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...dovrà pure esistere una vita prima della morte !
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Ecologia mentale

Spesso nella risoluzione di un problema, specie se di una certa complessità, può capitare di rimanere intrappolati in errati quanto rigidi schemi di ragionamento che fanno perdere di vista il vero obbiettivo da perseguire. Più la prospettiva è fissa e ristretta e più è facile rimanere “incollati” su aspetti poco rilevanti. Più si danno per scontate delle situazioni che in realtà scontate non lo sono affatto più si rischia di mettere in atto azioni completamente errate. La scena che mi viene in mente è quella di un uomo che, dovendo attraversare un varco, cerca di aprire una porta spingendola. L’uomo continua stremato a spingere la porta con tutte le sue forze senza accorgersi che sulla stessa, un po’ più in alto, c’è un cartello con su scritto “tirare”.
corso-ambiente

Cattivi pensieri sulla raccolta differenziata

L’anno scorso, spinto dal desiderio di capire meglio cosa fosse realmente successo nella mia amata regione, ho seguito un corso di formazione professionale sull’ambiente organizzato congiuntamente dagli ordini degli Ingegneri delle provincie di Napoli e di Salerno. Proprio durante questo corso mi è capitato di ascoltare uno scambio di opinioni sul tema della raccolta differenziata che mi ha lasciato alquanto perplesso. Da quel breve dibattito, improvvisato al momento nell’attesa che ricominciasse la lezione, usciva infatti un giudizio a dir poco pessimistico sulla sua reale efficacia. Uno dei colleghi, in particolare, metteva in evidenza tutti quelli (che a suo dire) erano i suoi principali limiti; primo fra tutti l’esistenza di rifiuti non differenziabili, rifiuti (come ad esempio il tetrapak) per i quali non è possibile fare la raccolta differenziata e quindi inesorabilmente destinati ad essere o depositati in discarica o inceneriti.

Confesso di essere rimasto molto sorpreso nel constatare come un tale tipo argomentazione potesse essere portato avanti, con tanta convinzione, anche da persone con alle spalle un percorso di studi che, per sua natura, abitua (ma a questo punto dovrei dire dovrebbe abituare) le persone al ragionamento. L’atteggiamento mi è parso proprio lo stesso di quell’immaginario uomo che spinge quella fantomatica porta anziché tirarla o di quelle nuore che spazzano la casa nascondendo tutto sotto al tappeto prima che arrivi la suocera.

discarica

La follia delle discariche e degli inceneritori

E’ una realtà fisica il fatto che con l’uso delle discariche si arriverà prima o poi ad un momento che non ci sarà più spazio dove metterli i rifiuti; un ingegnere almeno questo dovrebbe capirlo. Lo stesso discorso vale per gli inceneritori, l’ora del collasso arriverà un po’ più tardi ma comunque arriverà; della massa totale che viene incenerita in un impianto, infatti, rimane sempre e comunque un buon 15% di scarto che per forza di cose deve essere poi depositato in discarica.

E’ una realtà fisica anche il fatto che con l’attuale “ciclo aperto”, cioè estraendo continuamente materie prime (petrolio, metalli, legno, etc..) che poi vengono buttate via dopo l’utilizzo, si arriverà prima o poi all’esaurimento totale delle risorse globali e saremo paradossalmente costretti a riprendercele dissotterrandole da quelle stesse discariche dove le avevamo “scioccamente” buttate. Tutto questo senza contare poi i gravi danni che questi metodi (deposito in discarica e incenerimento) comportano per l’ecosistema e quindi per la salute degli uomini.

differenziata

Ecologia mentale

Solo cambiando la visuale, allargandola, guardando in avanti, si può riuscire a comprendere che il problema vero è quello di evitare un collasso (economico e ambientale) che potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza stessa della specie umana e che l’unica soluzione possibile è quella di una chiusura totale del ciclo: tutto quello che viene prodotto deve essere recuperato, trattato e riutilizzato. Tutto, anche quello che allo stato della tecnica oggi non lo è ancora.

Solo evitando di dare per scontato quello che in realtà scontato non lo è affatto si può evitare di spingere inutilmente una porta che si apre semplicemente tirandola e capire che il problema non è la raccolta differenziata che non riesce a smaltire un certo tipo di rifiuti ma bensì l’esistenza di quegli stessi rifiuti indifferenziabili e che è assolutamente necessario che la progettazione e la produzione dei beni materiale venga fatta fatta pensando che quei beni, dovendo avere per forza di cose un tempo di vita finito, dovranno un giorno essere recuperati e riutilizzati in ogni loro parte.

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  1. 17 marzo 2010 a 18:41 | #1

    Si potrebbe , evitare sia la discarica , sia gli inceneritori , che sono altamente nocivi , per tutto il nostro pianeta …. .
    Quindi l’alternativa , sarebbe quella del reciclaggio , così niente , va buttato , ma riutilizzato ,senza fare danni.
    Ma questo desiderio è lontano dato che gli interessi , sono di altra natura …..fare i soldi , sempre soldi ….

  2. 17 marzo 2010 a 19:25 | #2

    Ciao Mimmo. Forse sarebbe necessaria più “ricerca” in questo senso e, magari, anche più attenzione a ciò che già si può fare. Tempo fa, rimasi meravigliato positivamente e, subito dopo, sconvolto dalla visione di un documentario sul National Geographic che raccontava la storia dello smantellamento di un’aereoporto in disuso, non ricordo dove, forse in Germania.

    Tutti i materiali che costituivano il complesso aeroportuale, erano stati “riciclati” per costruire un villaggio al posto dell’area occupata dall’aereoporto. Pure la pista di atterraggio in cemento era stata fatta a pezzi e dopo opportuni trattamenti era diventata “cemento” per le nuove abitazioni. Se non ricordo male, il villaggio costituito da centinaia di piccole villette, fu costruito al 70% con materiali di riciclo dell’aereoporto. (peraltro, è qualcosa che hanno proposto anche le associazioni aquilane che protestano… non si sà con quanto successo!!)

    E noi, qua, dobbiamo accontentarci della Bindi che a Caserta, sotto elezioni, è andata a fotografare la “monnezza” per le strade!! Che dire??? Ognuno ha quel che si merita!!!

    Ciao e buon pomeriggio a te!!

  3. Floriana Bastia
    17 marzo 2010 a 22:27 | #3

    Perfettamente d’accordo. Bisogna diminuire la mole dei rifiuti (enorme) e usare materiali che siano tutti riutilizzabili. Per l’Italia, e con questi politici che vivono alla giornata, pura fantascienza. Inoltre nella nostra povera italietta non esiste una opinione pubblica informata che pretenda certe scelte. Comunque cerchiamo di fare qualcosa nel nostro piccolo.

  4. 18 marzo 2010 a 0:08 | #4

    Lo so che sembra solo un sogno e che siamo lontanissimi dal mettere in pratica una tale visione delle cose, ma è anche vero i sogni restano tali solo fino a quando sono condivisi da pochi :-)

  5. Corinina
    18 marzo 2010 a 11:12 | #5

    Piacere di conoscerti! Da quanto ho letto sei una persona simpatica e spiritosa .Anch’io amo il teatro,ma non sono napoletana, vengo però spesso a Napoli,città stupenda che m’intriga molto,per partecipare ad eventi culturali,quale: Alla corte di Federico II. Sono del tuo parere che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare senza aspettare l’aiuto d’un salvatore. Siamo noi i salvatori.
    Grazie del tuo pensiero.
    Corinina

  6. 18 marzo 2010 a 13:50 | #6

    Dopo una lunga assenza…
    sono qui ad augurarti una buona giornata.

  7. wally_giana
    18 marzo 2010 a 17:37 | #7

    Grazie del commento al mio post . Hai ragione ad aver paura di rispondere : potresti sentirti dire — Mi consenta …. — Buona serata ! wally

  8. Andrea
    18 marzo 2010 a 19:11 | #8

    Piuttosto che pensare a problemi così importanti come la raccolta differenziata e la chiusura totale del ciclo delle risorse le persone sono invece impegnate a guardare il grande fratello e così il mondo cola a picco!!

  9. 19 marzo 2010 a 20:32 | #9

    Caro Mimmo! Effettivamente di anni ne ho 20×3+qualcosa, ma sempre 20.. infatti della mia vita ne ho passato la maggior parte a contatto con i ragazzi tra i 15 ed i 20 anni (insegnante delle superiori)e, con la classica empatia napoletana son ritornata un pò come loro, pur mantenendo l’adeguata autorevolezza. (mio padre era di atripalda e mia madre di vicenza).
    Ora, in pensione, finalmente mi posso concedere di guardare il mondo e viverlo come meglio posso. Lascio libero il mio pensiero e, in mancanza di ascolto in famiglia, mi sono lanciata nello spazio virtuale. Nel mio paese (a sud di bergamo) c’è la differenziata da anni. Ormai siamo stati “allevati” a distinguere bene le cose, e la raccolta è puntuale. Umido (due volte la settimana) carta, plastica , vetro con metalli, e sacco nero.. in cui vanno le sabbioline dei gatti, la carta sporca, i sacchetti dell’aspirapolvere, e quello che non trova collocamento tra gli altri. Poi ci sono le piattaforme ecologiche a cui si porta l’ingombrante e l’erba tagliata dai giardini, e non sono lontane nè fanno storie per prendere le cose, salvo verificare che si sia del paese.I tetrapak vanno con la carta, ma solo da poco tempo, evidentemente il recupero ha trovato la tecnologia adatta. Sembra che da queste parti ci sia un’alta percentuale di riciclo. A presto, Anna

  10. 19 marzo 2010 a 20:33 | #10

    Ciao Guaglione adorato, scusa la mia latitanza, se posso domani ti scrivo una mail!
    Un forte abbraccio caro amico
    Cristina

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