Tutto schifosamente normale

 Sono le 10:30 e sono in auto. All’improvviso sento il suono di una sirena: è una macchina della polizia. Mi supera a forte velocità. Supera anche altre macchine e per poco non investe un passante. Si allontana. Sparisce.

Pochi minuti dopo un’altra sirena; ancora una macchina della polizia. Questa volta viene dalla direzione di marcia opposta alla mia; sempre a forte velocità. Faccio appena in tempo a scansarmi, tanto che i nostri specchietti si toccano. Mi spavento. Impreco.

Sento odore di bruciato, ma so già di cosa si tratta. Sul marciapiede un cumulo di immondizia fumante dato alle fiamme chissà da chi e per quale motivo. Tutto schifosamente normale

Proseguo. Adesso sento la sirena di un’autoambulanza in lontananza. L’ambulanza mi raggiunge. Rallento e mi accosto per farla passare. Sento anche il rumore di un elicottero che ronza nel cielo. Più avanti vedo macchine ferme: camionette dalla polizia. Un militare blocca il passaggio facendo svoltare le auto che arrivano. Non si passa oltre!

 Nella macchina d’avanti alla mia c’è una signora che preoccupata chiede spiegazioni ad un agente. È impaurita poiché abita proprio lì vicino. “Un incidente”, dice il militare. “Hanno anche sparato, ma stia calma”.

Scendo dalla macchina e procedo a piedi. Mi avvicino alla recinzione. Osservo. Ascolto. Tentata rapina. Morto il rapinatore, ucciso da un poliziotto fuori dal servizio che era in strada con la figlia di cinque anni. In gravi condizioni una guardia giurata. Scatto qualche foto: la macchina, i bossoli sulla strada, la gente che assiste allo “spettacolo”.

 Poi vado via. Il cumulo di immondizia è ancora lì. Non fuma più, i pompieri lo hanno spento.
Tutto schifosamente normale.