio. Gli scienziati dovevano provare l&#8217;efficacia di entrambe ! </p>
<p>Sapete quale è la cosa più grave. La cosa più grave è che non ci sforziamo e non pretendiamo di capire come funziona il mondo. La cosa più grave è che accettiamo che ci vengano raccontate delle favole come quando eravamo bambini. Ci hanno abituati a guardare il mondo come se fosse una grande “Soap opera”, o un film d&#8217;azione con l&#8217;eroe invincibile che alla fine sconfigge sempre i cattivi. Accettiamo per buono tutto: quello che ci viene e quello che non ci viene detto. Specialmente quello ci deresponsabilizza e ci rassicura. </p>
<p>[Si riaccendono le luci. L'ospite trasale. Da destra entrano due infermieri in camice in camice bianco. Sono chiaramente minacciosi. Con loro un uomo, indossa un abito nero e occhiali scuri. L'ospite cerca di scappare, grida di non aver fatto nulla di male. Suona la sirena di un'ambulanza e quella della polizia. Gli infermieri si avventano sull'uomo che si dimena, riescono a immobilizzarlo e a fargli una iniezione. L'uomo in abito scuro osserva, controlla. Dopo un pochi secondi l''ospite perde conoscenza. Gli infermieri lo trascinano via. La sirena dell'ambulanza sfuma.]</p>
<p><strong>Uomo in abito scuro</strong>: Signori, signore. Cosa dire. Siamo addolorati per quanto questa sera si è verificato. E&#8217; stato un episodio molto sgradevole. Noi dell&#8217;organizzazione ce ne sentiamo responsabili. Ci siamo lasciati ingannare. Si è trattato di un subdolo sabotaggio. Quel guastafeste è riuscito a tenere ben nascoste le sue vere intenzioni. Ci ha colti di sorpresa.  </p>
<p>Noi tutti eravamo qui unicamente per testimoniare il nostro profondo amore per l&#8217;Italia, la nostra patria, e per riaffermare con forza un sincero sentimento di riconoscenza verso un grande paese amico: gli Stati Uniti d&#8217;America. Rovinare questa festa è stato un atto criminoso! Ignobili parole abbiamo ascoltato per bocca di quello squilibrato. [Alza il tono] Menzogne, farneticazioni. Affermazioni senza alcun fondamento. [Suadente] Parole che adesso meritano soltanto una cosa: essere cancellate per sempre dalle nostre menti. </p>
<p>Gli Stati Uniti d&#8217;America sono una grande nazione, faro di civiltà, di libertà e di democrazia; per tutti i popoli del mondo. Gli Stati Uniti d&#8217;America hanno liberato l&#8217;Italia e l&#8217;Europa intera dalla follia di un dittatore sanguinario; chissà come sarebbe stato oggi il mondo senza il loro provvidenziale intervento. Se non non ci fossero stati loro a difenderci dalla minaccia del comunismo durante la guerra fredda. Senza il loro impegno contro il terrorismo internazionale.</p>
<p>Noi che amiamo la nostra patria, la nostra bandiera, il nostro Dio, le nostre tradizioni, noi che siamo dei veri Italiani, che siamo sempre dalla parte della verità e del bene, noi, siamo profondamente grati agli Stati Uniti d&#8217;America e questa sera siamo qui per testimoniarlo. Anche a dispetto di quegli Italiani, e poc&#8217;anzi ne abbiamo visto un esempio, che non sono dei veri Italiani perché altro non fanno che andare contro gli stessi interessi del loro paese. </p>
<p>Vogliamo essere grati ai presidenti degli Stati Uniti, sempre liberamente eletti dal popolo. Ai soldati caduti in guerre combattute esclusivamente difendere la democrazia e la libertà.</p>
<p>E vogliamo essere grati anche alle multinazionali, ai banchieri, ai grandi capitalisti americani. Perché è grazie a loro se oggi possiamo godere di questo benessere. E&#8217; grazie a loro se oggi tutti voi potete avere un lavoro, cibo in abbondanza, automobili, computer, telefonini. E&#8217; grazie a loro che potete scegliere di andarvene in giro per il mondo o starvene a casa, leggere un libro o guardare comodamente la partita della vostra squadra preferita. E&#8217; solo grazie alla creazione questo benessere che può esserci la pace.</p>
<p>Non certo grazie alle chiacchiere dei pacifisti, degli animalisti, degli ambientalisti, dei comunisti. Gente che parla, parla, ma che poi non conclude mai nulla di buono. Parassiti. Debosciati che non sanno fare altro che invidiare chi con il lavoro riesce a farsi una posizione all&#8217;interno della società. Noi siamo l&#8217;Italia che ama e che produce ricchezza e benessere per tutti. Loro sono l&#8217;Italia che odia e che invidia.</p>
<p>L&#8217;invidia. Il peggiore dei mali dell&#8217;uomo. Si può anche impazzire d&#8217;invidia, come quel pericoloso individuo. Dio solo sa quale rischio abbiamo corso tutti noi. Ma non abbiate paura, adesso siete al sicuro. Avete visto come lo abbiamo immobilizzato ed allontanato dal palco. Lo abbiamo fatto per voi, per proteggervi. Lo porteremo in un luogo sicuro, lontano dai vostri occhi in modo che non possa più minacciarvi. E soprattutto lontano dalle vostre orecchie così che con le sue menzogne non possa più minare la vostra fiducia nelle istituzioni. La vostra serenità. La vostra pace. [Pausa] Non dovete credergli. Non potete credergli. Non vi converrebbe.</p>
<p>[Dalla sinistra esce una donna. Sembra nervosa. Si avvicina, porge un foglio. Poi esce. L'uomo lo legge.] Adesso vi chiedo soltanto una cosa: avere qualche istante di pazienza. Lo spettacolo deve continuare e continuerà.[L'uomo esce di scena]</p>
<p>[Luci spente. Suona l'inno dell'Italia poi quello degli USA. Si accendono le luci]</p>
<p><strong>Presentatrice</strong>: [Entra di nuovo da sinistra la presentatrice come se fosse per la prima volta. Ha sempre in mano dei fogli. Saluta il pubblico con tono fragoroso] Buonasera. [Raggiunge il centro della scena. Con tono gioviale, sorridendo] Buonasera a tutti e benvenuti al settimo appuntamento con &#8220;Celebrazioni &#038; Celebrazioni&#8221; un percorso di manifestazioni dedicato a personaggi famosi ed importanti eventi della storia. &#8220;Celebrazioni &#038; Celebrazioni&#8221; è un format di proprietà della società Italia Media S.r.l. ed è patrocinata dal consiglio dei Ministri per la promozione e la diffusione della cultura nel nostro paese. </p>
<p>Prima di cominciare voglio innanzitutto ringraziare gli organizzatori di questa serata per il loro preziosissimo lavoro. Grazie all&#8217;amministrazione per la gentile ospitalità. Un ringraziamento speciale al nostro sponsor, è lui che ci da la possibilità di raccontarvi ogni volta tante storie. Un grazie anche a voi che siete qui stasera in questa splendida cornice.</p>
<p>Avete sentito. Abbiamo aperto sulle note del nostro bellissimo inno nazionale e di quello americano. C&#8217;è un motivo ben preciso per questa scelta. [Legge. Con tono formale.] Il 10 luglio 1943 gli Alleati sbarcavano in Sicilia al comando del generale americano George Patton. Era l’inizio della liberazione d’Italia dalla occupazione dall’esercito tedesco e dal fascismo. Anni tormentati per il nostro paese, per l&#8217;Europa ed il mondo intero.</p>
<p>Dopo aver celebrato le vite di personaggi come Marylin Monroe, Padre Pio e J.D. Rockefeller,  dopo aver rievocato eventi come l&#8217;invenzione della Coca-Cola, le nozze di Lady Diana e le vittorie della nazionale italiana ai mondiali di calcio abbiamo pensato che fosse doveroso dedicare una serata anche a questo importante periodo storico: la seconda guerra mondiale. </p>
<p>[Con tono sommesso] Questa sera vogliamo ricordare gli orrori del nazismo e la follia omicida del suo capo, Hadolf Hitler. La sua brama di potere che fu causa di morte e sofferenza per milioni di persone. Il suo smisurato odio per gli ebrei, le deportazioni, i saccheggi, le razzie.</p>
<p>Vogliamo ricordare però anche i tanti soldati alleati morti in battaglia per difendere la libertà e la democrazia, caduti sul campo per garantire a tutti noi quei diritti civili di cui oggi godiamo. Vogliamo ringraziarli per il loro sacrificio. Vogliamo rendere omaggio ai loro paesi di appartenenza, ringraziare i rispettivi governi che li hanno sacrificati: l&#8217;Australia, il Canada, la Nuova Zelanda, il Sudafrica, il Regno Unito e la Francia. </p>
<p>Ma soprattutto vogliamo ringraziare gli Stati Uniti d&#8217;America per il loro decisivo intervento. Per questo abbiamo messo la bandiera a stelle e strisce accanto al tricolore. Per testimoniare tutta la nostra riconoscenza ed amicizia verso questo grande paese. Questa sera, e lo sentirete dagli interventi dei nostri ospiti, sarà anche una serata per dire grazie all&#8217;America.</p>
<p>[Riprende il tono di giovialità] Ma cominciamo subito. Apriamo la serata con un intervento sullo sgancio della bomba atomica sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Un caloroso applauso al nostro primo ospite [esce subito a sinistra].</p>
<p><strong>Secondo ospite</strong>: [Da sinistra entra una donna. E' molto elegante indossa un abito rosso scintillante. Si posiziona sulla pedana. Sistema dei fogli sul leggio. Sorride nervosamente] </p>
<p>Scusate sono un po&#8217; emozionata.</p>
<p>[Legge] “Non importa quanto tempo occorrerà per riprenderci da questo attacco, il popolo americano con tutta la sua forza riuscirà ad assicurarsi una vittoria schiacciante, in nome di Dio. Chiedo che il Congresso dichiari lo stato di guerra tra gli Stati Uniti e l&#8217;Impero giapponese, a seguito dell&#8217;attacco non provocato e codardo del Giappone di Domenica 7 Dicembre 1941“</p>
<p>Con queste solenni parole, all&#8217;indomani dell&#8217;attacco a Pearl Harbor, l&#8217;allora presidente degli stati uniti Roosevelt, giurava vendetta e gli Stati Uniti entravano in guerra. Dopo soli tre anni gli americani avevano già mantenuto in pieno quella promessa; come solo loro del resto potevano fare. </p>
<p>E&#8217; l&#8217;estate del 1945 e già da qualche mese gli aerei a stelle e strisce colpiscono a ripetizione con pesanti bombardamenti le città giapponesi. In ogni attacco vengono sganciate migliaia di tonnellate di bombe. Attacchi che provocavano ogni volta numerosissimi di morti e feriti. Nonostante questi massicci bombardamenti sulla popolazione però l&#8217;impero giapponese, incurante della sofferenza della sua gente, continua ottusamente a rifiutare la resa.</p>
<p>Per porre fine a questa inutile carneficina, e solo per questo, il governo americano prende allora una difficile e sofferta decisione: utilizzare la nuova arma. La bomba atomica. E&#8217; il 6 agosto e sulla città di Hiroshima viene utilizzato per la prima volta questo potente ordigno, frutto dell&#8217;ingegno dei più grandi scienziati dell&#8217;epoca. Un  giorno memorabile per l&#8217;umanità. Dopo tre giorni tocca alla città di Nagasaki. </p>
<p>Una disgrazia immane certo. Non si può negare che quell&#8217;azione provocò la morte di tante persone. Ma quelle morti servirono a mettere definitivamente fine alla guerra e ad evitare ulteriori sofferenze.</p>
<p>Oggi ricordiamo quegli uomini e quelle donne che si sacrificarono per la pace ma soprattutto ringraziamo gli Stati Uniti d&#8217;America a cui toccò l&#8217;arduo compito di prendere quella difficile decisione. Per il bene di tutti noi.</p>
<p>[Bacia il tricolore, poi la bandiera a stelle e strisce. Luci spente.]</p>
<p>FINE
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