L’arma della fiducia nel prossimo
Quando mi trovo a parlare dell’importanza che riveste a livello sociale la nostra capacità di nutrire fiducia nel prossimo e provo “mettere in guardia” i miei interlocutori da quanti (e non sono pochi) cercano di distruggerla definitivamente dalla testa e dal cuore della gente, trovo sempre come risposta un atteggiamento di scoraggiamento, di disillusione e di pessimismo.
Uno stato d’animo molto diffuso, dovuto ad visione alquanto distorta che abbiamo del concetto di fiducia: spesso infatti diamo fiducia agli altri solo con l’aspettativa (più o meno consapevole) di ricevere direttamente qualcosa in cambio, di avere un personale vantaggio, magari anche solo di tipo affettivo; il risultato è che poi inesorabilmente ci ritroviamo da soli a piangere.
La frustrazione che deriva da queste esperienze negative ci annebbia la mente e ci porta a vedere gli altri come dei “lupi” intenzionati unicamente a speculare sulla nostra buona fede e ci fa sentire degli ingenui e degli sciocchi. Molto spesso poi questo stato di disagio diventa il punto di partenza di un percorso che ci porta a passare al contrattacco e ad assumere quegli stessi comportamenti che tanto ci hanno fatto soffrire e che tanto abbiamo biasimato (torna utile a questo proposito la famosa parabola biblica della pagliuzza e della trave).
Siamo anche portati, narcisisticamente, a considerarci gli unici “buoni e puri” in un mondo fatto di “cattivi e traditori”, quasi come se noi provenissimo da un altro pianeta o fossimo geneticamente diversi da tutti quanti gli altri. Questo da un lato ci gratifica, ci consola e ci rassicura sulle scelte e comportamenti che abbiamo adottato dell’altro ci allontana inesorabilmente dalla realtà vera delle cose.
La verità è che i rapporti umani sono caratterizzati da dinamiche estremamente complesse, infinitamente complesse, molto più di quanto siamo superficialmente portati a credere, perché infinitamente complessa è la psiche di ogni uno di noi. L’unico modo che abbiamo per cercare di comprenderle è quello di smettere di vedere le cose sempre e solo dal nostro punto di vista e cominciare invece a sforzarci di metterci anche da quello degli altri, tenendo sempre bene in mente che anche chi ci sta di fronte ha le nostre stesse aspettative ed esigenze, frustrazioni e dubbi, paure e insicurezze e che i suoi comportamenti sono (proprio come succede per i nostri) il risultato di una storia di vita fatta di tante esperienze personali, tutte fortemente condizionate da fattori ambientali il più delle volte incontrollabili. Solo considerando noi stessi come parte del “tutto”, tenendo presente che noi siamo per gli altri ciò che gli altri sono per noi, possiamo sperare di non cadere nel ridicolo e di non essere patetici nei nostri comportamenti e stati d’animo.
Avere fiducia nel prossimo non si traduce affatto nell’essere degli sciocchi ingenui e creduloni. Tutt’altro. Avere fiducia nel prossimo presuppone conoscenza e consapevolezza. Non vuol dire affatto credere ciecamente a chi ci governa e ci sfrutta ogni giorno né ai mass media che ci vendono un mondo che promette falsamente di rendere migliore la nostra vita e che in malafede e in maniera subdola cercano di distruggere definitivamente quello che rimane della nostra capacità di avere fiducia e la stima verso i nostri simili.
Né vuol dire credere al passante sotto casa che barcollante ci chiede i soldi per un panino e poi se li “sputtana” in una dose di eroina o alla prima “presunta” organizzazione umanitaria che ci chiede un contributo per aiutare i bambini in Africa. Avere fiducia nel prossimo presuppone anche attenzione ed un sforzo ed un impegno in prima persona nelle cose del mondo.
Avere fiducia nel prossimo vuol dire avere fiducia nella capacità (potenziale) di tutti gli esseri umani, e quindi anche nella nostra personale, di usare la ragione. Vuol dire “ammettere” che vale la pena confrontarsi con gli altri, investire il proprio tempo e le proprie energie con loro per crescere reciprocamente.
Avere fiducia nel prossimo significa avere speranza che tutto può cambiare, che in questo mondo non tutto è perduto, perché ogni cosa, nel bene e nel male, dipende esclusivamente da noi uomini, dalla nostra volontà. Dare fiducia agli altri non con l’aspettativa di un diretto tornaconto personale ma con la consapevolezza di dare nel proprio piccolo un contributo all’umanità intera.
In ultima analisi dare fiducia al proprio prossimo equivale a rifiutarsi di dare per spacciata l’umanità perché la fiducia reciproca è l’unica arma che abbiamo a disposizione per difenderci dalla nostra stessa follia, dalla insaziabile brama di potere e controllo che abbiamo verso i nostri simili. I potenti questo lo sanno ed hanno di essa terribilmente paura, per questo fanno di tutto per minarla.












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Mimmo Dany candidato alla Presidenza della Regione Campania
Durata:11:22
caro Mimmo cerca questo video,guardalo e dimmi come possiamo dargli fiducia,la fiducia bisogna guadagnarsela e onestamente ad una persona come questa mi viene difficile.Abbiamo bisogno di un mondo fatto di meritocrazia,basta dare fiducia a tutti!
@adriano Carissimo Adriano, ho visto il gruppo FB ….ovviamente si tratta di uno scherzo … ma se se fosse invece vero il tuo senso di disgusto verso una cosa del genere sarebbe da me condiviso in pieno … spero che tu non abbia pensato il contrario!
Ciao Mimmo… veramente un bel post!! Quasi un inno alla pace ed alla riconciliazione sociale!! In effetti, stiamo vivendo un momento di forti tensioni, anche emotive. Credo che la “sfiducia” nel prossimo sia alla base dei rapporti umani, oggi. Personalmente, nella vita “reale” non avevo mai avuto un impatto così “forte” con questo sentimento, come invece l’ho avuta qua, in rete!!! Forse si allargano gli “orizzonti” e si favoriscono maggiormente anche le influenze negative… ma nella vita reale ero molto più “tranquillo e fiducioso”!!!
Comunque, vedo che anche tu batti sul tasto della “consapevolezza”. Dovremo innalzarlo ad obiettivo dell’anno!! Forse, proprio con la consapevolezza si potrà uscire dal “brutto” momento che viviamo!!
Buon pomeriggio a te e ciao!!!
Lavoriamo su noi stessi per renderci un “prossimo ideale” per gli altri.Salutiamo Mimì.Ecco,tu sei un prossimo in cui ho fiducia.
artista1969
Caro Guaglione adorato, io mi associo a quanto scritto da Artista 69, TU SE UN PROSSIMO IN CUI HO FIDUCIA…………
Ti abbraccio e non cambiare mai!!!!!!
Ciao Mimmo e, per cominciare, ti auguro un sereno fine settimana!!
Anche se tanto sereni qua è difficile starci!!! Mi viene in mente un “anedotto” un po’ spinto.. che parla di un mondo in cui non ci si può mai sedere perché è una distesa… insidiosa!!! Va be’, facciamo che ci siamo capiti!!!
A proposito del processo breve… so’ che anche su facebook impazza la protesta!!! Non so’ quanto potrà servire questa nostra “indignazione”… ma almeno sapranno che non tutti gli italiani avranno “abboccato”!!!!
Ancora un buon fine settimana…dai, proviamo a rilassarci!!! Ma non troppo però!!! (rido!!!)
Ciao Mimmo, proprio un bel post.Le cose che hai detto già in parte le pensavo anch’io, ma non così chiaramente, non così fortemente come tu hai saputo esporle. In ogni caso avevo bisogno di sentirle, perchè io sono vecchio di età e, come tu sai, i vecchi tendono ad essere sospettosi.
Ciao Mimmo, buona domenica
Antonio.
Il tuo post mi sembra molto interessantem, soprattutto quando sottolinei un concetto: che afficnhè le cose cambino molto dipende da noi stessi, dal nostro impegno. Certo la nostra azione è sotto posta a numerosi vincoli, non ce lo dobbiamo nascondere, ma spesso questi vincoli diventano una giustificazione posticcia per il nostro non far niente.
Ciao a presto.