Noi ex-terroni, gli extracomunitari e gli extraterrestri

napoletani, extracomunitari ed extraterrestri
Napoletani, extracomunitari ed extraterrestri

Il mio potrebbe sembrare un ragionamento egoistico ed infatti lo è. E’ brutto dirlo, ma grazie al fenomeno dell’immigrazione di massa, verificatasi negli ultimi anni nel nostro paese, noi meridionali (ed in particolare noi napoletani) ci sentiamo un po’ più Italiani.

Restando nella storia recente del paese il mio ricordo non può che andare agli inizi degli anni novanta, periodo nel quale è esploso il fenomeno della Lega. Per anni siamo stati il loro cavallo di battaglia, il cancro da estirpare, il nemico principe da combattere con tutti i mezzi (anche con le armi). Da qualche tempo però, da quando orde di immigrati hanno invaso l’Italia, il simpatico Bossi sembra essersi un po’ dimenticato di noi. Adesso tutti i problemi del paese sono causati dagli extracomunitari. Adesso sono loro a togliere il lavoro agli Italiani e a delinquere. Per questo noi napoletani ci sentiamo molto sollevati.
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Dialoghi privati con Dio

Una raffigurazione di Dio
Una raffigurazione di Dio

Chissà come fanno i potenti a mettersi in contatto diretto con Dio. Riescono addirittura a farsi dare disposizioni dettagliate sul da farsi. E quasi sempre si tratta di fare delle guerre.

Già Numa Pompilio, secondo re di Roma (la cui fondazione risale al 753 a.c.), per imporre al popolo un riordino della liturgia religiosa fece spargere la notizia che ogni notte mentre dormiva, la ninfa Egeria veniva a visitarlo dall’olimpo per trasmettergli direttamente le istruzioni. Chi avesse disobbedito, non era col re, uomo fra uomini, che avrebbe dovuto vedersela, ma con il padreterno in persona.
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Su un muro a Napoli

Scritta su un muro a Napoli

Questa frase l’ho trovata scritta su un muro a Napoli, tra il palazzo di giustizia ed il carcere di Poggioreale. Curioso!

Ha un significato nascosto non immediatamente percepibile. Racchiude una grande verità. Verità che solo i napoletani, quelli onesti e civili, possono comprendere appieno, perché la vivono ogni giorno sulla loro pelle.

Siamo giornalmente tentati dallo scappare via da questa città, paradiso per i sensi e inferno per le coscienze.

Vorremmo scappare per le ingiustizie che si compiono ogni giorno, per gli scempi, per le violenze, per la disoccupazione, la disorganizzazione, la illegalità. Tutte cose che ogni giorno si perpetuano sotto io nostri occhi, alla luce del sole.

Ma delle inferriate invisibili, come delle recinzioni impalpabili, ci impediscono ogni volta di compiere questo passo.