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Mezze strisce

Sembra una barzelletta ed invece la cosa è reale: strisce pedonali tracciate solo a metà. Questa è la scena che mi si è presentata stamattina. E più avanti nello stesso viale, all’incrocio, ho trovato la stessa situazione. Immagino che quando gli operai sono arrivati hanno trovato delle auto in sosta e questo gli ha impedito di completare il lavoro, nessun segnale era stato messo per avvertire dei lavori e quindi non si è nemmeno potuto chiamare il carro attrezzi per la rimozione coatta.

Che poi, detto tra noi, si sa che chiedere l’intervento di un carro attrezzi comporta tutta una serie di svantaggi: perdita di tempo per l’impresa, lavoro aggiuntivo per i vigili urbani, infinite polemiche con il proprietario dell’auto – che fino a quel momento non era reperibile ma che all’arrivo del mezzo per la rimozione appare magicamente (in certi contesti sociali la rimozione della propria auto è considerata come un affronto, un attacco personale). E d’altro canto una rigida programmazione del lavoro da parte del Comune avrebbe costretto a fare altrettanto anche all’impresa che invece ha potuto svolgere il lavoro senza alcun vincolo. Tutti contenti allora, ma con il risultato che le strisce sono state tracciate solo a metà. In fondo a cosa servono ? E pensare che a Siena lungo ogni strada c’è un cartello che segnala il giorno e l’orario del servizio di pulizia.

Totò Genio

Bellissima mostra a Napoli dedicata al grandissimo Totò in occasione del cinquantesimo anniversario della sua morte. Ad ospitare l’evento tre splendide location: Castel Nuovo (Maschio Angioino), Palazzo Reale ed il Convento di San Domenico Maggiore. Ovviamente, due fans sfegatati come me e Concetta non potevano perdere quest’occasione. La prima tappa del nostro mini-tour è stata … Continua la lettura di Totò Genio

Alien: Covenant

Lo aspettavo da tempo questo film, ma purtroppo si è rivelato una mezza delusione. Nonostante la scena iniziale facesse ben sperare, la trama è stata – come il titolo faceva temere – molto più Alien che Prometheus.

Bella la prima parte fino all’atterraggio dell’equipaggio sul pianeta degli ingegneri: il ritmo, l’ambientazione dell’astronave, la fotografia. Molto meno efficace invece la seconda, dove il film passa dalla fantascienza all’horror splatter; bisogna anche dire però che grazie agli ottimi effetti speciali la creatura mostruosa è la più credibile di sempre.

Purtroppo la storia tradisce in pieno l’attesa generata dal bellissimo finale di Prometheus: l’interrogativo della dottoressa Shaw, che si chiedeva perché i creatori degli uomini avessero deciso poi di sterminarli, viene messo da parte (definitivamente?) quando l’androide David stermina gli ingegneri scaricando su di loro una pioggia batteriologica di Xenomorfi; un’astuta mossa per sfuggire allo spinoso, per le implicazioni di carattere religioso, quanto difficile da trattare tema dell’origine dell’umanità.

Inverosimile, per non dire ridicolo, il fatto che i membri dell’astronave Covenant non si pongano nessuna domanda sulle strabilianti cose trovate sul pianeta degli ingegneri: né sulla mastodontica costruzione del tempio nè tanto meno sulle migliaia di cadaveri di esseri giganti che giacciono davanti ad esso.

I personaggi hanno poco carattere; addirittura ridicolo quello del timido capitano che non riesce a gestire il proprio equipaggio. Noioso il dialogo tra i due androidi, grottesco il loro combattimento. Il finale a sorpresa recupera comunque un po’ in freschezza lasciando aperte molte porte per un eventuale seguito.