Teatro e memoria: ricordare la shoah

Teatro e memoria
Sul palco con Il discorso all’umanità

Credo che la più grande responsabilità che una generazione ha nei confronti della successiva sia quella di trasmetterle la memoria del passato; metterla in guardia sugli errori commessi, in modo che non abbiano più a ripetersi. Certamente in questa direzione è andata la manifestazione dedicata alle vittime della shoah svoltasi oggi nella scuola media Italo Calvino di Villaricca a Napoli ed organizzata dall’assessorato alla cultura del comune.

Oggetti d'epoca
Oggetti d’epoca
Nella sala è stata allestita una piccola mostra con oggetti dell’epoca: divise, maschere antigas e strumentazioni di guerra, ma anche foto, quaderni e giornali di quel periodo. Durante la manifestazione sono stati proiettati filmati, documentari e testimonianze di sopravvissuti ai campi di concentramento. Un gruppo musicale ha cantato dei canti tradizionali in lingua ebraica. Un breve dibattito ha visto poi l’intervento del sindaco, dell’assessore alla cultura, del preside e alcuni professori. Palese è stato l’imbarazzo di uno di questi ultimi quando ha dovuto spiegare ai ragazzi come quegli stessi ebrei che tanto male hanno subito stanno, proprio in questi giorni, seminando a loro volta morte e terrore nei confronti di altri uomini. Contenuti forti, insomma, soprattutto se rapportati all’età media dei partecipanti che hanno tutto sommato hanno seguito con interesse la manifestazione.

E’ poi c’è stato il mio monologo, il discorso all’umanità tratto dal film Il grande dittatore di C. Chaplin. Dal punto di vista artistico è stata una prova non facile per me. Temevo infatti che il testo non fosse adatto a ragazzi di quella età. Ma dopo un breve momento iniziale di smarrimento i giovanotti sono stati rapiti dal discorso ed hanno seguito in un rispettoso silenzio tutto proclama, per poi lasciarsi andare ad un caloroso applauso finale.

Una bella iniziativa insomma, riuscita bene. Che ha certamente arricchito i ragazzi presenti, trasmesso qualcosa di buono, di positivo. Alla faccia di “amici”, “grande fratello” e tutte le altre stupidaggini che ogni giorno guardano in televisione. Certamente i ragazzi non sono in grado di comprendere a fondo le motivazioni che portano gli uomini a massacrare i propri simili. E meno che mai posso capire, alla loro età, che le dittature non sono solo quelle che si impongono con le armi e la violenza fisica. Un giorno lo capiranno. Forse. Lo spero, almeno.